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Malattia insorta durante le ferie

19 Marzo 2022
Malattia insorta durante le ferie

Che succede se il dipendente cade malato o si infortuna durante le vacanze: lo slittamento delle ferie.

Cosa succede in caso di malattia insorta durante le ferie? Se il lavoratore cade malato durante le vacanze, le ferie si sospendono oppure continuano a decorrere? 

La questione è di particolare interesse perché succede non di rado che, durante il soggiorno presso una località turistica, ci si possa infortunare (ad esempio per una caduta dagli sci) oppure ci si possa ammalare (ad esempio a causa di un virus intestinale). In casi di questo tipo come deve comportarsi il dipendente? 

Cerchiamo di fare il punto della situazione alla luce delle ultime sentenze che hanno regolato l’argomento; la legge infatti, in merito, non offre alcun chiarimento. 

Quando la malattia sospende le ferie

Secondo una importante sentenza della Corte Costituzionale del 1987 [1], la malattia insorta durante le ferie ne sospenda il decorso.

La ragione è semplice. Se è vero che scopo delle ferie (imposte dalla Costituzione ed a cui nessun lavoratore può rinunciare, neanche dietro compenso) è di garantire al lavoratore il recupero delle energie, laddove la malattia sia di tale portata da impedire il riposo del lavoratore, le ferie si sospendono; in caso contrario le ferie continuano a decorrere.

Questo significa però che non sempre la malattia sospende le ferie: ciò succede solo con quelle più serie, in quanto incompatibili con la funzione delle ferie che è quella di portare al lavoratore un po’ di relax, per riprendersi e ripartire, al termine delle vacanze, con maggiore slancio. Questo è stato il parere fornito dalla Cassazione a più riprese [2].

Non si può quindi fare una valutazione generale e valevole in ogni caso. Bisognerà valutare, caso per caso, l’entità della malattia e l’attitudine della stessa di impedire al dipendente il godimento del riposo. 

Ad esempio in caso di cure idrotermali, la corte Costituzionale ha detto [3] che le stesse possono interrompere le ferie solo quando, per la specificità e/o gravità della manifestazione morbosa e/o delle modalità del trattamento terapeutico o riabilitativo, possono pregiudicare il recupero delle energie psicofisiche del dipendente. 

In tale occasione, la Corte ha anche detto che spetta alla legge e ai contratti collettivi individuare i casi, i criteri e le modalità di controllo. 

Il Contratto collettivo può condizionare la sospensione delle ferie a un limite minimo di durata della malattia [4] o al ricovero in ospedale, a prescindere dal fatto che si tratti di una struttura sanitaria pubblica o di una casa di cura privata [5]. 

L’effetto sospensivo non è escluso dal fatto che la malattia cada in un periodo di ferie collettive [6].

Cosa bisogna fare in caso di malattia durante le ferie?

Il dipendente che, in ferie, cade malato e perciò voglia sospendere il decorso delle ferie stesse deve comportarsi come avrebbe fatto se fosse stato in servizio. Quindi innanzitutto deve comunicare la malattia al datore di lavoro e poi sottoporsi a visita del medico curante o di altro medico del SSN (è anche ammesso il certificato di pronto soccorso o quello di un medico privato). 

Il dipendente non può pertanto limitarsi a inviare solo il certificato medico senza comunicare all’azienda, secondo le forme e i tempi indicati nel Ccnl, la malattia. La mancata comunicazione esclude il diritto al recupero delle ferie non godute a causa della malattia fino al momento dell’avvenuta comunicazione.

Il medico dovrà poi comunicare telematicamente il certificato medico all’Inps che lo metterà a disposizione del datore di lavoro.

Obblighi del dipendente in malattia durante le ferie

Anche durante le ferie, il dipendente malato deve rimanere a casa (presso il domicilio indicato nel certificato medico) per rendersi disponibile ad eventuali visite fiscali (la cosiddetta visita di controllo del medico dell’Inps). Lo dovrà fare nelle fasce orarie indicate dalla legge. In particolare, le fasce orarie di reperibilità per i dipendenti del settore privato vanno:  

  • mattina: dalle ore 10.00 alle ore 12.00; 
  • pomeriggio: dalle ore 17.00 alle ore 19.00.

Le fasce di reperibilità dei dipendenti pubblici vanno:

  • mattina: dalle 9.00 alle 13.00;
  • pomeriggio: dalle 15.00 alle 18.00.

Restano comprese le domeniche e i giorni festivi.

La permanenza presso il proprio domicilio durante le fasce orarie previste per le visite mediche domiciliari di controllo costituisce non già un onere bensì un obbligo per il lavoratore ammalato, in quanto l’assenza, rendendo di fatto impossibile il controllo in ordine alla sussistenza della malattia, integra un inadempimento, sia nei confronti dell’istituto previdenziale, sia nei confronti del datore di lavoro, che ha interesse a ricevere regolarmente la prestazione lavorativa e, perciò, a controllare l’effettiva sussistenza della causa che impedisce tale prestazione.

I controlli possono essere disposti direttamente dall’INPS o su richiesta del datore di lavoro; quest’ultimo può inoltrare richiesta agli organismi abilitati anche telefonicamente, seguita da conferma scritta. 

Una stessa malattia può essere controllata più volte, anche nell’arco della stessa giornata. 

Malattia insorta prima delle ferie

Potrebbe succedere che la malattia insorga prima dell’inizio delle ferie, la cui data era stata già concordata con il datore di lavoro. In tali caso, la malattia che permane oltre l’inizio delle ferie non dà luogo al decorso delle ferie stesse. Al termine della malattia il lavoratore potrà godere delle ferie programmate non coperte dallo stato di malattia. 

In ogni caso il lavoratore non può, con decisione autonoma, prolungare le ferie di un periodo equivalente a quello sospeso per malattia. Dovrà pertanto trovare un nuovo accordo con il datore di lavoro. Diversamente si vedrà ridurre proporzionalmente alla durata della malattia il periodo di ferie preventivato. Questo non significa però che quel periodo gli venga cancellato: le ferie non possono mai essere oggetto né di rinuncia, né di conversione in denaro da parte del datore di lavoro. Quindi le parti dovranno concordare un ulteriore periodo di ferie durante l’anno (a meno che si accordino per lo slittamento in avanti del periodo precedentemente concordato e compromesso dalla malattia). 

Qualora il lavoratore non sia stato in grado di godere del periodo di ferie annuali a causa di malattia, il diritto alla loro fruizione retribuita non si estingue al termine del periodo previsto dal diritto nazionale o dalla contrattazione collettiva, con la conseguenza che il lavoratore ha comunque diritto a fruire delle ferie maturate una volta terminato il periodo di malattia [7].

Quando la malattia non sospende le ferie

Come anticipato, la malattia sospende le ferie solo se la sua gravità può compromettere il riposo del dipendente [8]. Tale situazione deve essere provata dal datore di lavoro attraverso i previsti controlli sanitari mediante richiesta all’INPS o all’ASL. Nella richiesta dovrà essere specificato che il controllo è mirato a verificare se lo stato di malattia è tale da consentire la sospensione delle ferie [9].


note

[1] C. Cost. sent. n. 616/1987.

[2] Cass. 8016/2006 

[3] C. Cost. sent. n. 297/1990.

[4]  Cass. 14.12.2000, n. 15768.

[5] Cass. 1741/1998.

[6] Cass. 3093/1997.

[7] Corte Giust. UE 10.9.2009, n. C-277/08.

[8] Cass. S.U. 1947/1998; Cass. 7303/2000 

[9] INPS, circ. 109/1999.

Autore immagine: depositphotos.com


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