Diritto e Fisco | Articoli

Le sanzioni principali e accessorie del codice della strada

20 Marzo 2022
Le sanzioni principali e accessorie del codice della strada

Multe stradali: tutte le conseguenze. Come si stabilisce il minimo e il massimo della sanzione. 

È di tipo economico la sanzione principale prevista per le violazioni al codice della strada (così come del resto avviene per tutte le altre sanzioni amministrative, nel cui ambito queste rientrano). Ciò significa che il minimo che possa accadere a chi infrange le regole della strada è di pagare una somma di denaro all’organo accertatore, somma chiaramente prefissata dalla legge e non decisa autonomamente dall’organo verbalizzante.

Ma insieme alla sanzione principale si accompagna spesso una sanzione accessoria che, il più delle volte, è costituita dal taglio dei punti alla patente, dalla sospensione o dalla revoca della patente e, nei casi più gravi, dal sequestro del veicolo o addirittura dalla confisca.

Scopo di questa breve guida è illustrare le sanzioni principali e accessorie del codice della strada, i metodi di determinazione e di calcolo, in modo da poter conoscere le conseguenze delle violazioni commesse da chi è imprudente quando guida l’auto, la moto e, in alcuni casi, anche le biciclette (eh già, anche le bici devono rispettare gran parte delle norme del codice della strada. Ma procediamo con ordine.

Quali sono le sanzioni principali per la violazione del codice della strada

Abbiamo appena detto che la sanzione principale per le violazioni del codice della strada è costituita dall’obbligo di pagare una somma di denaro fissata entro un limite minimo e massimo prestabilito dalla norma che descrive la condotta violata.

Nessuna sanzione può essere inferiore a 15 euro e superiore a 9.296 euro. Questi importi però possono essere aggiornati tenendo conto dell’inflazione e del costo della vita, secondo gli indici Istat, cosa che infatti avviene frequentemente. 

Come si stabilisce l’ammontare di una multa?

È la legge, e non il poliziotto, a stabilire l’importo della multa. L’agente non ha alcuna discrezionalità. Anzi, quest’ultimo è obbligato ad applicare sempre e comunque la sanzione pari al minimo previsto. Quindi, quando una norma del codice della strada stabilisce una sanzione pecuniaria tra un minimo e un massimo, il vigile deve irrogare, nel verbale, solo la sanzione minima. 

Anche quando l’automobilista fa ricorso al Prefetto e questo lo rigetta: in tal caso, la somma da pagare è pari al doppio del minimo edittale. 

Verrebbe da chiedersi, allora, a che serve l’indicazione del massimo edittale. Essa ricorre quando, ad esempio, dalla violazione del codice della strada deriva un reato (ad esempio la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti): in tal caso il magistrato potrà modulare la sanzione, tra il minimo e il massimo, sulla base dei seguenti parametri:

  • gravità della violazione, desunta dalla sua natura e specie; ad esempio dalla condotta tenuta nella commissione dell’illecito, dalle conseguenze prodotte, dall’intenzionalità dimostrata dal trasgressore, dai mezzi usati, dall’oggetto, tempo e luogo della commissione;
  • l’opera svolta dall’agente per l’eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione. Si tratta di una forma di ravvedimento che si manifesta sul piano della riduzione o eliminazione dei danni a persone o a cose. Non conta tanto l’effettiva eliminazione o attenuazione delle conseguenze dell’illecito, quanto l’opera svolta a tal fine dall’agente;
  • la personalità del trasgressore. Si tratta dei precedenti soggettivi dell’autore della violazione, quali l’età, la presenza di invalidità, la condotta di vita (reiterazione delle violazioni);
  • le condizioni economiche. La previsione ha un’evidente funzione di ricondurre a sostanziale parità, sul piano della responsabilità da illecito, tutti i cittadini; in modo da permettere una determinazione adeguata per gli abbienti, e non eccessivamente onerosa per i non abbienti, consentendo a questi ultimi anche il pagamento rateale.

Quali sono le sanzioni accessorie per la violazione del codice della strada?

Le sanzioni accessorie vengono stabilite, di volta in volta, dalle singole norme del codice della strada. Qui di seguito, non potendo riportare ciascuna norma, ci limiteremo a indicare quali sono e in cosa consistono le sanzioni accessorie. 

L’applicazione delle sanzioni amministrative accessorie consegue di diritto (con irrogazione automatica e obbligatoria) all’accertamento della violazione. La sua funzione consiste nel limitare la libertà del trasgressore, con l’imposizione di obblighi o divieti, in funzione dissuasiva, ancorché repressiva e riparatoria dell’interesse pubblico violato.

Sequestro dell’auto

Il sequestro amministrativo consiste nella privazione provvisoria dell’auto. Di solito viene attuato per rendere possibile la successiva confisca del veicolo.

La confisca dell’auto

Al contrario del sequestro, alla cui scadenza l’auto torna nella disponibilità del proprietario, la confisca consiste nella privazione definitiva della disponibilità del veicolo che pertanto viene espropriato e passa nella proprietà della pubblica amministrazione senza pagamento di un corrispettivo. Essa trova giustificazione nell’intento di prevenire la commissione di ulteriori illeciti, rimuovendo il bene che rappresenta lo strumento, il prezzo, il profitto della violazione.  

Quando c’è confisca dell’auto?

Le violazioni che comportano la confisca sono previste dai seguenti articoli del codice della strada: 7 c. 15-bis; 9-bis c.5; 9-ter c. 3; 45 cc. 9 e 9-ter; 67 c. 7; 70 c. 5; 77 c. 3-bis; 80 c. 14; 86 c. 2; 93 c. 7 e 7-bis; 97 c. 14; 98 c. 4; 99 c. 5; 100 c. 15; 101 c. 6; 116 c. 17; 132 c. 5; 134 c. 2; 168 c. 8-bis; 171 c. 5; 172 c. 13; 176 c. 22; 186 c. 2 lett. c) e 7; 186-bis c. 6; 187 c. 1; 193 c. 4 e 4-bis; 214 c. 8; 216 c. 6; 217 c. 6; 218 c. 6.

Il fermo amministrativo

Il fermo amministrativo, che consiste nella privazione temporanea della disponibilità del veicolo.

Non è ammesso quando il titolare dell’auto è soggetto diverso da chi ha violato il codice della strada (in tal caso, di solito, viene previsto il raddoppio del periodo di sospensione della patente). 

Il fermo amministrativo – che si rivolge ad evitare ulteriori violazioni del codice della strada – non va confuso che il fermo auto che attua l’agente della riscossione nel caso di mancato pagamento delle cartelle esattoriali; quest’ultimo ha lo scopo di impedire che il mezzo possa essere deprezzato, in vista di un eventuale (ma quasi mai attuato) successivo pignoramento. 

Quando c’è il fermo amministrativo?

Il fermo amministrativo è previsto dai seguenti articoli del codice della strada: 10 c. 25; 80 c. 14; 93 c. 7-ter; 97 c. 14; 100 c. 15; 115 c. 6; 116 cc. 17 e 18; 118 c. 14; 122 c. 8; 170 c. 7; 171 c. 3; 175 c. 15; 176 cc. 18 e 22; 179 c. 8; 186 c. 2-bis; 202 c. 2-quater; 207 c. 3; 216 c. 1 e 6; 218 c. 6.

Ritiro della patente e della carta di circolazione

Rientra tra le sanzioni accessorie anche il ritiro materiale del documento (carta di circolazione, certificato di idoneità tecnica per le macchine agricole, autorizzazioni, licenze, targa, patente di guida, carta di qualificazione del conducente) che sarà trattenuto, senza durata prestabilita, fino a che non siano adempiute determinate formalità da parte del titolare.

Il ritiro non fa venir meno l’efficacia del documento.

Può consistere in un ritiro immediato o, in un provvedimento strumentale e preordinato all’applicazione di altra sanzione accessoria (ad esempio la sospensione).

La circolazione abusiva con il veicolo cui è stato ritirato il documento, è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da €  2.050 a € 8.202, cui consegue il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi (salvo il caso di ritiro della targa) o, in caso di reiterazione delle violazioni, la sanzione accessoria della confisca del veicolo.

Sospensione della carta di circolazione

La sospensione della carta di circolazione consiste nella privazione temporanea di efficacia della carta di circolazione, in modo da impedire la circolazione del veicolo cui si riferisce.

Quando c’è la sospensione della carta di circolazione?

Tra le altre ipotesi si ricordano quelle previste dai seguenti articoli del codice della strada: artt. 6, comma 12; 10, comma 24; 62, comma 7; 82, comma 10; 83, comma 5; 84, comma 8; 85, comma 4; 87, comma 7; 104, comma 10; 114, comma 7; 168, commi 7 e 9, e 169, comma 8.

Sospensione della patente

La sospensione della patente può scattare solo nei confronti dell’effettivo trasgressore, che deve, quindi, essere necessariamente identificato. Non è possibile applicare tale sanzione accessoria all’intestatario del veicolo, in quanto obbligato in solido per le sole sanzioni pecuniarie.

Essa consiste nella privazione temporanea di efficacia del documento amministrativo, che impedisce al titolare di circolare alla guida di qualsiasi veicolo per il quale occorra un’abilitazione.

Quando c’è la sospensione della patente?

La sospensione della patente può scattare nel caso di violazione dei seguenti articoli del codice della strada: artt. 6, comma 12; 10, comma 24; 62, comma 7; 104, comma 12; 114, comma 7; 117, comma 5; 125, comma 5; 138, comma 12; 142, comma 9 e 9-bis; 143, comma 12; 168, comma 8 e 9; 176 comma 22; 179, comma 9; 186, comma 2 e 7; 187, comma 1 e 8; 189, comma 6 e 7; 213, comma 4; 217, comma 6, C.d.S.). Nel caso di violazioni penali, la patente viene trasmessa al Prefetto che ne dispone la sospensione.

Inoltre la sospensione della patente è conseguenza della reiterazione, nel biennio, della medesima violazione amministrativa, come nei casi previsti dagli artt. 145, comma 11; 146, comma 2-bis; 147, comma 6; 148, comma 15; 149, comma 5; 150, comma 5, del codice della strada. In questi casi, sebbene l’accertatore non abbia la possibilità di verificare su strada l’esistenza della precedente violazione, sarà l’interrogazione dell’ANAG a consentire di conoscere tutte le vicende inerenti la patente.

Chi guida con la patente sospesa viene punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 2.050 a € 8.202, cui conseguono le sanzioni accessorie della revoca della patente e del fermo amministrativo del veicolo per 3 mesi; in caso di reiterazione, in luogo del fermo, si applica la confisca amministrativa del veicolo.

Revoca della patente

La revoca della patente consiste nella privazione definitiva di efficacia e validità del documento, di talché il suo titolare viene a trovarsi nella condizione di chi non abbia mai conseguito la patente.

La violazione è, quindi, punita con una sanzione pecuniaria di € 5.110, cui consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di 3 mesi. Nel caso di reiterazione specifica infrabiennale, è previsto altresì l’arresto fino a 1 anno, con la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo.

Quando c’è la revoca della patente?

La revoca della parente è prevista dagli artt. 120, 130, 218, comma 6, del codice della strada.

Sospensione dei punti della patente

In fase di contestazione, l’agente accertatore dovrà indicare sul verbale il punteggio relativo alla violazione. Qualora con un solo verbale vengano contestate più violazioni, l’entità dei punti relativi a ciascuna infrazione, dovrà essere specificamente e separatamente indicata.

La tabella allegata all’art. 126-bis elenca le penalità per le infrazioni in relazione al grado di pericolosità insito nella norma violata. La decurtazione è predeterminata in misura fissa senza possibilità di valutazione discrezionale da parte dell’organo accertatore.

Le violazioni poste in essere dai neo-patentati, nei primi 3 anni dal rilascio della licenza di categoria B o superiore, comportano la sottrazione di punti in progressione geometrica: il doppio di quanto stabilito dalle singole norme.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube