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Denuncia di sinistro fuori termine all’assicurazione

20 Marzo 2022
Denuncia di sinistro fuori termine all’assicurazione

Che succede se non si denuncia il sinistro nei tre giorni? Gli effetti della denuncia tardiva.

Sia che si tratti di assicurazione sulla responsabilità civile automobilistica (Rca), che di un altro tipo di polizza, l’assicurato deve comunicare il sinistro alla propria compagnia entro tre giorni da quando questo si è verificato. Le parti possono concordare anche un termine più lungo (cosa che succede spesso nel caso di polizze infortuni). Ma che succede se si denuncia il sinistro in ritardo? Può l’assicurazione negare il risarcimento?

Sulla denuncia di sinistro fuori termine all’assicurazione si è più volte espressa la Cassazione. Una recente sentenza [1] è particolarmente chiara nello spiegare gli effetti della denuncia di sinistro in ritardo. Ma procediamo con ordine. 

Entro quanto tempo la denuncia di sinistro

Come anticipato, a norma dell’articolo 1913 del codice civile l’assicurato deve dare avviso del sinistro all’assicuratore o all’agente di zona, entro tre giorni da quello in cui il sinistro si è verificato o da quando l’assicurato ne ha avuta conoscenza. Non è necessario l’avviso, se l’assicuratore o l’agente intervengono entro il detto termine alle operazioni di salvataggio o di constatazione del sinistro.

Il codice stabilisce il termine di tre giorni, ma le parti possono accordarsi per un termine diverso. In seguito alla notizia del sinistro l’assicuratore può intervenire per accertarne le cause e prendere tutti i provvedimenti per attenuare le conseguenze del sinistro.

Mancata denuncia di sinistro

A norma dell’articolo 1915 del codice civile, l’assicurato che dolosamente non adempie l’obbligo dell’avviso o del salvataggio perde il diritto all’indennità.

Se l’assicurato omette di adempiere tale obbligo per colpa (e non per dolo), l’assicuratore ha diritto di ridurre l’indennità in ragione del pregiudizio sofferto.

L’articolo disciplina le conseguenze che derivano dall’inosservanza da parte dell’assicurato dell’onere di denuncia del sinistro e dell’onere di salvataggio. Diverse sono le conseguenze secondo che il soggetto abbia agito con dolo (cioè in malafede)  o con semplice colpa: nel primo caso l’assicurato perde totalmente il diritto alla prestazione dell’assicuratore; se invece l’assicurato ha agito solo con negligenza (ad esempio dimenticandosi della denuncia o semplicemente trascurandone la necessità), la sanzione consisterà in una riduzione del risarcimento da parte dell’assicuratore in ragione del pregiudizio sofferto.

Tale differenza è stata messa in evidenza anche dalla Cassazione secondo cui, affinché l’assicurato possa ritenersi inadempiente all’obbligo di presentare la denuncia di sinistro all’assicuratore, occorre accertare se l’inosservanza abbia carattere doloso o colposo (come detto, infatti, nel primo caso l’assicurato perde il diritto all’indennità mentre nel secondo l’assicuratore ha diritto di ridurre l’indennità). 

Denuncia di sinistro in ritardo: si perde il risarcimento?

Sia nell’ipotesi di dolosa che di colposa omissione della denuncia di sinistro, spetta all’assicurazione dimostrare, nella prima, l’intento fraudolento dell’assicurato e, nella seconda, che l’assicurato volontariamente non abbia adempiuto all’obbligo e il pregiudizio sofferto. Se manca la prova, l’assicurazione deve risarcire il danno anche nel caso in cui la denuncia di sinistro sia fuori termine.

La Cassazione precisa poi che, ai fini della perdita dei benefici assicurativi, non occorre lo specifico e fraudolento intento di creare danno all’assicuratore: è sufficiente la consapevolezza dell’obbligo previsto dalla legge e la cosciente volontà di non osservarlo».

Risultato: l’assicurazione paga anche se l’infortunato chiede l’indennizzo dopo la scadenza del termine per la comunicazione del sinistro. 

L’onere di provare il comportamento doloso del danneggiato resta a carico della compagnia


note

[1] Cass. ord. n. 8701/22.

[2] Cass. ord. n. 24210/2019.


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