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Con i voucher del lavoro accessorio maturo la pensione?

9 Settembre 2014
Con i voucher del lavoro accessorio maturo la pensione?

Sono disoccupato e mi hanno offerto qualche lavoretto pagato con i voucher: valgono ai fini pensionistici? Se dovessi lavorare sempre e solo con questo sistema, riuscirò ad arrivare alla pensione?

Il compenso derivante da un’attività con i voucher permette l’accredito dei contributi nella gestione separata dell’Inps. Il 13% del valore del buono affluisce nella gestione, ma il limite di compenso annuale percepibile (5.050 euro netti) fa sì che ogni anno chi è occupato unicamente in attività accessorie maturi solo due mesi (e non 12) ai fini dell’anzianità contributiva.

Cos’è il lavoro accessorio

Ricordiamo che il “lavoro accessorio” può essere usato per tutti i tipi di attività, da imprese o da privati (è quest’ultimo il caso dei rapporti con una baby-sitter o un giardiniere), a eccezione di alcune attività nel settore agricolo.

Si tratta di una tipologia contrattuale a se stante, imperniata su una disciplina speciale che, comunque, garantisce un nucleo minimo di diritti e garanzie. Non va valutata in termini di autonomia o subordinazione, in quanto l’unico criterio di qualificazione è quello del limite economico massimo del compenso.

Ogni lavoratore non deve ricevere più di 5.050 euro netti per ogni anno solare, che corrispondono a 6.730 euro lordi. Il limite può essere riferito anche a più committenti; ad esempio: 2.000 euro con il committente A; 1.800 con B e 1.250 con C.

Possono svolgere lavoro accessorio anche gli studenti purché l’attività sia resa nelle vacanze scolastiche.

In relazione a ogni committente, il limite massimo di ricorso al lavoro accessorio rispetto al lavoratore è pari a 5.050 euro netti per la generalità dei committenti (compresa Pubblica Amministrazione e datori di lavoro domestico) e di 2.020 euro netti per i committenti imprenditori e professionisti.

Il lavoratore accessorio deve dichiarare i compensi ricevuti con la dichiarazione dei redditi oppure lo fa il datore di lavoro tramite assistenza fiscale?

Nessun adempimento dev’essere messo in atto dal committente né dal lavoratore dal punto di vista fiscale, in quanto le relative somme, pagate con il sistema dei voucher, sono esenti da imposte.

Inoltre, non c’è alcun obbligo del committente di agire come sostituto di imposta né di redigere il modello 730 così come non esiste alcun obbligo, da parte del lavoratore, di includere i relativi redditi nella propria dichiarazione dei redditi.


note

Autore immagine: 123rf com


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