Diritto e Fisco | Articoli

Quanti soldi in contanti si possono tenere addosso?

21 Marzo 2022
Quanti soldi in contanti si possono tenere addosso?

Limiti all’uso del denaro contante da portare per strada o da tenere a casa: reati e controlli fiscali. 

Un lettore ci chiede quanti soldi contanti si possono tenere addosso. La domanda è probabilmente frutto del timore di incappare nelle sanzioni per la violazione dei limiti sulla tracciabilità dei pagamenti, limiti periodicamente aggiornati dalla legge. C’è anche da dire che, non poche volte, il possesso di denaro di provenienza ingiustificata o non giustificabile può far scattare dei controlli da parte delle autorità.

Partiamo però col dire che il semplice possesso di denaro contante non è di per sé sufficiente a determinare una incriminazione penale. Piuttosto potrebbero sorgere sospetti di natura fiscale per quanto si dirà a breve. 

Per stabilire dunque quanti soldi in contanti si possono tenere addosso sarà bene fare alcune importanti precisazioni.

Esiste un limite di contanti che si possono tenere addosso?

Non esiste alcuna legge che ponga un limite ai contanti che una persona possa portare addosso, con sé, fuori casa (o anche dentro). Per cui, chi viene trovato con addosso una consistente somma di denaro contante non può, per ciò solo, essere incriminato o sanzionato. Egli infatti non ha commesso alcun reato o altro illecito. 

L’unico limite riguarda non già il «porto» ma l’«uso» dei contanti quando cioè questi passano dalla mano di un soggetto a quella di un altro (con esclusione solo dello sportello bancario). Le norme sulla tracciabilità dei pagamenti stabiliscono infatti il divieto di scambiare somme di contanti superiori a 1.999,99 euro (dal 2023 la soglia dovrebbe passare a 1.000 euro). Questo significa che da 2.000 euro in poi (e dal 2023, 1.000 euro in poi) bisogna usare sistemi tracciabili come assegni non trasferibili, bonifici, carte di credito o di debito, vaglia). Tale divieto vale indipendentemente dalla ragione dello scambio: sia quindi che si tratti di una vendita, una donazione, un prestito e così via. Vale anche nei rapporti con la pubblica amministrazione (ad esempio per il pagamento delle tasse). Non vale invece nelle operazioni di versamento e prelievo dal conto corrente bancario o postale. 

Il fatto di possedere con sé, nel portafogli o comunque in un altro posto segreto del proprio corpo, una somma di contanti superiori ai limiti appena indicati non costituisce illecito, né penale, né amministrativo: e ciò proprio perché uno scambio non si è ancora perfezionato. 

Altri controlli sui contanti che si tengono addosso

Il fatto di non violare alcuna norma nel possedere un elevato importo in contanti e di portarlo con sé addosso non esclude tuttavia la possibilità che, in caso di un controlli per strada, la polizia non possa fare domande circa la provenienza del denaro. È diritto degli agenti infatti effettuare indagini laddove abbiano fondati sospetti della commissione di un reato. È chiaro che chi non ha nulla da temere non avrà difficoltà a rispondere dicendo, ad esempio, che i contanti sono stati prelevati dal bancomat (circostanza peraltro documentabile dall’estratto conto bancario). I sospetti potrebbero provenire nel caso in cui l’importo non possa essere giustificato alla luce dei redditi del portatore: si pensi a un uomo anziano, formalmente titolare di una pensione di 600 euro mensili, che venga trovato con 50mila euro sotto il tappetino dell’auto. 

Anche il fatto di riferire che la somma è il frutto dei risparmi detenuti in casa non potrà generare alcuna incriminazione: eventuali sospetti di irregolarità, infatti, non generano automaticamente una presunzione di colpevolezza. Saranno infatti le autorità a dover dimostrare l’esistenza di un reato (ad esempio traffici illeciti, evasione fiscale, riciclaggio di denaro sporco) nel caso in cui si decida di procedere penalmente. 

È chiaro comunque che, per non avere problemi con le autorità, sarà sempre bene non generare sospetti e portare con sé somme non superiori rispetto alle proprie capacità economiche, quelle cioè denunciate con la propria dichiarazione dei redditi. Un commerciante abituato a maneggiare grosse somme di contanti, frutto di scambi di piccoli importi, ben potrà essere giustificato laddove deduca che si tratta del ricavato del giorno; non sarebbe però lo stesso per una persona che percepisce uno stipendio fisso, peraltro con bonifico bancario, i cui movimenti restano sempre tracciabili (nel qual caso egli dovrà fornire una valida motivazione circa la provenienza del denaro).

Attenzione a non motivare il possesso del denaro contanti addosso con l’esigenza di pagare qualcuno: in tale ipotesi infatti si starà ammettendo di aver violato la normativa sull’antiriciclaggio che, come abbiamo detto sopra, pone degli stringenti limiti al passaggio del cash da un soggetto a un altro. Nel qual caso scatterà una sanzione da un minimo di 2.000 a un massimo di 50.000 euro, in proporzione alla somma stessa.

Quanti soldi in contanti si possono tenere in casa?

Quanto abbiamo appena detto vale anche per le somme di contanti detenute a casa: non esiste una legge che ponga un limite ad esse, fermo restando che, in caso di controlli, genererà certo molta diffidenza un pensionato che possegga un caveau con lingotti d’oro. 

Insomma, per sintetizzare quanto appena detto, seppur non si può essere multati per il semplice fatto di avere con sé una cospicua somma di contanti, è possibile che da tale circostanza, se non adeguatamente motivata, possano derivare delle indagini al fine di verificare se ciò possa nascondere la commissione di qualche reato.  



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