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Caldaia: tutto su revisione e altri doveri

9 Settembre 2014 | Autore:
Caldaia: tutto su revisione e altri doveri

Manutenzione ordinaria e controllo fumi: cosa c’è da sapere su scadenze, costi e sanzioni.

 

La cura e manutenzione degli impianti di riscaldamento, oltre ad essere indispensabili per assicurarsi il calore invernale a costi ragionevoli, sono obbligatorie per legge.

Chi non opera la manutenzione ordinaria e il controllo dei fumi nei termini stabiliti, in caso di ispezioni da parte del Comune, rischia una multa che va da un minimo di 500 a un massimo di 3.000 euro.

L’onere di effettuare i necessari controlli dello stato dell’impianto termico – e i relativi costi – sono a carico del singolo cittadino proprietario (o dell’amministratore in caso di impianti condominiali).

I termini periodici per la revisione dei fumi e della combustione delle caldaie sono previsti dalla normativa nazionale [1].

È tuttavia prevista la possibilità per gli Enti locali (Regioni, Province e Comuni sopra i 40.000 abitanti) di regolamentare ulteriormente la materia richiedendo revisioni più frequenti e misure più severe.

Costi della manutenzione

Il costo medio per la manutenzione ordinaria e per il controllo di efficienza energetica (quando i due controlli sono realizzati insieme) è di 107 euro, ma c’è molta differenza di prezzo tra città e città.

Le città più care sono Milano e Bologna, le meno care Roma e Bari.

Spesso il prezzo varia anche all’interno delle singole città: per questo, è opportuno telefonare a più installatori chiedendo un preventivo, prima di affidare il lavoro.

Impianti oggetto dell’obbligo di revisione

La manutenzione ordinaria deve riguardare tutti gli impianti di riscaldamento, compresa la classica caldaia domestica installata all’esterno con potenza inferiore a 35 kW alimentata a gas metano, gasolio o gpl.

Il controllo di efficienza energetica deve essere effettuato su tutti gli impianti, purché di potenza superiore a 10 kW.

Chi effettua i controlli?

Il controllo della caldaia deve essere eseguito da tecnici abilitati, certificati dalla camera di commercio per lo svolgimento della specifica attività di manutentore.

Non deve trattarsi necessariamente dei tecnici autorizzati dalla marca della caldaia: anche i centri di assistenza multimarca, purché abilitati, hanno la possibilità dirilasciare gli attestati di legge.

Periodicità dei controlli

La cadenza periodica dei controlli dipende da una serie di fattori: zona di residenza, età della caldaia, prescrizioni dell’installatore, libretto del produttore.

Riguardo alla periodicità occorre distinguere tra la manutenzione ordinaria (legata alla sicurezza dell’impianto) e il controllo dei fumi o rendimento di combustione (legati all’efficienza energetica).

Per quanto riguarda i controlli ordinari di sicurezza, attraverso i quali si valuta se la caldaia è in grado di funzionare alla perfezione, la periodicità delle ispezioni è stabilita dall’installatore, che indica nel libretto dell’impianto la cadenza delle verifiche.

La manutenzione ordinaria, in genere, ha cadenza annuale e riguarda tutti gli impianti, indipendentemente dalla loro potenza, ma può essere anche ogni due. In assenza di queste prescrizioni, valgono quelle del costruttore, indicate nel libretto di istruzione.

Invece, per la cosiddetta prova fumi, o controllo di efficienza, attraverso la quale viene stabilito se l’impianto è o meno “inquinante”, i termini sono indicati dalla normativa locale o, in assenza, da quella nazionale. Generalmente l’intervallo periodico è di due anni.

Per quanto riguarda la normativa nazionale, secondo l’Agenzia nazionale per l’energia, i controlli sui fumi devono essere fatti in occasione degli interventi di manutenzione ordinaria, quindi secondo la periodicità indicata nei libretti d’impianto o tutte le volte che la manutenzione ha coinvolto un elemento che possa aver influenzato il rendimento dell’impianto.

C’è anche una periodicità precisa stabilita dalla legge, ma si riferisce alla trasmissione dei rapporti di controllo alle autorità competenti e non agli interventi del tecnico.

Alcune normative locali prevedono la possibilità di sostituire l’ispezione con l’autodichiarazione del proprietario della caldaia, tramite invio al Comune della copia dell’ultimo rapporto rilasciato dal manutentore. In realtà, questa pratica non ha più senso, in quanto l’obbligo di trasmissione del rapporto di efficienza energetica spetta al tecnico.

Tutte le scadenze di legge nonché la burocrazia da rispettare (per esempio come tenere il libretto di manutenzione) possono essere consultate rivolgendosi allo Sportello energia del proprio Comune.

È importante conoscere le scadenze per rispettarle ed evitare sanzioni. I Comuni effettuano controlli a campione, in occasione dei quali occorre dimostrare l’avvenuta manutenzione tramite il libretto di caldaia e le fatture.

Consigli utili

La caldaia è efficiente se viene revisionata regolarmente da un tecnico abilitato. Alcuni accorgimenti “fai da te” sono pure essenziali per evitare sprechi. Ecco alcuni consigli:

– controllare i termosifoni prima che arrivi il freddo, verificando, per esempio, che la loro superficie abbia temperature omogenee; se così non fosse, significa che ci sono sacche d’aria da eliminare attraverso le valvole di sfiato;

– evitare di tenere temperature troppo alte in casa: abbassando anche solo di un grado si può risparmiare l’8% in bolletta.

– trascorsi circa 15 anni conviene cambiare caldaia per prestazioni migliori e minori consumi, danneggiando meno l’ambiente.


note

[1] DPR. n. 74 del 16 aprile 2013.


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1 Commento

  1. Buonasera
    il controllo della caldaia vale anche se la stessa è utilizzata esclusivamente per l’acqua calda?
    Grazie

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