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Per l’impianto contatori di calore o ripartitori

9 Settembre 2014
Per l’impianto contatori di calore o ripartitori

Riscaldamento, i sistemi adottabili: due tecnologie per le diverse situazioni.

La “contabilizzazione” dei consumi individuali e la suddivisione delle spese in base ai “consumi effettivi” di ciascun centro di consumo individuale è diventata obbligatoria, entro il 31 dicembre 2016, nei condomini e negli edifici polifunzionali. Questa importante novità può essere realizzata con due sistemi: contatori di calore oppure ripartitori.

Contatore di calore

Il contatore è un apparecchio che conta, ovvero misura tramite operazioni successive una determinata grandezza.

Come tutte le grandezze fisiche, ed in particolare come tutte altre grandezze e gli altri servizi (energia elettrica, gas, acqua, telefonia, eccetera) utilizzati negli edifici, il calore è suscettibile di essere misurato.

L’unità di misura del calore è il kWh (kilowattora) o la kCaloria (ora meno usata).

Nel caso degli impianti di riscaldamento, il vettore che trasferisce l’energia in un’unità immobiliare è l’acqua calda che arriva dalla caldaia ad una certa temperatura, cede calore all’ambiente e torna in caldaia a temperatura minore: per misurare il contenuto energetico che il fluido vettore lascia in un appartamento, bisogna misurare la portata Q (litri al secondo o al minuto) d’acqua circolante ed il salto di temperatura Dt °C , che questa subisce tra mandata e ritorno.

Lo schema di installazione del contatore di calore prevede che l’impianto di una singola unità immobiliare abbia una tubazione di ingresso (mandata) ed una tubazione di uscita (ritorno). Il contatore viene quindi collegato tra le due tubazioni e può così rilevare la portata circolante (componente volumetrica del contatore come se fosse un semplice contatore d’acqua) e la differenza di temperatura tra mandata e ritorno. Così si riesce ad ottenere la misura dell’energia che dipende sia dalla portata che dalla differenza di temperatura.

Ripartitore

I ripartitori dei costi di riscaldamento sono invece strumenti per «conteggiare» il calore emesso dai radiatori all’interno degli appartamenti (unità di consumo).

I ripartitori consentono solo la determinazione del consumo del calore di ogni radiatore come percentuale del consumo totale di un condominio o di un gruppo di utilizzatori.

Per la determinazione del calore totale è quindi necessario, misurare la quantità di combustibile consumato oppure la quantità di calore emesso (per esempio mediante un contatore centrale di calore).

Il valore del consumo è un valore approssimato del calore emesso dalla superficie di un radiatore e consumato dall’utente nel periodo di conteggio.

Il valore di consumo è quindi un risultato che implica la conoscenza di alcune caratteristiche dei dispositivi di misura (ripartitori), della superfice dei radiatori e di altre condizioni, comprese le incertezze circa i fattori di valutazione e di montaggio.


I contabilizzatori di caloredal 2017 diventeranno obbligatori in tutte le regioni. Le valvole termostatiche permettono di risparmiare, preimpostando la temperatura nei singoli ambienti.

Per favorire il contenimento dei consumi energetici attraverso la contabilizzazione dei consumi individuali e la suddivisione delle spese in base ai consumi effettivi di ciascun centro di consumo individuale, per la corretta suddivisione delle spese connesse al consumo di calore per il riscaldamento, l’importo complessivo deve essere suddiviso in relazione agli effettivi prelievi volontari di energia termica utile e ai costi generali per la manutenzione dell’impianto, secondo quanto previsto dalla norma tecnica Uni 10200 e successivi aggiornamenti.

note

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. una domanda il Ripartitore di calore indiretto è uno strumento omologato e rispetta la legge metrica? Perchè ho un ufficio metrico che mi conferma che il ripartitore non è uno strumento metrico e non è omologato, come si può agire ?

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