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Assegno unico figli di genitori separati: a chi spetta?

22 Marzo 2022 | Autore:
Assegno unico figli di genitori separati: a chi spetta?

In caso di separazione o divorzio, quale dei due ex coniugi percepisce l’emolumento che ha sostituito assegni familiari e detrazioni fiscali? Cosa succede se il figlio è maggiorenne?

Dal 15 marzo 2022 è in pagamento il nuovo assegno unico universale, che ha sostituito gli assegni familiari e le detrazioni fiscali Irpef per i figli. Il cambiamento interessa milioni di famiglie italiane con figli a carico. L’importo è parametrato all’Isee e la domanda va presentata all’Inps (salvo che per i percettori di Reddito di cittadinanza, che lo ottengono automaticamente). L’accredito avviene sul conto corrente, o sulla carta prepagata, del beneficiario, anziché, come avveniva in passato, con l’inserimento in busta paga dell’importo spettante. Ma in caso di figli di genitori separati, o divorziati, a chi spetta l’assegno unico?

Il tema può essere fonte di contrasti perché la domanda per ottenere l’assegno può essere presentata distintamente da ogni genitore. Così, ad esempio, l’ex moglie può chiedere l’assegno unico per i figli minori, senza dover ottenere il consenso dell’ex coniuge. Quindi l’assegno verrà erogato al genitore che farà per primo la domanda all’Inps. Ma se l’altro genitore presenta a sua volta la domanda, l’importo spettante viene ripartito in pari misura tra i genitori. Questo dovrebbe riequilibrare la situazione, almeno da quel momento in poi.

Il problema si pone se uno degli ex coniugi “bara” e cerca di prendere tutto, anche la parte che spetterebbe all’altro genitore che, pur non convivente o collocatario, continua ad esercitare la responsabilità genitoriale anche dopo la separazione. L’Inps ha emanato delle istruzioni per risolvere questi casi di disequilibrio, ma la normativa amministrativa va coordinata con i provvedimenti adottati dal giudice della separazione o del divorzio, come quelli che riguardano l’affido dei figli e il contributo economico per il loro mantenimento. Vediamo, dunque, a chi spetta l’assegno unico per i figli di genitori separati.

Assegno unico universale per i figli

L’assegno unico universale spetta, a partire da marzo 2022, ai nuclei familiari con figli minorenni o maggiorenni a carico, fino al compimento di 21 anni di età, se studenti o lavoratori. Per i figli disabili l’assegno viene erogato senza limiti di età.

L’importo spettante è in relazione all’Isee del nucleo familiare; l’importo massimo erogabile è di 175 euro mensili per ciascun figlio, quando l’Isee è inferiore a 15.000 euro. Per valori superiori, il contributo si riduce gradualmente fino a un minimo di 50 euro al mese con Isee superiore a 40.000 euro, o se l’Isee non viene presentato.

Assegno unico genitori separati o divorziati

La legge istitutiva dell’assegno unico universale [1] stabilisce che «la domanda è presentata da un genitore ovvero da chi esercita la responsabilità genitoriale», e che il beneficio «è erogato al richiedente ovvero, a richiesta, anche successiva, in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale. In caso di affidamento esclusivo, l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario».

L’Inps in una recente circolare [2] ha precisato che nel modulo di domanda si può scegliere di attribuire il pagamento al 100% al genitore collocatario, ma l’altro genitore ha facoltà di modificare la domanda, chiedendo il pagamento ripartito al 50% tra i due genitori. In tal caso bisogna indicare anche l’Iban del secondo genitore, sul quale sarà versata la sua quota di assegno. La scelta di ripartizione al 50%, se avviene successivamente alla proposizione della domanda iniziale, ha effetto a partire dal mese successivo.

Se nel nucleo familiare è presente un figlio maggiorenne, questi ha facoltà di chiedere direttamente all’Inps la quota di assegno di sua spettanza; altrimenti la domanda viene proposta da uno dei genitori.

Assegno unico ripartito tra i genitori: le opzioni

Il richiedente l’assegno unico per i figli a carico può scegliere, in fase di presentazione della domanda all’Inps, una di queste tre opzioni di pagamento:

  • attribuzione dell‘intero importo in qualità di richiedente, dichiarando che tale scelta è avvenuta «in accordo con l’altro genitore»;
  • corresponsione dell’importo dell’assegno in misura ripartita al 50% tra i due genitori, dichiarando «di essere stato autorizzato dall’altro genitore ad indicare la modalità di pagamento della sua quota», quindi comunicando anche il suo Iban;
  • attribuzione dell’assegno al 50% in mancanza di accordo con l’altro genitore, indicando solo le modalità di pagamento della propria quota e lasciando all’altro genitore l’iniziativa di integrare la domanda per chiedere il residuo.

Genitori separati o divorziati: casi controversi

Come abbiamo visto, in presenza di due genitori che esercitano congiuntamente la responsabilità genitoriale anche dopo la loro separazione o divorzio, basta che uno dei due faccia la domanda indicando sé stesso come unico beneficiario per ottenere il 100% dell’importo: in tal caso l’Inps versa l’intero assegno al richiedente, ma l’altro può chiedere, anche successivamente, la ripartizione in pari misura.

Solo se il giudice ha affidato esclusivamente il figlio ad un genitore, la domanda per l’assegno unico va presentata dal genitore affidatario (in questo caso nel modulo andrà spuntata la casella che indica la presenza di un unico genitore nel nucleo familiare).

Il genitore richiedente, però, se opta per il 100% dell’assegno in suo favore, deve dichiarare nella domanda che tale modalità è stata definita in accordo con l’altro genitore, il quale, a sua volta, può sempre modificare la scelta del primo. Inoltre il genitore che presenta per primo la domanda può optare sin dall’inizio per la percezione dell’importo solo al 50%, lasciando così all’altro genitore la facoltà di integrare la richiesta fornendo i propri dati per l’accredito del restante 50% (che altrimenti, in caso di inerzia, non sarà erogato).

In caso di conflitto tra gli ex coniugi, è sempre opportuno precisare, nell’accordo di separazione o di divorzio o nella domanda giudiziale, i criteri e le modalità di attribuzione e ripartizione dell’assegno unico per i figli, anche perché questo aspetto incide sulla misura dell’eventuale assegno di mantenimento da riconoscere all’ex coniuge.

Approfondimenti


note

[1] Art. 6 D.Lgs. n. 230/2021.

[2] Inps, Circ. n. 23 del 09.02.2022.


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1 Commento

  1. Come sempre manca la parte delle maggiorazioni, soprattutto quella dei due genitori che lavorano. L’importo cambia se la domanda la fa uno o l’altro? In caso di separati si ha isee diverso con nucleo diverso:un genitore sotto i 15k con il figlio e l’altro a reddito alto sopra 40k ed entrambi lavorano. Se la fa il genitore 1 si hanno i 30 euro in più rispetto al genitore 2 che non può dichiarate di avere reddito sotto i 15k?

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