Ridotte le ferie dei giudici da 45 a 30 giorni: rivolta delle toghe

10 Settembre 2014
Ridotte le ferie dei giudici da 45 a 30 giorni: rivolta delle toghe

A 30 giorni la sospensione feriale: i giudici gridano “attacco al potere giudiziario”.

Tra le misure appena approvate dal Governo, volte a ridurre l’arretrato del contenzioso civile, vi è la riduzione dei termini di sospensione feriale, che passano da 45 giorni (ossia dall’1 agosto al 15 settembre) a solo 30 giorni. In buona sostanza, durante questa pausa non si tengono udienze se non per le questioni più “delicate” (per maggiori dettagli sulla cosiddetta “sospensione feriale” leggi l’articolo “Ad agosto chiudono i tribunali: cos’è la sospensione feriale”).

Ma i magistrati non ci stanno e protestano contro il provvedimento del Governo teso a ridurre le ferie delle toghe e/o il periodo di sospensione feriale dell’attività giudiziaria.

Senza appello. Così l’Anm boccia la riforma della Giustizia: “Inefficace”, perché “gli interventi non toccano il tema centrale delle risorse» e contiene invece «norme punitive ispirate a logiche passato”. Insomma: i magistrati si dicono “delusi” dal pacchetto Orlando, “frutto di compromesso”, in una dura nota della giunta esecutiva dell’associazione nazionale (qui disponibile come documento correlato). Replica in serata affidata all’ironia del vice ministro Enrico Costa: “I toni usati dall’Anm nei confronti del governo hanno subito una strana progressione proprio in occasione del provvedimento che riduce le ferie dei magistrati”. Più tardi il presidente del Consiglio Matteo Renzi confermerà la volontà di proseguire nel cammino: “Andiamo avanti”. Ora “niente passi indietro dopo il diktat dell’Anm”, chiede il presidente delle Camere penali Valerio Spigarelli.

L’accusa è di cavalcare scorciatoie demagogiche in danno dei magistrati, invece di affrontare i nodi della giustizia con misure efficaci anche se impopolari. Se i toni del comunicato dell’Anm (Associazione Nazionale Magistrati) sono duri, quelli dei singoli giudici  lo sono ancora di più.

Scorrendo le mailing list delle toghe si legge: “In questi giorni stiamo subendo il peggior attacco al potere giudiziario degli ultimi venti anni. Ci stanno indicando come responsabili del degrado sociale, in particolare della giustizia, in quanto privilegiati dallo stipendio troppo alto, con un numero di giorni di ferie assurdo e sempre esenti da responsabilità. Neanche Berlusconi aveva mai osato, in così poco tempo e con una leggerezza e superficialità mai viste, affrontare una tema tanto serio come la riforma della giustizia”.



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