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Come avere uno sconto sulla Tari

23 Marzo 2022
Come avere uno sconto sulla Tari

Esenzioni e sconti imposta sui rifiuti quando la raccolta non viene effettuata, ci sono scioperi o cassonetti sono lontani da casa.

Avvertite ormai come vere e proprie “patrimoniali”, le tasse sulla casa sono da sempre la spina nel fianco di ogni proprietario di immobile. E se anche dal pagamento dell’Imu ci si può sottrarre quando si fissa la propria dimora abituale all’interno dell’abitazione, dalla Tari invece non scappa neanche la prima casa. Tuttavia, la legge prevede degli sconti in presenza di disservizi come la mancata raccolta dei rifiuti per lungo tempo o la lontananza dei cassonetti da casa. Farà piacere a tutti sapere allora come avere uno sconto sulla Tari, sconto che può variare dal 20 all’80%; in alcuni casi si può arrivare anche all’esenzione totale dall’imposta. 

A prevedere gli sconti sulla Tari è la stessa normativa che regolamenta il tributo in questione: si tratta della legge n. 147 del 2013. Spulciando tra gli articoli si scopre che, tutte le volte in cui l’ambiente attorno ai cassonetti è sporco e insalubre o ci sono ostacoli ad una agevole fruizione del servizio di raccolta della spazzatura, il contribuente ha diritto ad alcuni benefici fiscali.  

Ma procediamo con ordine e vediamo, più nel dettaglio, come avere uno scontro sulla Tari. Come vedremo a breve, esistono delle riduzioni obbligatorie ed altre invece facoltative, rimesse cioè alla discrezionalità dei Comuni. 

Tari: chi deve pagare?

La Tari è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Quindi in caso di affitto deve pagare l’inquilino; in caso di usufrutto, l’usufruttuario; in caso di comodato, il comodatario. 

Come si calcola la Tari?

La TARI è corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno solare.  

La tariffa è composta da una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, e da una parte variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti; la tariffa inoltre è articolata nelle fasce di utenza domestica e non domestica (attività produttive o industriali).

Per quanto riguarda le utenze domestiche, la parte fissa è determinata in base alla superficie e alla composizione del nucleo familiare, mentre la parte variabile è rapportata alla quantità di rifiuti indifferenziati e differenziati specificata per kg, prodotta da ciascuna utenza.

La quota fissa è calcolata moltiplicando la superficie dell’alloggio sommata a quella delle relative pertinenze per la tariffa unitaria corrispondente al numero degli occupanti, mentre la quota variabile è costituita da un importo rapportato al numero degli occupanti che va sommato alla parte fissa.

Sconto Tari dove non viene fatta la raccolta dei rifiuti

Il primo sconto Tari viene riconosciuto in favore di quelle zone urbane in cui la raccolta non viene effettuata da molto tempo. In particolare, la legge (comma 656 Legge 147/2013) prevede uno sconto dell’80% qualora ricorra una delle seguenti ipotesi: 

  • mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti: si pensi a un Comune che non abbia ancora affidato l’appalto ad una società per la raccolta dei rifiuti o ai numerosi casi di disfunzioni interne organizzative; 
  • effettuazione del servizio in grave violazione della disciplina di riferimento: è l’ipotesi in cui non viene rispettata la raccolta differenziata o in cui la raccolta avviene a singhiozzo;
  • interruzione del servizio per scioperi o per altri motivi sindacali, o per imprevedibili impedimenti organizzativi. 

Secondo la Cassazione, non basta il semplice fatto che per uno o due giorni non passi il camion dei rifiuti: vi deve piuttosto essere un «grave e perdurante disservizio», anche se non dipendente da colpa del Comune. Ciò che rileva è infatti la disfunzione protratta nel tempo.

Inoltre è necessario che, dalla mancata raccolta, derivi un danno o anche un semplice pericolo alla salute delle persone o all’ambiente. Tale situazione deve essere certificata dall’autorità sanitaria ossia dall’Asl.

In tali casi, dunque, per ottenere lo sconto sulla tassa rifiuti non bisogna per forza dimostrare di aver subito un effettivo danno o di aver dovuto tenere le finestre chiuse a causa dei cattivi odori; né bisogna munirsi di fotografie che ritraggono i topi presenti in strada o attorno all’edificio. Basta, come anticipato sopra, una certificazione dell’Asl o di altre autorità sanitarie da cui si evinca lo stato di pericolo – anche solo potenziale – per la salute pubblica. Insomma è sufficiente che servizio di raccolta della spazzatura non rispetti i basilari elementi che dovrebbero caratterizzarlo, indipendentemente da eventuali responsabilità del Comune.

Stando così le cose, il contribuente è tenuto a pagare solo il 20% della Tari. Si tratta di uno sconto obbligatorio, che il Comune non può negare: non è quindi rimesso alla discrezionalità dell’ente locale. 

Chiaramente, non sarà il Comune a chiedergli spontaneamente l’importo in misura ridotta. L’istanza dovrà provenire dal cittadino ed essere indirizzata all’ufficio tributi del Comune. La domanda può essere presentata in carta semplice e spedita con raccomandata a.r, oppure consegnata a mani o inviata tramite Pec. 

Sconto Tari per cassonetti lontani da casa

La seconda ipotesi prevista dalla legge (comma 657 Legge 147/2013) per ottenere lo sconto sulla Tari è quella dei cassonetti lontani da casa, che costringano il residente a portare personalmente la spazzatura presso il più vicino centro di raccolta, usando magari la propria auto auto. In questi casi è possibile ottenere uno sconto del 60% sulla Tari (per cui è necessario versare solo il 40% dell’importo ordinario). 

È il regolamento del Comune a stabilire quale sia la distanza oltre la quale scatta la riduzione della Tari; quindi sarà bene leggerne il contenuto. 

Anche in tale ipotesi, si tratta di uno sconto Tari obbligatorio derivante direttamente dalla legge, che il Comune non può negare. Per ottenerlo bisogna prestare un’apposita domanda al Comune.

Altri sconti Tari facoltativi

Oltre ai casi di sconti obbligatori appena visti, sono possibili degli sconti facoltativi, rimessi alla discrezionalità dei singoli Comuni. Le ipotesi sono:

  • abitazioni con unico occupante;
  • abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;
  • locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;
  • abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di 6 mesi all’anno, all’estero;
  • fabbricati rurali ad uso abitativo.

Il Comune può deliberare ulteriori riduzioni ed esenzioni.

Approfondimenti

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