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Decreto ingiuntivo telematico: serve la cambiale cartacea

10 Settembre 2014
Decreto ingiuntivo telematico: serve la cambiale cartacea

Azione cambiaria nelle forme del procedimento monitorio: per il dl Sviluppo bis, il giudice può ordinare il deposito di copia cartacea dei singoli atti e documenti per ragioni specifiche.

L’avvocato che, nel richiedere un decreto ingiuntivo fondato su una cambiale non saldata, si vale del nuovo processo telematico è tenuto anche a depositare in cancelleria l’originale del titolo. Non si può limitare, dunque, a produrre telematicamente la fotocopia. Ciò allo scopo di evitare che il creditore possa fraudolentemente duplicare i titoli esecutivi.

A dirlo è un recente decreto emesso dal Tribunale di Verona [1]

 

Se, dunque, il creditore decide di esercitare l’azione cambiaria nelle forme del procedimento monitorio, deve depositare l’originale della cambiale. Se non lo fa già con l’invio del fascicolo telematico, sarà allora il giudice a ordinargli il suddetto deposito entro 15 giorni. In mancanza, la richiesta del decreto sarà rigettata.

In passato, anche la Suprema Corte ha ricordato che la legge in materia azioni cambiarie consente al creditore due diverse e alternative strade per soddisfare la propria pretesa:

1. da un lato, infatti la cambiale in regola con il bollo è di per sé stessa qualificabile come titolo esecutivo per tre anni dall’emissione e, pertanto, consente di procedere già, previa notifica, all’esecuzione forzata;

2. dall’altro, la cambiale ha un’efficacia privilegiata come prova scritta che autorizza il giudice, qualora richiesto dal creditore, a concedere un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo [2].

Di fronte a questa duplice alternativa offerta al creditore cambiario, dunque, è necessario che in cancelleria arrivino gli originali di carta: e ciò risulta dal combinato disposto del codice di procedura civile e del decreto legge “Sviluppo Bis” [3]. Quest’ultimo, infatti, consente al giudice di “ordinare il deposito di copia cartacea di singoli atti e documenti per ragioni specifiche” come, appunto, quelle in commento.


note

[1] Trib. Verona, giudice dott. Massimo Vaccari.

[2] Art. 642, comma 1, cod. proc. civ.; cfr. Cass. sent. n. 11175/12.

[3] Combinato disposto dell’articolo 640, primo comma, cod. proc. civ. e dell’articolo 16 bis, ultimo comma, del decreto legge 179/12 (Giustizia digitale regolata dal dl Sviluppo bis).

 

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Il legislatore ha preso una buona occasione per la semplificazione.
    questa storia del divieto di duplicazione del titolo., pur legittima è una inutile mistificazione in un paese chead oggi non tutela il creditore….

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