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Articolo 117 Costituzione: spiegazione e commento

23 Marzo 2022
Articolo 117 Costituzione: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 117 sulle competenze esclusive dello Stato e su quelle delle Regioni in materia di legislazione.

La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:

a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea;

b) immigrazione;

c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;

d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;

e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; perequazione delle risorse finanziarie;

f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo;

g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;

h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale;

i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;

l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa;

m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;

n) norme generali sull’istruzione;

o) previdenza sociale;

p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane;

q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;

r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno;

s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; previdenza complementare e integrativa; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.

Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.

Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.

La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.

Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.

La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni.

Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.

Leggi statali e regionali: a ciascuno il suo, nel rispetto della Costituzione

Questo lungo e articolato passaggio traccia una linea di confine tra la funzione legislativa dello Stato e quella delle Regioni. Ma impone che in entrambi i casi venga sempre e comunque rispettata la Carta costituzionale: ciascuno, nell’ambito delle proprie competenze, può operare come meglio ritiene opportuno ma senza uscire dal perimetro della Costituzione.

A ben guardare, l’articolo 117, più che stabilire che cosa può legiferare lo Stato, sancisce su quali materie non possono intervenire le Regioni. La ragione di essere di questo articolo non è solo quella di fare un lungo elenco dei poteri che spettano ad uno e alle altre ma confermare il potere di autonomia degli enti territoriali senza compromettere l’unità e l’indivisibilità del Paese. Va sottolineato, infatti, che questo corposo articolo 117 della Costituzione è stato riscritto con la riforma costituzionale del 2001, la quale ha letteralmente ribaltato lo spirito originario del testo: non si trovano più le competenze esclusive delle Regioni ma quelle dello Stato. Si ragiona, dunque, per esclusione: ciò che non spetta allo Stato perché non si trova scritto in questo articolo, spetta agli enti territoriali. Come a voler dire: voi, Regioni, prendetevi pure l’autonomia che la Costituzione vi riconosce, ma non toccate determinate materie.

Tuttavia, questa norma costituzionale pone ulteriori limiti alla potestà legislativa di Stato e di Regioni. Si tratta di quelli che riguardano gli accordi internazionali recepiti dall’Italia, le norme di diritto internazionale generalmente riconosciuti e, naturalmente, i vincoli derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. Quindi: Stato e Regioni possono certamente legiferare, ciascuno per ciò che gli compete, ma senza andare contro le norme comunitarie e internazionali.

Le competenze dello Stato e delle Regioni

L’articolo 117 della Costituzione ha riservato allo Stato in maniera dettagliata e con enorme attenzione tutte le competenze legislative che hanno a che fare con l’unità e l’indivisibilità della Repubblica. Materie che interessano tutti i cittadini italiani, indipendentemente dalla loro zona di residenza.

In sintesi, si può dire che la riforma costituzionale del 2001 ha strutturato l’articolo 117 in maniera ben precisa. Attribuisce, innanzitutto, allo Stato un lungo elenco di competenze esclusive (quello sopra citato), dalla difesa alla politica estera, dall’immigrazione all’ordine pubblico. E chiede, sempre allo Stato, di rimuovere ogni ostacolo di tipo sociale, culturale ed economico che impedisca la parità sostanziale dei cittadini e la parità di accesso di uomini e donne alle cariche elettive. Un nuovo richiamo (non è l’unico della Costituzione) piuttosto esplicito alla parità sociale e di genere.

Poi, elenca le cosiddette materie «di legislazione concorrente», cioè quelle su cui possono intervenire sia lo Stato sia le Regioni, come l’istruzione, la sanità, la formazione professionale, ecc. Nella legislazione concorrente, però, le Regioni non possono deliberare ignorando i princìpi generali stabiliti dalle leggi statali. La sanità è un esempio: è vero che gli enti territoriali si occupano autonomamente della gestione dei servizi e delle strutture sanitarie nella Regione di competenza ma è altrettanto vero che devono seguire le indicazioni ministeriali (e quindi dello Stato) sul diritto alla salute e all’assistenza sanitaria dei cittadini.

Infine, l’articolo 117 chiarisce che sulle materie non espressamente indicate come di competenza esclusiva dello Stato, le Regioni hanno piena o residuale potestà legislativa, purché le amministrazioni territoriali restino nell’ambito della Costituzione e dell’interesse pubblico dei cittadini. Le Regioni, ad esempio, hanno la facoltà di stipulare degli accordi con altri enti territoriali per migliorare l’efficienza delle proprie funzioni. Inoltre – e sempre grazie alla riforma del 2001 – possono avere dei rapporti formali con l’estero, stipulando degli accordi individuali con altri Stati o con altri enti territoriali esteri.



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