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I regali ai figli non sostituiscono il mantenimento

10 Settembre 2014 | Autore:
I regali ai figli non sostituiscono il mantenimento

I doni fatti da un genitore alla prole non possono compensare il contributo dovuto all’ex per il suo mantenimento.

 

Diciamo la verità: quale genitore, specie se separato, è in grado di non farsi intenerire dal volto del proprio bambino incantato davanti alla vetrina di un negozio di giocattoli? Pensiamo, in special modo, a quei genitori (soprattutto i papà) che, non vivendo un rapporto quotidiano con i figli (in quanto non affidatari o collocatari), devono fare i conti con l’orologio quando trascorrono del tempo con loro.

I genitori si chiedono spesso se questi regali, più o meno costosi, possono rientrare (previa dimostrazione dell’acquisto) nell’importo dovuto all’ex per il mantenimento della prole.

Purtroppo no. Ed è quanto ricorda la Cassazione con una recente pronuncia [1].

In particolare, precisano i Supremi giudici, non è possibile compensare il contributo al mantenimento dei figli coi regali che si decide di fare loro e questo perché i doni sono di per sé considerati un bene voluttuario e, di norma, non corrispondono alle esigenze primarie dei figli (quali il vitto, l’alloggio, le spese scolastiche e sanitarie).

Il paragone dei giocattoli, forse, sarà sembrato banale. Ma si pensi a quanti padri separati credono di aver compiuto il loro dovere solo acquistando il motorino al figlio o il computer o, ancora, il cellulare di ultima generazione.

In parole più semplici, il dovere del genitore di assicurare alla prole i mezzi di sussistenza deve necessariamente consistere nel mettere a disposizione del genitore cui sono affidati o collocati i figli i necessari mezzi economici, in modo continuativo, regolare, certo e adeguato.

Le spese di norma non indispensabili (come i giocattoli o anche un nuovo telefonino) non assicurano il quotidiano soddisfacimento delle esigenze primarie dei figli.

Quanto detto, tuttavia, non esclude in assoluto la possibilità di una contribuzione autonoma al mantenimento da parte del genitore non affidatario, ma è necessario che vi sia l’accordo in tal senso con l’ex.

Pensiamo, ad esempio, al classico caso in cui il figlio adolescente chieda che gli venga regalato lo scooter: buon senso vuole non solo che ci sia il consenso di entrambi i genitori, ma anche che il beneficiario dell’assegno per la prole sia disponibile ad accettare di vedersi ridotto l’importo dell’assegno mensile in ragione del costo non certo indifferente del bene o, quantomeno, si dichiari disposto a ripartirne la spesa con l’ex.

Ma cosa succede se un genitore non rispetta queste regole e autoriduce l’assegno per i figli dovuto all’altro genitore?

In tal caso rischia una denuncia per il reato di “violazione degli obblighi di assistenza familiare[2] e per il quale la legge prevede, oltre alla pena della multa, anche quella del carcere.

La vicenda

Nel caso preso in esame, la Suprema Corte ha condannato un padre che aveva fatto mancare i mezzi di sussistenza per la figlia, non versando alla ex moglie l’assegno di mantenimento di 300 euro. Nessuna importanza veniva data dai giudici ai doni fatti dal genitore alla minore, in quanto ritenuti inadeguati a soddisfare le necessità primarie della piccola.

Il consiglio? Se manca l’accordo, regali si, ma di modico valore; a un figlio che riceve affetto può bastare davvero poco per sentirsi felice.


note

[1] Cass. sent. n. 23017/14.

[2] Art. 570 cod. pen.

Autore immagine: 123rf com


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