Diritto e Fisco | Articoli

Quando si può ricorrere alla fecondazione artificiale?

24 Marzo 2022
Quando si può ricorrere alla fecondazione artificiale?

Fivet e altre forme di inseminazione artificiale: a chi è consentito, cosa prevede la legge, quali sono gli effetti giuridici. 

La fecondazione o inseminazione artificiale è una tecnica di concepimento che consiste nel collocare un campione di seme, del partner o di un donatore, nell’utero della donna. In tal modo, aumentano le possibilità di gravidanza rispetto ai rapporti sessuali. Anche l’inseminazione artificiale però è soggetta a una serie di norme che ne regolamentano l’attuazione e i successivi effetti. Qui di seguito ci occuperemo di stabilire quando si può ricorrere alla fecondazione artificiale e quali sono le conseguenze per il padre e la madre. Ma procediamo con ordine.

Presupposti per la procreazione medicalmente assistita 

Possono accedere alle tecniche menzionate «coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi».

Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico [1].

A seguito di un recente intervento della Corte Costituzionale è oggi possibile ricorrere a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologa. 

Sempre grazie a un intervento della Corte Costituzionale [2], è consentito il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili.

Stato dei figli nati da fecondazione assistita

I figli nati da procreazione assistita hanno gli stessi diritti di quelli nati da un matrimonio o da coppie di fatto. Pertanto: 

  • i figli dei coniugati avranno lo stato di figli nati nel matrimonio;
  • i figli dei conviventi avranno lo stato di figli riconosciuti.

Lo status di figli nati nel matrimonio non si acquista già per effetto della nascita, ma con la «dichiarazione di nascita» [3]. Invece nel caso di conviventi è necessario procedere all’atto di riconoscimento.

Divieto di disconoscimento del figlio

Nel caso di fecondazione assistita eterologa della moglie con seme di donatore anonimo cui il marito stesso abbia preventivamente consentito, quest’ultimo non può – in caso di separazione intervenuta prima della nascita – disconoscere il figlio [4]. Il consenso infatti è stato già prestato al momento dell’inseminazione e non può più essere revocato. Pertanto, l’uomo sarà tenuto a mantenere il figlio fino alla sua indipendenza economica. 

Allo stesso modo, il coniuge o il convivente che abbia acconsentito alla fecondazione artificiale non può disconoscere la paternità per mancata coabitazione dei coniugi nel periodo del presunto concepimento (fra il trecentesimo e il centottantesimo giorno prima della nascita) o per impotenza, nello stesso periodo.

Naturalmente, se l’uomo dovesse accorgersi che il bambino non è frutto delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, ma dell’adulterio della donna, può esperire l’azione di disconoscimento della paternità.

Divieto di anonimato della madre

La madre non può restare anonima, come invece le è consentito in caso di gravidanza naturale; le è cioè precluso di avvalersi della facoltà di non essere nominata nell’atto di nascita.

I diritti del donatore di seme

In caso di fecondazione eterologa, l’uomo che ha donato il seme non ha alcuna relazione giuridica parentale rispetto al nato e non è titolare, nei confronti di questi, né di diritti né di obblighi.

note

[1] Art. 4, legge 19.2.2004, n. 40.

[2] C. Cost. sent. 5 giugno 2015, n. 96.

[3] Artt. 29 e 30, D.P.R. 3.11.2000, n. 396.

[4] Cass. 16.3.1999, n. 2315.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube