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L’ex che frequenta un altro ha diritto al mantenimento?

25 Marzo 2022 | Autore:
L’ex che frequenta un altro ha diritto al mantenimento?

Se lei dopo il divorzio si fidanza ma senza una convivenza stabile, può continuare a percepire l’assegno dall’ex coniuge?

Chi divorzia e si risposa perde l’assegno dall’ex coniuge. E fin qui, non c’è molto da stupirsi. Ma l’ex che frequenta un altro ha diritto al mantenimento, in mancanza di una convivenza stabile? Per continuare a ricevere i soldi bisogna rinunciare a vita a un nuovo rapporto d’amore duraturo o anche a una relazione intima che prevede che ciascuno continui a vivere a casa sua?

Una recente sentenza del tribunale di Rovereto fa chiarezza su questo aspetto e non solo precisa che se l’ex frequenta un altro ha diritto all’assegno ma precisa anche che cosa si deve intendere per «famiglia di fatto», cioè quella che ben può creare un coniuge divorziato con la sua nuova fiamma. La linea sottile che separa l’aver diritto al mantenimento o il non averlo sta tutta lì, spiega il giudice trentino. Vediamo perché.

Chi si risposa ha diritto al mantenimento?

Il matrimonio finisce, i coniugi si separano e il giudice stabilisce che lui deve staccare ogni mese l’assegno di mantenimento a beneficio di lei, visto che le viene riconosciuto il diritto. Dopo qualche tempo, l’ex moglie conosce un altro uomo di cui si innamora. Il sentimento è ricambiato, così lei chiede e ottiene il divorzio dall’ex marito per poter convolare a nuove nozze. Può continuare a percepire il mantenimento dopo che si risposa?

Purtroppo per lei, le nuove nozze comportano il decadimento automatico di una serie di diritti, tra cui proprio quello all’assegno di mantenimento, oltre al cognome dell’ex coniuge e a quello di successione legittima.

Come detto, la decadenza è automatica dal giorno stesso del matrimonio, e il perché è facilmente intuibile: il dovere di assistenza materiale alla base del mantenimento passa in capo al nuovo coniuge, in questo caso all’uomo che ha sposato la donna divorziata e, fino a quel momento, beneficiaria dell’assegno. Insomma, a lei ci deve badare il nuovo marito, non quello vecchio. Pertanto, non è richiesto alcun provvedimento del giudice per interrompere l’erogazione del contributo economico.

Chi va a convivere ha diritto al mantenimento?

Ipotesi numero due. Il matrimonio finisce, i coniugi si separano e, come nel caso precedente, il giudice stabilisce che lui deve versare ogni mese a lei l’assegno di mantenimento. Dopo qualche tempo, lei conosce un altro uomo e si innamora. E pure questa volta il sentimento è ricambiato ma entrambi decidono di andare a vivere insieme senza sposarsi. La convivenza viene registrata in Comune, diventando a tutti gli effetti una coppia di fatto. Lei può continuare a percepire il mantenimento anche se vive stabilmente con un nuovo partner?

Finora, e nella maggior parte dei casi, la giurisprudenza ha detto di no. Ma in una delle sue ultime sentenze [1], la Cassazione ha aperto un varco ad un’eccezione: se l’ex coniuge durante il matrimonio ha contribuito ad aumentare la ricchezza dell’altro rinunciando alla sua carriera e alle occasioni che le poteva offrire il mondo del lavoro per badare alla casa e alla famiglia, allora è possibile continuare a prendere un assegno.

La Suprema Corte ritiene legittimo che, in tali circostanze, chi ha rinunciato a tutto e permesso all’altro di consolidare la sua posizione professionale e di migliorare la sua situazione economica ha il diritto di pretendere una parte di quella ricchezza alla quale, in qualche modo, ha contribuito. Ovviamente, ciò a patto che il beneficiario dell’assegno non abbia altri mezzi di sussistenza o sia impossibilitato a procurarseli per motivi oggettivi.

Chi si frequenta ma non va a convivere ha diritto al mantenimento?

Ed eccoci alla terza ipotesi, quella oggetto della recente ordinanza in commento. Si parte dal solito punto: il matrimonio finisce, i coniugi di separano, ecc. ecc. Il giudice dispone che lui passi l’assegno a lei, lei conosce un altro, si innamora e viene corrisposta. Questa volta, però, niente matrimonio e niente coppia di fatto. Si vedono ogni tanto, escono a cena, al cinema, fanno un weekend e qualche vacanza qua e là. Ma non c’è una convivenza stabile: ciascuno mantiene la propria residenza a casa sua. L’ex che frequenta un altro ha diritto al mantenimento?

Secondo il tribunale di Rovigo [2], il fatto che l’ex moglie abbia una nuova relazione non basata su una convivenza stabile non comporta la perdita del diritto all’assegno. E ciò – si legge nell’ordinanza – perché non ci sono gli estremi per parlare di «famiglia di fatto», requisito necessario affinché venga meno l’obbligo del mantenimento.

Scrive il giudice trentino: «Il concetto di famiglia di fatto non indica soltanto il convivere come due coniugi ma individua una vera e propria famiglia portatrice di valori di stretta solidarietà, di arricchimento e sviluppo della personalità di ogni componente e di educazione e istruzione della prole». Valori che, evidentemente, non sono riscontrabili in una relazione saltuaria o, comunque, che non prevede una convivenza stabile.

In estrema sintesi: solo l’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, esclude ogni residuo obbligo economico a carico dell’altro coniuge.


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 32198/2021.

[2] Trib. Rovigo sent. n. 53/2022.


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