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Posso sapere chi mi ha fatto un esposto?

25 Marzo 2022 | Autore:
Posso sapere chi mi ha fatto un esposto?

Come apprendere il nome del segnalante: richiesta di accesso agli atti e ricorso al Tar in caso di diniego. Ma la privacy boccia molte richieste.

Svolgi un mestiere rumoroso in un laboratorio artigianale nel tuo quartiere e hai ricevuto delle lamentele per questo. I vigili sono venuti diverse volte nella tua bottega, invitandoti ad adottare le opportune cautele, altrimenti rischi una multa e forse anche la chiusura dell’attività. Però, tra i tanti abitanti dei palazzi limitrofi, e i numerosi esercizi commerciali presenti in zona, non riesci a capire a chi hai potuto dare fastidio. Non sai neanche come difenderti: non conosci il contenuto delle segnalazioni e il motivo delle doglianze. Così ti chiedi: posso sapere chi mi ha fatto un esposto?

Devi sapere che la legge prevede un meccanismo adatto a risolvere queste situazioni: è il diritto di accesso agli atti amministrativi. Nel tuo caso basterebbe fare un’istanza al Comune per apprendere chi ti ha segnalato e per cosa. Allora è tutto così semplice? In realtà no. Spesso, gli uffici respingono queste istanze, e allora bisogna intraprendere una battaglia giudiziaria, ricorrendo al Tar (il tribunale amministrativo regionale) per far dichiarare illegittimo il diniego opposto dall’Ente e così avere accesso agli atti richiesti.

Ma la giurisprudenza è divisa e talvolta respinge questo tipo di istanze, soprattutto quando sono rivolte a conoscere il nome del firmatario dell’esposto e non soltanto il contenuto della segnalazione. In sostanza, l’atto viene finalmente esibito, ma con i nomi oscurati. Vediamo meglio perché e quando accade questo.

Esposto: a cosa serve e come funziona?

L’esposto è una segnalazione di un fatto illecito, con il quale si invitano le pubbliche autorità (Comune, forze dell’ordine, ecc.) ad intervenire per adottare i provvedimenti necessari a ripristinare la legalità e a sanzionare il responsabile.

I casi più frequenti di esposto riguardano i rumori o gli odori molesti, i danneggiamenti di cose, l’accumulo di rifiuti o altre questioni di igiene, gli abusi edilizi e i rapporti di vicinato in genere. Un capitolo a parte sono gli esposti per evasione fiscale, di solito indirizzati alla Guardia di Finanza o all’Agenzia delle Entrate.

Esposto anonimo: quando è possibile?

L’esposto si differenzia dalla denuncia e dalla querela, che servono per portare la magistratura a conoscenza di un fatto costituente reato e devono essere sempre sottoscritte dall’estensore. L’esposto, invece, può anche essere anonimo, ma in questo caso la pubblica autorità non è obbligata a prenderlo in considerazione (anche se in molti casi il suo contenuto è utilizzato come spunto per intraprendere gli accertamenti amministrativi o giudiziari).

Nel processo penale è vietata per legge l’acquisizione e l’utilizzo di qualsiasi documento anonimo [1] a meno che esso non costituisca corpo del reato o provenga dall’imputato; infatti, se l’esposto (firmato o anonimo) contiene accuse false di reati, l’autore commette calunnia.

Esposti e segnalazioni: come sapere chi è l’autore

Mentre è sempre possibile conoscere il nome di chi ha presentato una denuncia o una querela (anche se di solito ciò avviene dopo la conclusione delle indagini preliminari, che sono segrete), con gli esposti e le segnalazioni le cose funzionano diversamente. Il principio di fondo è che le denunce non possono essere segrete, ma questo criterio di massima si declina in modo molto differente a seconda dei casi.

Se l’esposto ha avviato un procedimento amministrativo, come nel caso di abuso edilizio, il privato che ha realizzato l’opera o il manufatto ha diritto di accedere agli atti, per potersi difendere dalle contestazioni. Infatti la legge sulla trasparenza amministrativa [2] attribuisce a tutti il diritto di accesso agli atti amministrativi, a condizione che abbiano un «interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso». È evidente che nel momento in cui gli atti vengono esibiti l’interessato può conoscere anche il nome dell’autore dell’esposto che contiene la segnalazione a suo carico.

La richiesta di accesso è gratuita e può essere presentata all’autorità amministrativa competente (ad esempio, il Comune in caso di abuso edilizio): qui ti spieghiamo come fare istanza di accesso agli atti amministrativi. Se la richiesta non viene riscontrata entro 30 giorni (che diventano 60 in caso di opposizione dei controinteressati) oppure viene respinta, si può presentare un ricorso al Tar competente per territorio, per far dichiarare l’illegittimità del diniego, e così ottenere il rilascio dei documenti su ordine del giudice.

Quando non si può sapere chi è l’autore dell’esposto

La giurisprudenza prevalente riconosce il diritto di accesso agli atti, quindi l’interessato può chiedere all’autorità amministrativa competente, nei modi che abbiamo descritto nel paragrafo precedente, di visionare il fascicolo ed estrarre copia dei documenti contenuti nella pratica che lo riguarda, compreso l’esposto dal quale è scaturito il procedimento amministrativo aperto a suo carico. Alcuni tribunali amministrativi, però, limitano fortemente l’esercizio di questo diritto, ritenendo che la conoscenza del nome dell’estensore dell’esposto o della segnalazione non sia un dato indispensabile ai fini dell’esercizio del diritto di difesa.

In alcuni casi, i giudici ravvisano un’esigenza di tutela dell’autore dell’esposto o della segnalazione, per prevenire eventuali ritorsioni in suo danno. Ad esempio, la giurisprudenza maggioritaria esclude la possibilità di accesso agli atti da parte dell’imprenditore se è rivolta a conoscere i nominativi dei suoi dipendenti che hanno segnalato violazioni in materia di lavoro. Altre pronunce cercano di bilanciare gli opposti interessi e riconoscono quantomeno il diritto del soggetto di conoscere il contenuto della segnalazione, ma non il nome del segnalante, in modo da tutelare la sua privacy. Tecnicamente, i documenti vengono rilasciati, previo oscuramento dei dati anagrafici e della firma di chi ha presentato l’esposto.

È quanto accaduto in una vicenda recentemente decisa dal Tar dell’Emilia Romagna [3]: un artista di strada desiderava conoscere chi era l’autore delle numerose segnalazioni sporte contro di lui, che gli avevano causato una serie di controlli dei vigili urbani durante le sue chiassose esibizioni musicali sotto i portici del centro di Bologna. I giudici hanno ritenuto ostensibile solo il contenuto degli esposti, ma hanno imposto il divieto di rivelare i nomi degli autori. La sentenza pone una demarcazione tra gli atti amministrativi, che sono soggetti al principio di trasparenza, e i dati personali, come appunto i nominativi dei segnalanti, che sono protetti dalla normativa sulla privacy. Questo orientamento si pone in linea con quanto affermato anche dal Consiglio di Stato, che sottolinea come «la conoscenza degli autori dell’esposto non assume rilievo ai fini difensivi, ma costituisce la mera soddisfazione di una curiosità, con il pericolo di future ritorsioni» [4].


note

[1] Art. 240 cod. proc. pen.

[2] Art. 22 L. n. 241/1990 e art. 5 D. Lgs. n. 33/2013.

[3] Tar Emilia Romagna, sent. n. 136/2022.

[4] Cons. St. sent. n. 1717/2021 REG del 03.03.2021.


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