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Pokémon GO: 5 reati che non sai di commettere

25 Marzo 2022 | Autore:
Pokémon GO: 5 reati che non sai di commettere

I reati che si possono integrare andando a caccia di Pokémon: dalla violazione di domicilio all’interruzione di pubblico servizio.

È possibile commettere reati divertendosi con un semplice videogioco? Una domanda assurda, impensabile solamente qualche anno fa, ma oggi più attuale che mai. Ciò perché, mentre un tempo i videogames permettevano di gareggiare solamente contro la console, ora è invece possibile confrontarsi con migliaia di altri utenti grazie alla connessione Internet. Per non parlare, poi, delle esperienze ultrarealistiche garantite dalla realtà virtuale. Con questo articolo ci occuperemo di un videogioco in particolare: vedremo quali sono i 5 reati che non sai di commettere giocando a Pokémon GO.

Come probabilmente saprai, Pokémon GO è una popolarissima app gratuita. La sfida consiste nel raccogliere tutti gli “animaletti” Pokémon sparsi in giro per il mondo: sfruttando la funzionalità gps del cellulare, sulla mappa compaiono i luoghi in cui è possibile catturare queste creature fantastiche. Per fare ciò, però, bisogna recarsi fisicamente sul posto e guardare attraverso il “filtro” del proprio cellulare: grazie alla realtà aumentata, comparirà la “creatura” da acchiappare. Diresti mai che attraverso un gioco così elementare è possibile commettere dei reati senza nemmeno accorgersene? No? Eppure è così. Prosegui nella lettura per scoprire quali sono i 5 reati che non sai di commettere con Pokémon GO.

Pokémon GO: reato di violazione di domicilio

Mentre sei intento a raccogliere le “bestioline” durante una partita a Pokémon GO, stai attento a dove vai e a dove metti i piedi: non solo perché potresti cadere (senza nemmeno poter fare causa al Comune, visto che eri distratto a fare altro) ma anche perché potresti trovarti nella proprietà privata altrui e commettere il reato di violazione di domicilio [1].

Può ben capitare che i Pokémon da catturare si trovino all’interno di una proprietà esclusiva, come ad esempio un cortile. Ebbene, entrare nel giardino altrui è violazione di domicilio, in quanto il cortiletto, il giardino o qualsiasi altro, seppur minimo, appezzamento di terra adiacente alla casa si considera «pertinenza» dell’abitazione e, pertanto, fa parte del domicilio. Dunque, chi si introduce nel giardino del vicino ne risponde penalmente.

Pokémon GO: reato di ingresso abusivo

Quanto detto a proposito della violazione di domicilio vale anche per chi entra nel terreno altrui, purché sia recintato o delimitato in maniera visibile: in questo caso, si rischia di commettere il reato di ingresso abusivo nel fondo altrui [2].

Mettiamo il caso che, inseguendo i tuoi Pokémon, il gioco ti porti a raccoglierne uno che si trova in un terreno piuttosto desolato, delimitato da una staccionata e da una siepe, entrambi facili da scavalcare.

Ebbene, se tu dovessi fare ciò, commetteresti un reato in piena regola, e sicuramente non potresti giustificarti dicendo che stavi catturando Pokémon: la legge dice espressamente che il reato scatta ogni volta che l’ingresso nel fondo altrui è fatto senza una reale necessità.

Pokémon GO: reati stradali

La cosa peggiore che tu possa fare è di giocare a Pokémon GO mentre sei alla guida della tua auto. Quasi inutile ricordarti quali possono essere le catastrofiche conseguenze di una tale condotta: se investi una persona, ferendola, risponderai del delitto di lesioni stradali colpose, mentre se la uccidi incorrerai nel gravissimo reato di omicidio stradale, punito con la reclusione fino a sette anni [3].

Pokémon GO: interruzione di pubblico servizio

Occhio a non farti prendere dall’entusiasmo mentre giochi a Pokémon GO, soprattutto se sei un dipendente pubblico e ti trovi a lavoro: potresti commettere il reato di interruzione di un ufficio o di un servizio pubblico [4].

Secondo la Cassazione [5], integra questo reato la condotta del dipendente che non si fa trovare sul posto di lavoro pur essendocene urgente necessità.

Ad esempio, se sei un medico, un infermiere o anche solo un tecnico di laboratorio e ti fai trovare assente quando c’è più bisogno di te perché sei andato a caccia di Pokémon, allora sappi che potrà esserti contestato il reato di interruzione di un servizio pubblico, se a causa della tua assenza è impedito l’ordinario svolgimento del lavoro all’interno dell’ufficio.

Lo stesso reato commetteresti se, nell’intento di collezionare Pokémon, impedissi a qualcuno di svolgere il suo lavoro di rilevanza pubblica. È il caso dello studente universitario che, cercando disperatamente di catturare Pokémon, interrompe continuamente la lezione del professore.

Pokémon GO: responsabilità per omessa sorveglianza

Se sei un patito di Pokémon GO dovresti evitare di giocare non solo mentre sei a lavoro, ma anche quando devi occuparti di qualcuno affidato alle tue cure, come ad esempio di un bambino, di un anziano o di un malato. Secondo la legge penale, infatti, per commettere un reato non bisogna per forza “fare” qualcosa: è sufficiente omettere di agire in una determinata maniera. Mi spiego meglio.

Una babysitter che si allontana dal bambino che le è stato affidato rischia di incorrere in un grave reato se il pargoletto si fa del male, ad esempio gattonando fino ad arrivare in strada.

La regola è espressa in maniera molto efficace dalla legge: «Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo» [6].

Insomma: se fai il bagnino e, anziché occuparti di soccorrere chi è in acqua te ne vai a spasso a cercare Pokémon, potrebbero configurarsi gravi responsabilità penali.

Ad esempio, la mamma che abbandona il figlioletto appena nato per uscire in strada a caccia di creaturine e, al suo rientro, lo trova ferito o addirittura morto per una caduta, potrebbe rispondere perfino di omicidio colposo.


note

[1] Art. 614 cod. pen.

[2] Art. 637 cod. pen.

[3] Art. 589-bis cod. pen.

[4] Art. 340 cod. pen.

[5] Cass., sent. n. 39219/2013

[6] Art. 40 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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