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Quando il testamento non è valido?

10 Agosto 2022 | Autore:
Quando il testamento non è valido?

Nullità formali e sostanziali e annullabilità sono motivi di impugnazione del testamento.

Sia a chi si appresta a scrivere un testamento sia ai suoi eredi potrebbe interessare l’argomento relativo alla validità del documento: al primo, al fine di redigerne uno non contestabile alla sua morte, ai secondi, per renderli consapevoli sui motivi sui quali fondare un’eventuale impugnazione.

Per venire incontro a queste esigenze nel presente articolo spiegheremo quando il testamento non è valido, considerato anche che il nostro legislatore non ha dettato una disciplina specifica in merito ma si è limitato a prevedere dei singoli casi. In pratica, si applicano le norme sui contratti in quanto compatibili. Da ciò consegue che anche in materia testamentaria l’invalidità può essere di due tipi: nullità e annullabilità.

Il testamento non è valido perché nullo, quando presenta un vizio di forma, espressamente previsto dalla legge, oppure un vizio di sostanza, nel senso che è contrario a norme imperative. Invece, è annullabile quando presenta un difetto meno grave rispetto alla nullità e, pertanto, si applica una sanzione minore.

Quando il testamento non è valido per nullità?

La legge stabilisce che il testamento è nullo se è affetto da un vizio di forma ovvero in caso di:

  1. testamento olografo, quando manca l’olografia (cioè la scrittura per mano del testatore con grafia chiara e leggibile) o la sottoscrizione. Nello specifico, per testamento olografo si intende quello scritto per intero, datato e sottoscritto di proprio pugno dal testatore [1];
  2. testamento pubblico, quando manca la redazione per iscritto, da parte del notaio, delle dichiarazioni del testatore o la sottoscrizione del testatore o del notaio [2]. Più precisamente, il testamento pubblico è un atto pubblico ricevuto da un notaio in presenza di due testimoni [3].

I vizi di sostanza che determinano la nullità del testamento o delle singole disposizioni testamentarie sono molti e alcuni si trovano in norme anche esterne al Codice civile.

A scopo puramente esemplificativo rientrano tra le nullità sostanziali:

  1. i patti successori [4], che sono quegli atti con i quali un soggetto dispone di diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta o rinuncia ai medesimi. Si pensi ad esempio a chi sottoscrive un accordo con il quale vende l’eredità della propria madre ancora in vita;
  2. il testamento congiuntivo, che si ha quando due soggetti con un unico atto dettano disposizioni a favore di un terzo (ad esempio, Mario e Andrea sottoscrivono un unico testamento in cui entrambi nominano come proprio erede Raffaele) o il testamento reciproco, con il quale due soggetti sottoscrivono un unico atto contenente disposizioni testamentarie a favore l’uno dell’altro e viceversa (si pensi a due coniugi i quali redigono un unico testamento in cui il marito nomina la moglie sua erede e viceversa) [5];
  3. il testamento a favore di persone incapaci a ricevere [6]. Sono ricompresi in questa categoria:
    • le persone legate al testatore da particolari rapporti come il tutore nei cui confronti non sono valide le disposizioni testamentarie fatte a suo favore dalla persona sottoposta a tutela. Fanno eccezione le ipotesi in cui il tutore sia un ascendente (madre o padre), un discendente (figlio o nipote), un fratello/sorella o il coniuge del testatore;
    • il notaio o altro ufficiale che hanno ricevuto il testamento pubblico (ad esempio il capitano di una nave o di un aeromobile);
    • i testimoni, che sono stati presenti in caso di testamento pubblico;
  4. la disposizione rimessa all’arbitrio del terzo, cioè quella con la quale si fa dipendere da un terzo, l’indicazione dell’erede o la determinazione della quota di eredità, salvo le eccezioni consentite dalla legge [7];
  5. la disposizione determinata da un motivo illecito, risultante dal testamento, se questo è stato l’unico e determinante motivo che ha indotto il testatore a disporre [8]. Vedi il caso della disposizione testamentaria la quale prevede che l’erede potrà ereditare solo se ucciderà la moglie. Se questo è l’unico e determinante motivo che ha portato il testatore a scrivere la disposizione, questa sarà nulla;
  6. la disposizione a favore di persona incerta, quando non è possibile determinare la persona destinataria della disposizione medesima (ad esempio Vincenza nel testamento ha disposto che parte del suo patrimonio vada all’amica Sara di Roma, ma a Roma ha tre amiche che si chiamano Sara) [9].

Quando il testamento non è valido per annullabilità

Per tutti gli altri vizi di forma, diversi da quelli sopra evidenziati, il testamento è annullabile come ad esempio quello:

  • olografo, in cui manchi o sia incompleta la data;
  • pubblico, di cui non sia stata data lettura, in cui manchi la dichiarazione del testatore circa il fatto che quella è la sua volontà testamentaria e della menzione, della riduzione in iscritto e della lettura di tale dichiarazione oppure in caso di mancanza o di inidoneità dei testimoni;
  • segreto, in cui manchi la dichiarazione del testatore, dei sigilli sulla carta sul quale è stato redatto o dell’atto di ricevimento sulla carta in cui l’atto è stato avvolto. Il testamento segreto, previsto dall’articolo 604 del Codice civile, è quello predisposto dal testatore e successivamente consegnato a un notaio. Tale professionista redige un atto di ricevimento con cui documenta che l’autore dell’atto, alla presenza di due testimoni, gli ha consegnato il testamento dichiarando che in esso sono contenute le sue volontà testamentarie.

Altresì, sono cause di annullabilità:

  1. l’incapacità di intendere e di volere del testatore. Si pensi ad esempio al testamento redatto da un minore o da un soggetto che al momento dell’atto, si trovava sotto l’effetto di alcol;
  2. l’errore, dal quale è derivata una falsa rappresentazione della realtà. Vedi il caso di chi lascia un gioiello di famiglia a una persona che erroneamente pensa essere una sua lontana cugina;
  3. la violenza morale, ovvero il costringimento psicologico subìto da terzi. Ad esempio, Giuseppe fa testamento e lascia la propria villa in montagna a Marcello, perché questi glielo ha imposto sotto minaccia di morte;
  4. il dolo, nell’ipotesi in cui il testatore è stato raggirato con menzogne o con false manifestazioni di affetto al fine di convincerlo a beneficare una determinata persona o altri [10].

Nullità ed annullabilità del testamento: quali sono gli effetti?

Se il testamento è interamente nullo, non produce alcun effetto. Invece, se sono nulle singole disposizioni testamentarie, il documento non è totalmente nullo qualora risulti che il testatore lo avrebbe ugualmente concluso senza quella parte del suo contenuto colpita da nullità.

La nullità totale dell’atto o quella delle singole disposizioni testamentarie può essere contestata da chiunque vi abbia interesse e la relativa azione è imprescrittibile. Pertanto, la causa davanti al tribunale può essere avviata senza alcun limite di tempo sia quando si contesta la nullità totale del testamento sia quando si contesta quella parziale delle singole disposizioni.

Se il testamento o le singole disposizioni sono annullabili, la relativa azione può essere proposta da parte di chiunque vi abbia interesse entro, però, il termine di 5 anni dalla data in cui il testamento o le singole disposizioni hanno avuto esecuzione. Nel caso di annullamento per effetto di errore, violenza o dolo, i 5 anni decorrono dalla data della scoperta dell’errore, della violenza o del dolo.

Il testamento annullabile produce effetti che possono venire meno con l’azione di annullamento.


note

[1] Art. 602 cod. civ.

[2] Art. 606 cod. civ.

[3] Art. 603 cod. civ.

[4] Art. 458 cod. civ.

[5] Art. 589 cod. civ.

[6] Artt. 596/599 cod. civ.

[7] Art. 631, co. 1, cod. civ.

[8] Art. 626 cod. civ.

[9] Art. 628 cod. civ.

[10] Art. 624 cod. civ.


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