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Articolo 122 Costituzione: spiegazione e commento

29 Marzo 2022
Articolo 122 Costituzione: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 122 sulla forma elettiva del presidente della Regione e dei membri della Giunta e sul ruolo dei consiglieri.

Il sistema d’elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei princìpi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.

Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo.

Il Consiglio elegge tra i suoi componenti un Presidente e un ufficio di presidenza.

I consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

Il presidente della Giunta regionale, salvo che lo statuto regionale disponga diversamente, è eletto a suffragio universale e diretto. Il Presidente eletto nomina e revoca i componenti della Giunta.

Ineleggibilità e incompatibilità dei membri della Regione

L’articolo 122 della Costituzione contiene tutte le regole che riguardano la parte elettiva nelle Regioni da ogni punto di vista. Stabilisce, infatti, chi non può ricoprire una carica nell’ente territoriale e, quindi, non può nemmeno presentarsi alle elezioni. Ma anche come devono essere nominati i vari organismi interni. E, a scanso di equivoci, la norma chiede in primo luogo al legislatore regionale di stabilire il sistema elettorale ed i casi di ineleggibilità e di incompatibilità.

Qui, l’articolo 122 introduce un elemento importante per quanto riguarda l’autonomia decisionale di questi enti: sono leggi regionali e non più quelle statali a determinare questi aspetti. Lo Stato stabilisce solo la durata degli organi elettivi, che deve essere la stessa per tutte le Regioni.

Se ne deduce che ogni ente può avere un sistema elettorale diverso. L’importante – chiede lo Stato – è che ne venga individuato uno in grado di agevolare la formazione di una maggioranza stabile nel Consiglio regionale e di garantire la rappresentanza delle minoranze. Infine, presidente della Regione e Consiglio devono essere eletti contemporaneamente.

È sempre la legislazione regionale a stabilire quando il Consiglio regionale può convalidare una carica sulla base dei princìpi di ineleggibilità e di incompatibilità. Due concetti che possono sembrare simili ma che, come la Costituzione ha modo di spiegare in altri passaggi, hanno profonde differenze tra loro. L’ineleggibilità tutela non solo la libertà di voto ma anche la parità di accesso alle cariche elettive, impedendo che qualche candidato possa avere delle «corsie preferenziali» perché si trova in una particolare situazione di potere in campagna elettorale.

L’incompatibilità si riferisce, invece, al buon andamento e all’imparzialità degli uffici pubblici. Ci sono, ad ogni modo, degli impedimenti da questo punto di vista che rendono impossibile accedere alla carica di consigliere regionale. E sono quelli citati proprio dall’articolo 122 della Costituzione: non può essere eletto chi è già parlamentare, europarlamentare o membro di un altro Consiglio o Giunta regionale. Inoltre, la carica di consigliere è incompatibile anche con quella di membro elettivo del Consiglio superiore della Magistratura e con quella di membro della Corte Costituzionale.

Il ruolo dei consiglieri regionali

I consiglieri regionali vengono eletti direttamente dal popolo alle elezioni e, in base all’articolo 122 della Costituzione, ai suoi componenti tocca la nomina del Presidente e dell’ufficio di Presidenza.

Hanno una funzione legislativa e, in qualche modo, il loro ruolo si colloca a metà tra quello dei consiglieri comunali o provinciali e quello del parlamentare. In particolare:

  • godono di insindacabilità: non sono penalmente responsabili per le opinioni ed i voti espressi nell’esercizio delle loro funzioni;
  • rappresentano l’intera Regione, cioè tutta l’istituzione, senza bisogno di vincolo di mandato;
  • hanno un’indipendenza economica per l’esercizio delle loro funzioni, in base a quanto disposto dallo Statuto e dalle leggi regionali.

L’elezione del presidente della Regione

L’articolo 122 della Costituzione stabilisce che il presidente della Regione viene eletto a suffragio universale e diretto dai cittadini. La sua nomina, come detto precedentemente, spetta al Consiglio regionale. A sua volta, il Presidente nomina i membri della Giunta, che è l’organo esecutivo.

L’elezione diretta del Capo della Regione, introdotta dalla legge costituzionale n. 1 del 1999 e poi estesa anche ai territori a Statuto speciale, rafforza l’idea dell’autonomia regionale e la figura stessa del Presidente, ormai chiamato anche Governatore. Viene istituita, insomma, una sorta di presidenzialismo a livello territoriale. Tuttavia, la Corte costituzionale ha confermato l’interpretazione dell’ultima parte dell’articolo 122, cioè quella in cui si dice che il Presidente viene eletto dal popolo «salvo che lo statuto regionale disponga diversamente». Significa che il Consiglio (cioè l’organo deputato a modificare e ad approvare lo statuto) può adottare nel suo territorio una forma elettiva diversa da quella del suffragio universale.



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