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Condominio: si possono esporre in bacheca i nomi dei morosi?

29 Marzo 2022 | Autore:
Condominio: si possono esporre in bacheca i nomi dei morosi?

Le comunicazioni affisse nell’androne del palazzo non possono contenere riferimenti a dati personali ma solo indicazioni generali, altrimenti c’è lesione della privacy.

Non hai pagato puntualmente le quote condominiali e un giorno trovi affisso sul portone un elenco nel quale compare il tuo nome, insieme ad altri condomini che si trovano nella tua stessa situazione. È stato l’amministratore a scrivere la comunicazione, per informare la compagine condominiale di aver intrapreso le opportune azioni legali nei confronti dei nominativi presenti in quella “lista nera”.

Ora ti chiedi se questo comportamento sia legittimo o meno. In condominio si possono esporre in bacheca i nomi dei morosi? No, non si può fare perché lede la privacy degli interessati. Lo afferma la giurisprudenza e lo ha ribadito di recente anche la Corte di Cassazione [1], ravvisando una violazione del Codice in materia di protezione dei dati personali, avvenuta in un caso simile a quello del nostro esempio.

In particolare, il documento affisso in bacheca, nell’androne del palazzo, era un avviso di convocazione dell’assemblea che riportava l’ordine del giorno degli argomenti da discutere durante la riunione. Ma – ecco il punto dolente – l’elenco dei punti da discutere durante la riunione comprendeva anche la nomina di un avvocato, incaricato di riscuotere le somme dovute al condominio da un comproprietario che era stato indicato a chiare lettere, con il nome e cognome completo. Chiunque passando nell’androne poteva leggere il suo nome e così classificarlo come moroso.

Per questo motivo il condomino messo alla berlina aveva chiesto il risarcimento dei danni per violazione della sua privacy e il tribunale ha accolto la domanda. Inutile il ricorso in Cassazione presentato dall’amministratore contro l’inammissibilità dell’appello: la Suprema Corte ha rilevato che la sentenza del tribunale era inappellabile, proprio come le decisioni assunte in materia dal Garante della privacy [2]. Si tratta di una normativa molto severa, ma in materia di trattamento, uso e diffusione di dati personali è richiesto il massimo rigore.

Bacheca condominiale: cosa può contenere?

La bacheca condominiale è uno strumento di comunicazione molto semplice ed efficace, ma non può essere usata in modo indiscriminato. Proprio perché è situata in un punto di facile accesso, ed è visibile sia ai residenti sia agli estranei che frequentano l’edificio per vari motivi (andare a trovare un parente che abita lì, recarsi in uno studio medico o professionale, ecc.), il suo contenuto è soggetto a tutti i limiti imposti dalla normativa a tutela della privacy [3].

In bacheca, quindi, possono essere comunicati e diffusi solo i dati strettamente necessari alla gestione condominiale, come gli avvisi sul funzionamento dei servizi comuni, le convocazioni in assemblea ed anche gli ordini del giorno, tranne nei casi in cui divulghino le vicende personali, o giudiziarie, di alcuni condomini, come è accaduto nel caso deciso dalla Corte di Cassazione.

L’unica eccezione all’esposizione di dati nominativi in bacheca riguarda l’amministratore, per il quale è necessario indicare le generalità, il domicilio ed i recapiti, anche telefonici: questo trattamento di dati personali è espressamente previsto dalla legge (art. 1129 Cod. civ.).

Nomi dei condomini morosi in bacheca: è vietato indicarli

L’amministratore non può affiggere in bacheca i nomi dei condomini morosi e neppure la situazione di pagamento delle quote periodiche per ciascun nominativo. Tale comportamento è illecito e potrebbe integrare gli estremi del reato di diffamazione, con conseguente risarcimento dei danni. Per giurisprudenza consolidata è vietato indicare in bacheca i nomi dei condomini morosi.

Chi appartiene alla compagine condominiale e vuole conoscere queste informazioni può chiederle in qualsiasi momento all’amministratore oppure verificarle nel rendiconto annuale: infatti l’amministratore è tenuto per legge a comunicare ai creditori i dati dei condomini morosi, anche per consentirgli di avviare le azioni esecutive (in proposito leggi: “Condomini morosi: l’amministratore deve comunicarli ai fornitori“).

Uso della bacheca condominiale e normativa privacy

Il Garante privacy ha emanato nel 2013 (dunque, ancor prima dell’entrata in vigore della normativa europea del Gdpr [3]) apposite linee guida per il corretto uso della bacheca condominiale [4] ed ha sottolineato che essa è utilizzabile per avvisi di carattere generale, non per comunicazioni nominative che comportino l’uso e la diffusione di dati personali relativi ai singoli condomini. Ad esempio, si può inserire un avviso generico che informa del divieto di giocare a pallone nel cortile, ma non un invito rivolto a qualche condomino di non far giocare a palla i propri figli. Allo stesso modo, è legittimo riportare in bacheca un sollecito di pagamento delle quote condominiali entro un dato termine, purché privo di riferimenti nominativi.

L’Authority ha ribadito che le morosità e inadempienze vanno comunicate dall’amministratore ai condomini in occasione della presentazione del rendiconto annuale, o anche in diversi momenti «a seguito della richiesta effettuata da ciascun condomino nell’esercizio del suo potere di vigilanza e controllo». Così l’elenco dei morosi deve essere tenuto dall’amministratore e reso disponibile soltanto su richiesta dei condomini interessati a conoscerlo, oppure in sede di assemblea con la discussione del bilancio da approvare.

Bacheca condominiale e morosità: approfondimenti

Per altre informazioni leggi “Avvisi in bacheca condominiale” e “Diffusione nomi condomini morosi“.


note

[1] Cass. ord. n. 9906/2022.

[2] Art. 17 D.Lgs. n. 101/2018.

[3] Reg.UE n. 2016/679 GDPR (General Data Protection Regulation).

[4] Autorità Garante protezione dati personali, Vademecum “Il condominio e la privacy” del 10.09.2013, cap. “La bacheca condominiale“.


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