Diritto e Fisco | Articoli

Quante mogli si possono avere in Italia?

29 Marzo 2022
Quante mogli si possono avere in Italia?

La bigamia è un reato? Cosa rischia chi si sposa più di una volta?

C’è chi si lamenta del matrimonio e chi invece non si accontenta di una moglie e ne vorrebbe più di una. Magari capita agli stranieri che, provenienti da Paesi ove la poligamia è ammessa dalla legge, si chiedono quante mogli si possono avere in Italia. Ed il dubbio sarà sorto probabilmente anche a chi, dopo aver divorziato una prima, una seconda e una terza volta, vorrebbe fare l’ennesimo tentativo di trovare l’amore. C’è un limite al numero di mogli che si possono avere in Italia? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Quante volte ci si può risposare in Italia?

Il matrimonio non è come i concorsi pubblici per alcune professioni che consentono solo un numero prestabilito di tentativi: a patto di divorziare prima di contrarre un nuovo matrimonio, è possibile risposarsi quante volte si vuole. Anche una all’anno, ammesso che si abbiano i soldi per farlo (visto che, ad ogni divorzio, potrebbe poi scattare l’obbligo di mantenimento per l’ex coniuge).

Detto ciò vediamo quante mogli si possono avere in Italia.

Quante mogli si possono avere in Italia?

Quando una persona si sposa due volte si parla di bigamia. Nel nostro Paese la bigamia è un reato: è cioè una condotta punita penalmente. La norma in questione è l’articolo 556 del Codice penale a norma del quale è punito con la reclusione da uno a cinque anni chi contrae matrimonio pur essendo già coniugato.

Un aumento di pena è previsto per chi ha indotto in errore la persona, con la quale ha contratto matrimonio, sulla libertà dello stato proprio o di lei.

In questa seconda ipotesi, il secondo coniuge del bigamo è, insieme al primo coniuge, persona offesa del reato, poiché, pur avendo concorso come coautore materiale alla realizzazione del delitto (che è necessariamente bilaterale), è, al tempo stesso, vittima dell’inganno posto in essere dal bigamo, sicché, conseguentemente, ha diritto ad essere avvisato della richiesta di archiviazione, qualora abbia chiesto di esserne informato.

Secondo matrimonio all’estero: c’è poligamia?

L’errore in cui incorre il cittadino italiano già coniugato che contrae matrimonio all’estero ritenendo non efficace il secondo matrimonio nell’ordinamento italiano è un errore di diritto non scusabile e non può comportare l’assoluzione.

Come si punisce la poligamia

Per punire il reato di bigamia non c’è bisogno di una querela della vittima: si tratta infatti di un reato procedibile d’ufficio, per il quale cioè le autorità possono procedere autonomamente.

Competente a decidere il procedimento penale è il tribunale monocratico.

Il reato è estinto, anche rispetto a coloro che sono concorsi nel reato, se il matrimonio, contratto precedentemente dal bigamo, è dichiarato nullo, ovvero quando il secondo matrimonio è annullato per causa diversa dalla bigamia. Qualora vi sia già stata condanna ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali.

Come è possibile risposarsi?

Chi è già sposato e voglia risposarsi deve, come anticipato, sciogliersi dal precedente legame e, a tal fine, sono necessari due passaggi:

  • la separazione;
  • il divorzio.

Per entrambi ci si può rivolgere:

  • direttamente al Comune del luogo ove ci si è sposati se c’è l’accordo tra i coniugi e tra i due non ci sono figli minori o portatori di handicap o, se maggiorenni, non ancora autosufficienti;
  • in tribunale per mezzo del proprio avvocato (se c’è l’accordo tra i coniugi basta anche un solo avvocato);
  • agli avvocati delle parti se c’è l’accordo tra le parti, che faranno firmare ai coniugi un atto, la cosiddetta negoziazione assistita.

Tra la separazione e il divorzio deve decorrere un termine minimo di:

  • sei mesi se la separazione avviene in via consensuale;
  • un anno se la separazione avviene senza un accordo, con una causa in tribunale.

Solo decorso tale termine la coppia che ha già provveduto a separarsi può anche divorziare.

Dal divorzio conseguono gli effetti relativi al versamento dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge economicamente più debole.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube