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Cosa bisogna fare per sposarsi all’estero?

29 Marzo 2022
Cosa bisogna fare per sposarsi all’estero?

Matrimonio all’estero: adempimenti, forme, procedure, leggi e regole. Quali obblighi devono rispettare i coniugi per dare validità alle nozze anche in Italia.

Il cittadino italiano può sposarsi all’estero: può farlo sia con un altro italiano (magari perché entrambi fuori per motivi lavorativi) o con uno straniero. Il fatto di sposarsi all’estero non toglie però l’obbligo di rispettare le regole sul matrimonio dettate dal nostro Codice civile. 

Vediamo allora cosa bisogna fare per sposarsi all’estero e quali procedure è necessario compiere affinché il matrimonio possa avere valore ed efficacia anche in Italia.

Condizioni per sposarsi all’estero

Per sposarsi all’estero bisogna rispettare le stesse condizioni imposte dalla legge italiana. Bisogna pertanto essere maggiorenni (salvo per i sedicenni che abbiano ottenuto apposita autorizzazione), bisogna avere la capacità d’intendere e volere (non si deve quindi trattare di persone interdette), non si può essere già sposati o semplicemente separati, è necessario che non vi siano rapporti di parentela o affinità secondo quanto indicato dall’articolo 87 del Codice civile. A tal fine, non possono contrarre matrimonio fra loro:

  • gli ascendenti e i discendenti in linea retta;
  • i fratelli e le sorelle germani, consanguinei o uterini;
  • lo zio e la nipote, la zia e il nipote;
  • gli affini in linea retta; il divieto sussiste anche nel caso in cui l’affinità deriva da matrimonio dichiarato nullo o sciolto o per il quale è stata pronunziata la cessazione degli effetti civili;
  • gli affini in linea collaterale in secondo grado;
  • l’adottante, l’adottato e i suoi discendenti;
  • i figli adottivi della stessa persona;
  • l’adottato e i figli dell’adottante;
  • l’adottato e il coniuge dell’adottante, l’adottante e il coniuge dell’adottato.

Non può contrarre matrimonio la donna, se non dopo trecento giorni dallo scioglimento, dall’annullamento o dalla cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio.

Bisogna rispettare l’obbligo delle pubblicazioni di matrimonio. Pertanto, è necessaria l’affissione alla porta del Comune per otto giorni (comprendenti due domeniche successive) di un atto che identifichi gli sposi nonché il luogo e la data in cui essi intendono celebrare il matrimonio. In assenza di pubblicazioni, il matrimonio resta valido ma si subisce una sanzione amministrativa pecuniaria. 

Matrimonio all’estero davanti all’autorità diplomatica o consolare italiana

Ci sono due modi per sposarsi all’estero. Ciascuno può scegliere quello che preferisce. Il primo è sposarsi dinanzi all’autorità diplomatica o consolare italiana a ciò preposta.

In tal caso, le pubblicazioni vanno effettuate secondo i seguenti criteri:

  • se gli sposi sono entrambi residenti in Italia devono rivolgersi direttamente all’ufficiale di stato civile;
  • se uno degli sposi (italiano o straniero) ha la residenza in Italia, mentre l’altro (cittadino italiano) ha la residenza all’estero, le pubblicazioni di matrimonio vanno chieste al Comune di residenza in Italia oppure al consolato italiano competente all’estero;
  • se uno degli sposi (cittadino italiano o straniero) ha la residenza in Italia, mentre l’altro (straniero) ha la residenza all’estero, le pubblicazioni vanno chieste solo al Comune italiano di residenza dello sposo italiano;
  • se gli sposi sono entrambi residenti all’estero le pubblicazioni devono essere chieste solo all’autorità consolare italiana competente.

La celebrazione avviene osservando le stesse regole del matrimonio in Comune, dinanzi al sindaco o all’ufficiale di stato civile (per come indiate all’articolo 107 del Codice civile).  

Matrimonio all’estero davanti all’autorità locale

Il secondo modo per sposarsi all’estero è seguire le regole del Paese in cui ci si trova, dinanzi all’autorità locale. È sufficiente quindi che il matrimonio sia considerato valido dalla legge del luogo di celebrazione.

Gli interessati devono trasmettere una copia dell’atto di matrimonio all’autorità diplomatica o consolare italiana che effettua la verifica della validità del matrimonio secondo la legge dello stato di celebrazione e provvede alla traduzione e legalizzazione dell’atto prima della trasmissione in Italia.

Il matrimonio celebrato all’estero tra cittadini italiani e stranieri, secondo le forme previste dalla legge straniera, ha immediata validità nel nostro ordinamento. 

Se contratto da chi era già legato a un precedente matrimonio produce effetti finché non sia impugnato da uno dei soggetti legittimati (tra cui anche il pubblico ministero) e non sia emessa la pronuncia del giudice di nullità [1].

Trascrizione del matrimonio celebrato all’estero

L’ufficiale di stato civile, ricevuto l’atto per la trascrizione, accerta che nel matrimonio celebrato all’estero dal cittadino italiano risultino rispettate le condizioni e i requisiti richiesti dal nostro ordinamento e non sussistano impedimenti.

Inoltre, l’ufficiale di stato civile dovrà verificare che non sussistano situazioni in contrasto con norme inderogabili di ordine pubblico come ad esempio che gli sposi siano dello stesso sesso o ancora che uno degli stessi abbia un’età inferiore a 16 anni nel qual caso deve rifiutare la trascrizione rilasciando attestazione contenente le motivazioni del rifiuto dandone comunicazione al Procuratore della Repubblica per gli eventuali adempimenti di competenza.

Obblighi dei coniugi sposati all’estero

Il cittadino italiano che si sposa all’estero è soggetto alle regole italiane sul matrimonio. Deve quindi rispettare i noti doveri coniugali quali: 

  • obbligo di fedeltà;
  • obbligo di assistenza reciproca morale e materiale;
  • obbligo di convivenza;
  • obbligo di contribuzione ai bisogni della famiglia;
  • obbligo di rispetto reciproco.

note

[1] Cass. n. 5537/2001.

Autore immagine: depositphotos.com


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