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La motorizzazione può negare la patente di guida per droga?

30 Marzo 2022 | Autore:
La motorizzazione può negare la patente di guida per droga?

Chi non può conseguire la patente? I precedenti penali sono presi in considerazione dalla motorizzazione? Uso personale di stupefacenti: cosa comporta?

La patente di guida è l’autorizzazione che lo Stato rilascia ai cittadini al termine di un percorso fatto di una prova scritta e una pratica. La patente non è per sempre: una volta conseguita, può essere ritirata a seguito della commissione di gravi infrazioni al Codice della strada oppure per la perdita dei requisiti psicofisici. Si pensi alla persona che, a causa di una patologia, perda l’uso della vista. La patente può inoltre essere sospesa o revocata, e ci sono perfino dei casi in cui non la si può nemmeno conseguire. Con questo articolo ci concentreremo su un caso specifico: la motorizzazione può negare la patente di guida per droga?

Come vedremo a breve, ci sono dei soggetti che, per legge, non possono patentarsi; le ragioni sono dovute alla presenza di alcuni precedenti penali che sconsigliano di rilasciare il titolo a un soggetto che potrebbe farne un cattivo impiego.

Secondo la più recente giurisprudenza, il provvedimento con cui la motorizzazione nega il rilascio del titolo abilitativo alla guida deve essere adeguatamente motivato, non essendo sufficiente un generico richiamo al precedente penale dell’aspirante conducente. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme se la motorizzazione può negare la patente di guida per droga.

Cos’è la patente?

Come anticipato in premessa, la patente è un’autorizzazione amministrativa con cui si permette a chi la ottiene di potersi mettere alla guida di un determinato tipo di veicolo.

Ad esempio, con la patente di tipo “B” si possono guidare autoveicoli, camper, autocarri e macchine operatrici sotto le 3,5 tonnellate, nonché motocicli con cilindrata pari a 125 cc.

La patente si ottiene solamente a seguito del superamento di un esame composto di due prove, una scritta e una pratica, sempreché si abbiano i requisiti psicofisici, accertati mediante apposita visita medica.

Quando si perde la patente?

La patente ha una validità limitata. Ad esempio, la patente di tipo “B” (in assoluto la più diffusa), va rinnovata:

  • ogni 10 anni, fino ai 50 anni di età;
  • ogni 5 anni, tra i 50 e i 70 anni;
  • ogni 3 anni, tra i 70 anni e gli 80 anni;
  • ogni 2 anni dagli 80 anni in poi.

Il rinnovo consiste semplicemente nel sottoporsi a visita medica presso la motorizzazione civile o un’autoscuola autorizzata, al fine di verificare il permanere delle condizioni psicofisiche idonee alla guida.

La patente di guida, però, rischia di perdersi anche (e soprattutto) a seguito di gravi infrazioni al Codice della strada. Ad esempio, chi è sorpreso a guidare in stato di ebbrezza rischia la sospensione della patente fino a due anni e perfino la revoca nel caso di recidiva nel biennio; stessa cosa avviene nel caso di guida sotto effetto di stupefacenti.

La patente si può “perdere” anche per aver compiuto manovre spericolate, come ad esempio per la guida contromano in autostrada o sulle strade extraurbane principali, o per aver guidato con la patente già sospesa.

La revoca della patente non è un provvedimento permanente, salvo che sia dovuta alla perdita definitiva delle condizioni psicofisiche, come può avvenire, ad esempio, per chi è diventato cieco in modo irreversibile.

Ad esempio, se la patente è revocata per il venir meno dei requisiti psicofisici, basterà dimostrare alla motorizzazione civile, tramite apposita visita medica, di aver recuperato in pieno le funzionalità necessarie.

Nel caso di revoca comminata a titolo di sanzione accessoria (ad esempio, per guida in stato di ebbrezza), bisognerà attendere un determinato lasso di tempo (in genere, dai due ai tre anni, a seconda dell’infrazione commessa) per poter effettuare nuovamente il percorso che porta ad ottenere la patente.

Chi non può prendere la patente?

Ci sono casi in cui la patente non può nemmeno essere rilasciata. Secondo il Codice della strada [1], non possono conseguire la patente di guida:

  • i delinquenti abituali, professionali o per tendenza. Si tratta di soggetti particolarmente avvezzi al crimine, condannati dal giudice per diversi reati;
  • coloro che sono o sono stati sottoposti a misure di sicurezza personali o alle misure di prevenzione;
  • le persone condannate per i reati di droga;
  • le persone condannate per uso personale di droga con la sanzione amministrativa del divieto di conseguire la patente per un periodo fino a tre anni;
  • le persone a cui sia applicata per la seconda volta la revoca della patente per aver commesso un omicidio colposo mentre erano alla guida.

Motorizzazione: può negare la patente per droga?

È dunque chiaro che la motorizzazione può negare la patente per droga, sia nel caso di spaccio che in quella di uso personale, ma in questo caso solo se è seguita la sanzione prefettizia del divieto di conseguire la patente per un determinato periodo di tempo.

Il diniego della motorizzazione deve però essere motivato. In altre parole, la motorizzazione civile non può impedire il conseguimento della patente di guida a una persona che è stata condannata in passato per uso di droghe senza specificarne le ragioni.

Tanto è stato stabilito dalla giurisprudenza [2], secondo cui non basta un solo precedente per droga per negare il rilascio della patente ed è illegittimo il provvedimento della motorizzazione civile che non specifica il motivo per cui il pregiudicato non debba conseguire la patente di guida.

I giudici hanno ricordato che la motorizzazione è tenuta alla valutazione della fattispecie concreta in base agli elementi oggettivi e soggettivi ritenuti rilevanti ai fini della decisione in ordine al diniego del rilascio del titolo abilitativo alla guida.

Nel caso esaminato, la motorizzazione non aveva specificato nel concreto quale fosse il motivo ostativo al rilascio della patente e questo non dava la possibilità all’utente di contraddire, eventualmente, la decisione.

Inoltre, il giudice ha osservato che il ricorrente aveva un unico precedente in materia di stupefacenti, peraltro conclusosi con un patteggiamento. A quella condanna non ne erano seguite altre. Ma non solo: anche dall’esito della visita medica era risultata l’idoneità alla guida.

La motorizzazione può quindi negare la patente di guida per droga, purché il provvedimento sia adeguatamente motivato, illustrando le ragioni che inducono a rifiutare il rilascio del titolo abilitativo al richiedente.


La motorizzazione può quindi negare la patente di guida per droga, purché il provvedimento sia adeguatamente motivato, illustrando le ragioni che inducono a rifiutare il rilascio del titolo abilitativo al richiedente.

note

[1] Art. 120 c.d.s.

[2] Trib. Vicenza, sent. n. 4688/22.

Autore immagine: depositphotos.com


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