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Maggiorazione assegno unico: a chi spetta

30 Marzo 2022 | Autore:
Maggiorazione assegno unico: a chi spetta

Chi ha diritto all’incremento dell’importo base e quanto si prende in più: casi e condizioni.

L’introduzione dell’assegno unico universale, entrato in vigore a marzo 2022, ha cambiato i conti di milioni di cittadini italiani. Il nuovo assegno non entra in busta paga, ma va richiesto all’Inps. E, soprattutto, questo emolumento sostituisce tutte le agevolazioni prima esistenti per i figli, come gli assegni familiari e le detrazioni Irpef. Vengono mantenute solo le detrazioni per i figli a carico di età superiore a 21 anni. La misura interessa non solo i lavoratori dipendenti e i pensionati, ma anche gli autonomi e i forfettari, i professionisti, i commercianti e gli imprenditori. L’importo dell’assegno unico è commisurato all’Isee del nucleo familiare.

Inoltre, ci sono dei “bonus” per le famiglie che percepiscono più redditi di lavoro, per chi ha figli disabili, per i nuclei familiari numerosi e per le giovani madri; senza dimenticare chi nel 2021 percepiva gli assegni familiari, ora aboliti, ma per alcuni con effetti perduranti fino al 2025. Vediamo a chi spetta la maggiorazione dell’assegno unico e a quanto ammonta l’incremento nelle varie ipotesi.

Maggiorazione assegno unico per genitori lavoratori

La prima maggiorazione dell’assegno unico è prevista in favore dei genitori (di figli di età fino a 21 anni) che sono entrambi titolari di redditi da lavoro. Il motivo dichiarato dal legislatore che ha introdotto questo ulteriore sostegno è quello di non disincentivare il lavoro femminile: altrimenti, se l’importo dell’assegno non fosse stato aumentato, molte donne sarebbero state indotte a fare le casalinghe, accontentandosi del reddito del coniuge e dell’assegno unico spettante per i figli con la cifra base.

La legge [1] riconosce l’incremento del contributo nella misura di 30 euro mensili (per ogni figlio) in favore dei genitori con Isee fino a 15.000 euro. Oltre questa soglia la maggiorazione decresce progressivamente, fino ad azzerarsi al raggiungimento di un Isee di 40.000 euro.

Una circolare Inps [2] ha chiarito che, ai fini della maggiorazione, nella dicitura «redditi da lavoro» rientrano:

  • i redditi di lavoro dipendente e assimilati;
  • i redditi da pensione;
  • i redditi da lavoro autonomo;
  • i redditi d’impresa.

Perciò la maggiorazione spetta, ad esempio, ad un nucleo familiare in cui un genitore è lavoratore dipendente e l’altro è professionista o imprenditore, oppure quando entrambi i genitori sono titolari di partita Iva.

Maggiorazione per percettori di assegni familiari

La seconda maggiorazione dell’assegno unico riguarda coloro che percepivano, sino al 2021, gli assegni per il nucleo familiare (comunemente chiamati assegni familiari). L’incremento viene riconosciuto a chi ha un Isee non superiore a 25.000 euro.

Questa misura costituisce una «clausola di salvaguardia» durante il periodo transitorio, che viene applicata per non perdere l’importo maggiore tra quello dei vecchi assegni familiari (e delle detrazioni fiscali riconosciute fino al 2021) e quello del nuovo assegno unico. Così la cifra viene riequilibrata in base all’ammontare degli assegni familiari percepiti nel 2021 e l’assegno unico è incrementato in proporzione, fino a raggiungere quella cifra.

La maggiorazione per i percettori di assegni familiari è temporanea ed opera in base ad uno “scivolo” di durata triennale, che prevede l’erogazione della misura intera per tutto il 2022, dei 2/3 per l’anno 2023 e di 1/3 nell’anno 2024 e nei mesi di gennaio e febbraio del 2025. A partire da marzo del 2025, la maggiorazione derivante dagli assegni familiari scomparirà e verrà definitivamente assorbita nell’importo riconosciuto a titolo di assegno unico per i figli.

Maggiorazione per figli disabili

La terza maggiorazione dell’assegno unico viene riconosciuta per chi ha figli affetti da disabilità. In aggiunta all’importo base, per i figli minorenni spetta un aumento:

  • di 105 euro al mese in caso di non autosufficienza;
  • di 95 euro al mese in caso di disabilità grave;
  • di 85 euro al mese in caso di disabilità media.

L’Agenzia delle Entrate ha precisato [3] che l’assegno unico è cumulabile con le detrazioni fiscali previste per i figli disabili con almeno 21 anni di età. Per i figli maggiorenni disabili (fino al compimento del 21° anno di età) la maggiorazione è fissa ed ammonta ad 80 euro al mese.

Maggiorazione per famiglie numerose e madri giovani

Concludiamo con le maggiorazioni spettanti alle famiglie numerose e alle madri giovani.

I nuclei familiari con più di tre figli a carico hanno diritto a una maggiorazione forfettaria di 100 euro mensili.

Inoltre, le madri di età inferiore a 21 anni ottengono una maggiorazione di 20 euro mensili per ciascun figlio.

Questi benefici sono cumulabili con le maggiorazioni che abbiamo descritto nei punti precedenti.

Approfondimenti

Per ulteriori informazioni e casi particolari leggi:


note

[1] Art. 4, co. 8, D.Lgs. n. 230/2021: «Nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro, è prevista una maggiorazione per ciascun figlio minore pari a 30 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, esso si riduce gradualmente secondo gli importi indicati nella tabella 1 fino ad annullarsi in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro. Per livelli di ISEE superiori a 40.000 euro la maggiorazione non spetta».

[2] Inps, Circ. n. 23 del 09.02.2022.

[3] Agenzia Entrate, Circ. n. 4/2022.


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