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Omissione di soccorso cane o gatto investito

30 Marzo 2022
Omissione di soccorso cane o gatto investito

Cosa rischia chi investe un animale e scappa? Non prestare soccorso, non chiamare un veterinario o le autorità può configurare reato se all’omissione di soccorso consegue la morte del cane o del gatto. 

Esiste il reato di omissione di soccorso di un cane o di un gatto investito? A chiederselo sono numerosi automobilisti che spesso, per distrazione o per eccesso di velocità, “mettono sotto l’auto” gli animali che attraversano la strada. 

La questione non si pone solo per i cani ma anche per altre specie di animali. Non tutte però. Non sussiste, ad esempio, alcuna responsabilità nel caso di un topo o un cinghiale come avremo modo di vedere qui di seguito.

L’omissione di soccorso di un animale investito, che di per sé costituisce un illecito amministrativo, può però sconfinare anche nel penale qualora se ne provochi la morte. Ma procediamo con ordine.

Investire un cane o un gatto e scappare: responsabilità amministrativa

La legge prevede la responsabilità per chi investe un cane e scappa. In particolare, l’articolo 189 del Codice della strada stabilisce che, chiunque provochi un incidente per propria responsabilità e, a seguito di esso, investe un animale d’affezione (cani o gatti), da reddito (cavalli, mucche, maiali, ecc.) o appartenenti a specie protette, ha i seguenti obblighi:

  • deve immediatamente fermarsi;
  • deve chiamare le autorità di soccorso degli animali (ad esempio l’Asl o la forestale a seconda del luogo ove è avvenuto l’incidente).

Chi viola tale norma commette un illecito amministrativo punito con una sanzione pecuniaria che va da 413 a 1.658 euro.

La sanzione scatta anche quando l’investimento è involontario e del tutto casuale. Si pensi al caso di chi, ad esempio, non riesce a evitare un gatto che, con uno scatto fulmineo e imprevedibile, attraversi la strada all’improvviso.

Il secondo degli obblighi che abbiamo appena elencato, ossia quello di prestare soccorso all’animale investito, ponendo in atto ogni misura necessaria ad assicurare un tempestivo intervento dei soccorsi, compete però non solo a chi è responsabile dell’incidente ma a qualsiasi altro conducente comunque coinvolto in esso, anche se non ne ha alcuna colpa. Solo che, in capo a tali soggetti, in caso di omissione di soccorso, viene prevista una sanzione inferiore che va da 83 a 331 euro.

Investire un cane o un gatto e scappare: responsabilità penale

L’articolo 544-bis del Codice penale prevede il reato di uccisione di animale – punito con la reclusione da quattro mesi a due anni – tutte le volte in cui viene procurata la morte dell’animale per crudeltà o senza necessità. Secondo la Cassazione, tale reato si può configurare non solo con una condotta attiva, ma anche passiva: tale è ad esempio quella di chi non presta soccorso al cane o gatto investito. Risultato: se è vero che l’omissione di soccorso dell’animale investito è solo un illecito amministrativo, qualora da ciò derivi la morte dell’animale stesso scatta il reato. 

Lo ha detto in modo chiaro la Cassazione [1]: l’automobilista che, dopo aver accidentalmente investito un animale domestico, ometta, senza giustificazione alcuna, di prestare soccorso, impedendo altresì ad altre persone di prestare all’animale le dovute cure, può essere chiamato a rispondere del reato di uccisione di animali.

Il reato di uccisione di animali è da ritenersi configurato ogni qualvolta vi sia una condotta anche omissiva che, per crudeltà o senza necessità cagioni la morte di un animale. Nel caso di specie, i giudici hanno ritenuto configurato il delitto de quo nella condotta dell’imputata la quale, dopo aver investito accidentalmente un gatto nel corso di una manovra alla guida della propria autovettura, senza necessità e giustificazione alcuna, ometteva di prestare all’animale le dovute cure, impedendo altresì alle proprietarie dell’animale di accedere all’interno del cortile ove si era verificato l’evento al fine di recuperare il gatto e portarlo presso un veterinario, così cagionandone la morte.

Chi chiamare in caso di investimento di un cane o di altro animale?

Come anticipato, in caso di investimento di un animale è necessario fermarsi e accertarsi immediatamente dello stato di salute di quest’ultimo. Dopodiché, bisognerà chiamare le autorità preposte che, seppur dalla legge non vengono individuate, possono essere considerate: i servizi veterinari delle Ats, il Corpo Forestale dello Stato, i Carabinieri, la Polizia di Stato o le Polizie Municipali, Locali o Provinciali, i Centri di recupero fauna selvatica o, eventualmente, uno studio medico veterinario vicino. 

Rimborso spese veterinarie per animale investito

Chi sostiene le spese per un veterinario privato, al fine di far curare un cane randagio o un gatto investito, non ha diritto a recuperare i soldi spesi: non gli spetta quindi alcun rimborso da parte dello Stato, del Comune o di qualsiasi altra amministrazione. 


note

[1] Cass. sent. n. 29543/2011.

Autore immagine: depositphotos.com


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