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Omesso mantenimento: risarcimento danni

30 Marzo 2022 | Autore:
Omesso mantenimento: risarcimento danni

L’obbligato che non paga l’assegno per il coniuge e i figli deve ristorare le perdite economiche ed anche le sofferenze morali: lo afferma la Corte di Cassazione.

Il tuo ex coniuge ti deve pagare una cospicua cifra per il mantenimento dei figli minori. È in forte arretrato con i versamenti dell’assegno mensile stabilito dal giudice. Nel frattempo tu devi fronteggiare da sola tutte le spese necessarie. Hai già incaricato il tuo avvocato, che ha avviato le opportune azioni legali e giudiziarie, ma vorresti sapere se alla fine di questo iter avrai diritto, oltre ad ottenere la cifra dovuta, anche al risarcimento dei danni per omesso mantenimento.

I danni in questi casi spesso ci sono. Sai bene che le gravi difficoltà economiche che hai dovuto attraversare ti hanno tolto il sonno e le energie. Hai sofferto di ansia e stress per questa mancanza di mezzi finanziari indispensabili per il sostentamento e la crescita dei bambini. In alcuni periodi sei stata disperata perché eri rimasta priva di qualsiasi sostegno. Perciò credi di dover essere compensata per tutti questi sacrifici e patemi d’animo, non solo con un ristoro monetario, ma anche a livello di danno morale.

Se la pensi così, hai ragione: il risarcimento dei danni per omesso mantenimento è riconosciuto dalla giurisprudenza. L’ultima sentenza della Corte di Cassazione intervenuta sul tema [1] ha dichiarato che, oltre ai consueti danni patrimoniali, sussiste anche il danno morale, quando l’omissione di versamento dell’assegno di mantenimento all’ex coniuge ed ai figli minori è stata totale e si protratta per svariati anni. Questa situazione – rileva la Suprema Corte – ha creato nella donna un grave disagio e un’intensa apprensione. Inoltre – afferma il Collegio – «è di solare evidenza che dovendo provvedere da sola al mantenimento del figlio», la madre abbia subito «un danno patrimoniale immediato, in termini di maggiori spese e conseguente distrazione di sostanze economiche dalle proprie esigenze personali, oltre che una sofferenza psicologica».

Il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare

L’ex coniuge che non versa l’assegno di mantenimento stabilito dal giudice nei provvedimenti di separazione o di divorzio viola gli obblighi di assistenza familiare. L’omissione protratta e ingiustificata dei pagamenti costituisce reato: l’art. 570 bis del Codice penale stabilisce che si applicano le pene della reclusione fino a un anno e della multa fino a 1.032 euro «al coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio ovvero vìola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli».

Questa riforma è stata introdotta nel 2018 [2]. In sostanza ora non serve più, come in passato, la prova del fatto che la condotta omissiva dell’ex coniuge obbligato ai pagamenti abbia fatto mancare i mezzi di sussistenza all’ex coniuge beneficiario ed ai figli, perché si presume che l’assegno di mantenimento e quello divorzile servano proprio a questo scopo nel momento in cui stabiliscono in partenza la misura del contributo economico necessario.

Non ogni omissione di pagamento dell’assegno di mantenimento o divorzile, però, integra automaticamente il reato: il ritardo di qualche mese può sfuggire alla sanzione penale se è sporadico e se non è volontario e intenzionale. Inoltre può verificarsi una «assoluta impossibilità di adempiere» che secondo la giurisprudenza prevalente scrimina il reato, quando l’imputato dimostra di versare in uno stato di incapacità economica persistente, oggettiva e incolpevole» [3].

Come ottenere il risarcimento danni per omesso mantenimento

Per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dall’omesso mantenimento è necessario costituirsi parte civile nel processo penale instaurato a carico dell’imputato per la violazione degli obblighi di assistenza familiare. La madre (o il padre, se è lui il beneficiario dell’assegno) può costituirsi sia in proprio sia in qualità di legale rappresentante dei figli minori in favore dei quali è stato stabilito il mantenimento da parte del genitore separato o divorziato. I figli maggiorenni, invece, devono esercitare un’azione autonoma.

All’esito del processo, con la condanna dell’imputato, il giudice disporrà anche il risarcimento dei danni alle parti civili costituite, compreso il danno morale, che, come ha statuito l’ultima sentenza della Corte di Cassazione, è «remunerabile come danno non patrimoniale», in quanto, a norma dell’ articolo 185 del Codice penale (che richiama l’art. 2059 del Codice civile) ogni reato che abbia cagionato un danno patrimoniale o non patrimoniale obbliga al risarcimento il colpevole».

La pronuncia della Suprema Corte che abbiamo commentato non è isolata: in passato anche il tribunale di Roma aveva affermato che in caso di omesso versamento del mantenimento spetta il risarcimento danni.


note

[1] Cass. sent. n. 11518 del 29.03.2022.

[2] Art. 2 D. Lgs. n. 21/2018, in vigore dal 06.04.2018.

[3] Cass. sent. n. 53173/2018 e n.33397/2015.


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