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Rate del mutuo: sospensione per chi è in difficoltà economica. Interessi a rischio

13 Settembre 2014
Rate del mutuo: sospensione per chi è in difficoltà economica. Interessi a rischio

Fondo di solidarietà per fermare il mutuo e come garanzia per l’acquisto prima casa: con Equitalia, invece, non si può sospendere il pagamento ma rateizzare.

La sospensione delle rate dei mutui viene chiesta perlopiù (circa il 90 per cento dei casi) per la perdita di lavoro del mutuatario (leggi l’approfondimento: “Come fermare le rate del mutuo col fondo di solidarietà”). Le prospettive economiche delle famiglie non sembrano in grande ripresa, le offerte di vendita affisse davanti alle case restano spesso a lungo inevase.

La ripresa dei mutui è legata anche alla possibilità di sospensione del versamento delle rate che i mutuatari possono chiedere. In pratica la consapevolezza di un paracadute pronto ad aprirsi in caso di bisogno, può indurre sia banche, sia clienti a ritenere una soluzione conveniente quella di (concedere/chiedere) un mutuo. Una via d’uscita importante, ma che può avere un costo, che gli interessati fanno bene a conteggiare.

Secondo stime dell’Abi non si dovrebbero superare nella maggioranza dei casi i 10-15 euro al mese. Su siti di associazioni di consumatori si possono vedere stime molto più pessimistiche. Anche se però non si devono confondere i dati medi con le punte che si possono verificare e che sono meritevoli di attenzioni anche in sede di confronto con l’istituto.

L’Arbitro bancario finanziario in alcuni casi (ma non sempre) ha censurato il comportamento delle banche di computare gli interessi dovuti per il periodo di sospensione sull’intero capitale residuo e non solo sulle somme corrispondenti al periodo di sospensione.

I casi citati dalle decisioni dell’Abf vedono in realtà incrementi piuttosto importanti delle somme dovute.

L’altro aspetto che può avere un effetto di incoraggiare anche chi ha minori disponibilità ad accedere a un mutuo, è il fatto che il Piano con garanzia “statale” prevede che la banca riceva una garanzia del 50% sull’importo del mutuo da un fondo pubblico, ma allo stesso tempo non può chiedere all’interessato altre garanzie diverse dall’ipoteca sull’immobile per il quale il mutuo è concesso. Fermo restando che la banca verificherà sempre che chi chiede il mutuo debba avere la capacità – almeno in una situazione normale – di pagare le rate.

Normalmente il fondo non può essere utilizzato (e spesso non avrebbe senso) da chi per lo stesso evento che coprirebbe la garanzia del fondo pubblico ha già sottoscritto una polizza assicurativa. Anche se può capitare che – data la mobilità sempre più diffusa del mondo del lavoro – l’interessato potrebbe aver già esaurito la garanzia data dall’assicurazione, ma aver riperduto il lavoro dopo il periodo di sospensione coperto dall’assicurazione. In quel caso il fondo (ricorrendo gli altri requisiti) potrebbe dare ugualmente copertura all’interessato.

Fondi per la casa

Il Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa è conosciuto anche come Fondo “Gasparrini” dal nome dell’onorevole (Federica Rossi Gasparrini) che lo ha ideato è stato istituito nel 2007, ma è restato non operativo fino al 2013, perché mancava il regolamento di attuazione. Il provvedimento attuativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze è arrivato il 22 febbraio 2013. Nei mesi scorsi è stato firmato il decreto per l’attuazione del Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa, che dovrebbe andare a breve in Gazzetta ufficiale per l’entrata in vigore.

Per approfondimento leggi: “Mutui: fondo garanzia prima casa”.

Con Equitalia possibili dilazioni

In caso di difficoltà le rate dei mutui si possono sospendere. Se invece un cittadino è in una situazione di difficoltà con il fisco e sta già pagando a rate il suo debito ad Equitalia, non può contare su alcuna sospensione (le rate sono già una soluzione per chi ha problemi). Non solo. Se non paga, corre il rischio di perdere la rateazione e di vedersi avviare le procedure esecutive che il concessionario della riscossione può mettere in atto.

La situazione però può essere meno drastica di come sembra e i margini di aggiustamento ci sono. Per perdere il beneficio della rateazione infatti occorre non aver pagato 8 rate tra quelle dovute. Quindi fino a sette rate non si perde la rateazione. Però si tratta di un calcolo complessivo: non si può sospendere per sette rate, pagarne una e poi di nuovo sette. Il tetto di sette riguarda le “omissioni” anche non consecutive e in ogni caso su questi pagamenti non effettuati, vengono liquidati gli interessi da parte di Equitalia.

Nel caso la situazione economica di difficoltà del debitore dello Stato si aggravasse, si può chiedere una ulteriore rateazione. In pratica la somma residua da pagare può essere ulteriormente rateizzata. Il piano normale di rateazione prevede una scansione in 72 rate, in caso di difficoltà si può pagare la somma residua di nuovo in 72 rate.

Quindi se uno ha già pagato 30 rate e ne resterebbero 42, l’importo che ancora gli resta può essere di nuovo diviso per 72 versamenti.

La difficoltà economica si riflette nei numeri dei mutui sospesi, ma anche nelle rateazioni accordate da Equitalia ai contribuenti.

Per maggiori informazioni: “Equitalia, nuova rateazione”.


note

Autore immagine: 123rf com


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