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Quanto si può prelevare dal conto senza controlli?

31 Marzo 2022
Quanto si può prelevare dal conto senza controlli?

Operazioni sul conto corrente: qual è il limite per le verifiche fiscali e cosa rischia chi preleva troppi contanti. 

I controlli dell’Agenzia delle Entrate si riversano solo sui versamenti sul conto corrente e non sui prelievi di contanti. Inoltre, la normativa sull’antiriciclaggio non si applica alle operazioni sul conto bancario o postale ma solo agli scambi di denaro tra soggetti diversi. Se tutto ciò è vero perché mai si sente spesso dire che, oltre una certa soglia di denaro prelevata dal conto, scattano le verifiche? E perché mai il cassiere della banca, dinanzi a cifre elevate, chiede spiegazioni in merito all’utilizzo dei contanti? Insomma, quanto si può prelevare dal conto senza controlli? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Controlli fiscali sul conto corrente: quando?

Come abbiamo anticipato, i controlli fiscali sul conto corrente riguardano solo:

  • i versamenti di contanti;
  • i bonifici ricevuti da altri soggetti.

Non ci sono controlli fiscali invece sui:

  • prelievi di contanti, indipendentemente dall’importo;
  • giroconti ossia lo spostamento di una somma da un conto a un altro di proprietà dello stesso soggetto.

I controlli vengono effettuati dall’Agenzia delle Entrate tramite la verifica telematica di un archivio costituito dalle informazioni fornite dalle stesse banche e dalle Poste: la cosiddetta Anagrafe dei conti correnti.

Limiti uso dei contanti: quando?

La legge sulla tracciabilità dei pagamenti impone di rispettare una soglia massima nello scambio di contanti tra soggetti diversi, a qualunque titolo essa avvenga. Quindi, tanto vale sia per i pagamenti, per i prestiti, per le donazioni. Il limite all’uso dei contanti vale anche tra familiari o nei pagamenti delle tasse alla Pubblica Amministrazione. 

Il limite all’uso dei contanti è, fino al 31.12.2022 e salvo proroghe, pari a 1.999,99 euro. Sicché, da 2.000 euro in poi è necessario usare strumenti di pagamento tracciabili come assegni, bonifici, carte di credito o debito, vaglia, ecc. Dal 1.01.2023, il limite dovrebbe scendere a 999,99 euro. Sicché, i contanti non potranno più essere utilizzati a partire da 1.000 euro.

Chi viola tali regole è soggetto a una sanzione da 2.000 a 50.000 euro (a partire dal 1.01.2023 la sanzione minima partirà da 1.000 euro).

Tali regole però non si applicano alle movimentazioni sul conto corrente. Quindi, prelievi e versamenti sul conto bancario o postale non devono rispettare la soglia di tracciabilità. In teoria, quindi, una persona può prelevare dal conto anche tutti i risparmi che ha senza infrangere la legge, né – come detto al precedente paragrafo – subire controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. 

Quanto si può prelevare dal conto senza controlli?

Nonostante quanto abbiamo appena detto, sui prelievi di contanti dal conto corrente vengono effettuati dei controlli. Non già ai fini fiscali, e quindi non da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma per contrastare operazioni di riciclaggio e la commissione di reati particolarmente gravi come i traffici illeciti e lo spaccio di droga. 

Ecco perché, tutte le volte in cui un correntista preleva somme ingenti dal conto corrente, l’addetto allo sportello chiede di motivare la ragione di tale comportamento e di giustificare la destinazione del denaro.

Ebbene, qual è la soglia di contanti che si può prelevare dal conto senza che scatti questo controllo? Si tratta di:

  • 10.000 euro nell’arco dello stesso mese;
  • anche se con svariate operazioni frammentate che, singolarmente prese, sono inferiori a tale soglia.

Così, ad esempio, è soggetto a controllo chi effettua, nell’arco dello stesso mese, sei prelievi da 2.000 euro l’uno.

Ai fini del calcolo si tiene in considerazione il mese solare e non i 30 giorni. Così, all’inizio di ogni mese il conteggio si “resetta” e parte nuovamente da capo. Quindi, è ben possibile prelevare, in un mese, 9.000 euro e quello successivo altrettanto.

Cosa succede se si preleva dal conto oltre la soglia?

Se si superano i 10.000 euro nell’arco dello stesso mese non scatta alcuna sanzione. Difatti, come anticipato, il controllo avviene non già ai fini del contrasto dell’evasione fiscale ma per evitare la commissione di reati. Pertanto, superata al soglia, avviene una semplice segnalazione di operazione sospetta che viene inoltrata alla Uif, l’Unità di informazione finanziaria, che a sua volta, a seguito di una valutazione accurata sul caso e sul correntista, valuterà se notiziare di ciò la Procura della Repubblica per l’eventuale avvio di indagini.

Come visto, dunque, la possibilità che da un prelievo superiore a 10.000 euro scaturiscano delle conseguenze legali è tutt’altro che certa, specie se si forniscono valide motivazioni in merito all’uso dei contanti. È chiaro però che non si potrà riferire, in sede di richiesta di chiarimenti da parte dell’istituto di credito, che i soldi servono a pagare un solo soggetto o per effettuare una donazione. Sarebbe infatti palese, a tal punto, la violazione della normativa sull’antiriciclaggio che, come visto, impone il limite di scambio di contanti fino a 2.000 euro. Ne deriverebbero allora le sanzioni amministrative. È però possibile riferire di dover pagare, ad esempio, sei operai diversi per importi – singolarmente presi – inferiori al limite della tracciabilità. 



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1 Commento

  1. Con i tempi che corrono non so se mi è permesso di fare dell’ironia spicciola ma, come vado ormai dicendo da tempi non sospetti – correva la fine degli anni Settanta, sic! -, quando scatterà il controllo sugli accessi quotidiani del singolo alla… toilette? Sì, perché avanti di questo passo questo sarà lo sbocco naturale di uno Stato “quasi” dittatoriale. Spero di sbagliarmi macroscopicamente! E scusatemi per l’uscita un po’ lontana dallo stile impeccabile del vostro Sito…

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