Diritto e Fisco | Editoriale

Negoziazione assistita senza spese e conciliazione costosa: due vie prima di arrivare in tribunale

14 Settembre 2014
Negoziazione assistita senza spese e conciliazione costosa: due vie prima di arrivare in tribunale

Riforma della giustizia: l’accordo tra le parti per giungere a una conciliazione extragiudiziale prevede solo il compenso agli avvocati.

Come abbiamo già spiegato in precedenti articoli (leggi la nostra guida sulla negoziazione assistita), il nuovo decreto sulla giustizia [1], nell’intento di ridurre l’arretrato dei tribunali, ha introdotto un sistema di negoziazione ad ampio raggio delle parti per pervenire a un accordo sulla lite in corso senza necessità di adire né il tribunale, né gli organismi di mediazione [2].

Per la verità una sorta di conciliazione extragiudiziale (appunto la mediazione, sia essa facoltativa o obbligatoria, quest’ultima con l’assistenza indispensabile degli avvocati) è sempre stata possibile, ma c’è di nuovo che da adesso in poi l’accordo che compone la controversia, sottoscritto dalle parti e dagli avvocati che le assistono costituisce titolo esecutivo anche per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale [3]; l’accordo può pure essere trascritto, una volta autenticato da pubblico ufficiale abilitato.

Quanto costa la negoziazione assistita?
Si tratta di una procedura “senza spese“, salvo naturalmente i compensi agli avvocati, che dovranno avvertire i rispettivi clienti di questa opportunità.

Quando è possibile?

La procedura riguarda la generalità delle cause civili non concernenti diritti indisponibili.

Da chi mi devo far assistere?

Necessariamente da un avvocato. È consentita l’assistenza anche agli avvocati di Stati dell’Unione europea con diritto di stabilimento [4].

 

Rapporti con gli altri tentativi di conciliazione e la mediazione

La norma fa salvi eventuali obblighi di conciliazione imposti da altre disposizioni di legge: con la conseguenza che, se le parti sceglieranno di procedere alla negoziazione assistita in una materia per la quale è obbligatorio il tentativo di mediazione, quest’ultimo non potrà essere bypassato solo perché il primo tentativo di bonario componimento non avrà avuto successo.

Il problema si ingarbuglia laddove sono obbligatorie sia la negoziazione assistita che la conciliazione (anche detta media conciliazione) innanzi agli organismi della propria città. In tal caso non si potrà far a meno né dell’una, né dell’altra procedura. Entrambe, infatti, sono a condizione di procedibilità della successiva azione giudiziaria: il che significa che i clienti degli avvocati si troveranno a sostenere due iter preliminari prima di poter procedere innanzi al giudice. Si pensi, per esempio, a una controversia contro una compagnia telefonica.

Come funziona?

L’iniziativa per intraprendere tale procedura nasce da un accordo sottoscritto dalle parti con scrittura privata (cosiddetta convenzione di negoziazione) con firme autenticate dai rispettivi avvocati.

Non sarà necessario che la stessa contenga altre particolari formalità: basta indicare l’oggetto della controversia e il termine (non inferiore a 30 giorni) entro cui finalizzare l’accordo.

Le parti possono procedere già da lunedì con la negoziazione assistita?

Si può iniziare fin da ora con gli accordi di negoziazione assistita, tenendo conto che l’istituto entra in vigore in via generale il giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (venerdì scorso) [5].

Problemi di coordinamento con altre norme
Come abbiamo anticipato poc’anzi, la questione della negoziazione s’ingarbuglia per il fatto che essa si aggiunge al già esistente istituto della mediaconciliazione obbligatoria [6], il quale, come noto, non contemplava fra le materie assoggettate a tale obbligatorietà la rilevantissima fetta di contenzioso costituita dalla materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti.
Il decreto legge ritiene adesso di colmare questa lacuna disponendo una disciplina d’improcedibilità similare, stavolta per chi non abbia intrapreso la via della negoziazione assistita, di cui finora si è detto, prima d’intraprendere la causa. Tuttavia le disposizioni concernenti l’improcedibilità acquistano efficacia decorsi 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Sembra dunque che, ferma restando la facoltà d’iniziare da subito la negoziazione assistita, i tempi si allunghino quanto alla mannaia dell’improcedibilità per chi non abbia almeno tentato d’intraprenderla. E c’è da pensare che qualche modifica possa giungere in sede di conversione, anche perché dalla minuziosa enumerazione delle ipotesi di esenzione dall’obbligo di negoziazione [7] non poche appaiono ripetitive rispetto a quanto già indicato per la mediaconciliazione. Ma soprattutto occorrerebbe che almeno in sede di conversione venisse chiarito il coordinamento fra le due discipline – mediazione obbligatoria e negoziazione assistita – non tanto quanto all’improbabile conseguimento di una conciliazione, quanto circa la necessità d’intraprendere la prima via – evidentemente più costosa – in luogo della seconda in vista della causa.
Difatti, a parte il rilievo che la materia del risarcimento da incidenti stradali è stata indiscutibilmente inserita nella negoziazione assistita, le altre materie già sottoposte alla mediazione obbligatoria sembrano in larga misura confondersi con quelle menzionate nel decreto legge ai fini dell’incompatibilità. E allora quale delle due vie dev’esser scelta?


note

[1] Dl 132/14.

[2] Dl 69/2013 convertito in legge 98/13.

[3] A norma dell’articolo 5 del Dl 132/14.

[4] Ex Dlgs 96/01.

[5] A norma dell’articolo 23 Dl 132/14.

[6] Di cui all’articolo 5, comma 1-bis, del Dlgs 28/10.

[7] Recate all’3 del Dl 132/14.

Autore immagine: 123rf com


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