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Parcheggiatore abusivo: cosa rischia?

1 Aprile 2022
Parcheggiatore abusivo: cosa rischia?

Esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore o di guardiamacchine: cosa fare.

Hai mai pensato di chiedere dei soldi a chi parcheggia la propria auto proponendoti per il ruolo di “guardamacchine”? Se un vigile dovesse vederti cosa potrebbe farti? In altri termini cosa rischia un parcheggiatore abusivo?

Già solo la parola “abusivo” dovrebbe farti capire che siamo in presenza di un’attività che, se svolta in assenza delle prescritte autorizzazioni, non è legale. Non almeno sul suolo pubblico. Nessuno ti potrà vietare di trasformare un cortile privato in un luogo di parcheggio e di chiedere del denaro a fronte della sorveglianza delle auto che vi parcheggiano. Ma è chiaro che, sulle strade comunali, regionali o statali, le cose cambiano.

Cerchiamo allora di capire cosa rischia un parcheggiatore abusivo, se tale attività costituisce reato e quali potrebbero essere le conseguenze per chi dovesse essere scoperto.

Parcheggiatore abusivo: si può denunciare?

Il Codice della strada [1] punisce con un sanzione amministrativa pecuniaria da 769 a 3.095 euro chi esercita l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine senza essere munito delle apposite autorizzazioni. Oltre a ciò vengono sequestrate le somme percepite dal trasgressore (verosimilmente tutti gli spiccioli in tasca).

Non siamo dunque nel campo penale: chi chiede soldi in cambio della sorveglianza alle auto parcheggiate non commette un reato ma un semplice illecito amministrativo. Con una serie di conseguenze:

  • il parcheggiatore non può essere denunciato, in quanto la sua attività, come detto, per quanto illecita, non costituisce un reato;
  • non sarà processato, poiché la sanzione gli verrà irrogata direttamente dalle autorità amministrative;
  • il suo casellario giudiziario resterà immacolato;
  • se non paga la sanzione amministrativa, non potrà subire l’arresto ma riceverà (probabilmente dopo qualche anno) una cartella esattoriale e, se non pagherà neanche questa, i suoi beni potranno essere oggetto di pignoramento proporzionale al debito.

Parcheggiatore abusivo: quando è reato?

Resta tuttavia salva la possibilità di configurare un reato in capo al parcheggiatore abusivo tutte le volte in cui la richiesta di denaro avvenga con modalità tali da far presumere che, in caso di diniego, ci sarà una ritorsione. Questo comportamento configura il reato di estorsione. Non è necessario, a tal fine, essere espliciti: basta anche una velata minaccia per poter sconfinare nel penale [2].

Inoltre, l’attività di parcheggiatore costituisce reato quando vengono impiegati minori, o se il soggetto è già stato sanzionato per la medesima violazione con provvedimento definitivo. In tal caso, si applica la pena dell’arresto da sei mesi a un anno e dell’ammenda da 2.000 a 7.000 euro.

Ai fini della definitività della prima violazione:

  • se di natura penale (impiego di minori), si ha riguardo al passaggio in giudicato della condanna;
  • se di natura amministrativa – mutuando la previsione di cui all’art. 126-bis c. 2 – si ha riguardo al fatto che:
    • sia stato effettuato il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria – che determina la chiusura del procedimento amministrativo sanzionatorio;
    • siano decorsi i termini per il pagamento o per la presentazione dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali – di talché il verbale costituisce titolo esecutivo ex art. 203 c. 3;
    • i ricorsi siano stati respinti con provvedimento inoppugnabile che, quindi, diventa esecutivo.

Parcheggiatore abusivo: quando è legale?

A ben vedere il divieto di svolgere l’attività di parcheggiatore abusivo è contenuto nell’articolo 7 del Codice della strada che regolamenta la circolazione nei centri abitati. Questo sembra comprometterne seriamente l’applicabilità della norma al di fuori degli stessi. È difatti sempre il Codice della strada [3] a definire “centro abitato” l’insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e fine. Per insieme di edifici si intende un raggruppamento continuo, ancorché intervallato da strade, piazze, giardini o simili, costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada.

Questo farebbe ritenere che, al di fuori dei centri abitati, così considerati, l’attività di guardiamacchine non costituirebbe neanche illecito amministrativo e non potrebbe essere sanzionata in alcun modo.


note

[1] Come modificato dal D.L. 113/2018, convertito con modifiche nella L. 132/2018.

[2] Cass. Pen., sez. II, 7/6/2018, n. 30365.

[3] Art. 3 c. 1 n. 8.


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