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Gare sportive su strada non autorizzate: quali conseguenze

1 Aprile 2022
Gare sportive su strada non autorizzate: quali conseguenze

Corse di auto in città: cosa rischiano i partecipanti, gli organizzatori, chi fa scommesse o chi è seduto al posto del passeggero?

Sui giornali si leggono ancora notizie di giovani coinvolti in gravi incidenti stradali per aver partecipato a gare di auto non autorizzate. Il comportamento, come potrà immaginare chiunque, è vietato dalla legge. Ma, a torto, si ritiene che si possa rischiare tutt’al più una multa per eccesso di velocità. In questo breve articolo spiegheremo che non è così. Ecco allora quali sono le conseguenze per le gare sportive su strada non autorizzate. Cosa rischia chi sfida a duello un altro automobilista su un rettilineo o magari davanti allo stop del semaforo? Ecco cosa prevede, a riguardo, la nostra legge.

Cosa sono le gare sportive non autorizzate?

Le competizioni sportive sono le gare agonistiche, di velocità e/o abilità, che si svolgono su strade ed aree pubbliche ma senza alcuna autorizzazione da parte delle autorità amministrative. Proprio per tale ragione sono da considerare illecite in quanto violano non solo i limiti di velocità imposti dal Codice della strada ma anche e soprattutto lo specifico divieto di non gareggiare. Tale divieto è contenuto all’articolo 9 bis del Codice della strada.

La norma fa riferimento solo alle gare in velocità dei veicoli a motore: pertanto, rientrano nel divieto le gare di auto, motocicli, ciclomotori, ma non anche le gare di biciclette, monopattini e altri acceleratori di velocità privi di motore.

Cosa rischia chi partecipa a gare sportive non autorizzate?

Il Codice della strada prevede tre diverse condotte:

  • quella di chi organizza le gare sportive su strada, le promuove, le dirige o semplicemente le agevola;
  • quella di chi vi partecipa;
  • quella di chi scommette sulle gare.

In tutti e tre i casi, si commette un reato, punito pertanto penalmente e non con una semplice sanzione amministrativa come quella prevista per l’eccesso di velocità.

In particolare, chi organizza, promuove, dirige, agevola o semplicemente partecipa alle gare di auto non autorizzate viene punito con il carcere da uno a tre anni e con la multa da euro 25.000 ad euro 100.000.

La reclusione passa però da sei a dodici anni se ci scappa il morto. Invece se dalla gara ne deriva un incidente con feriti la pena è della reclusione da tre a sei anni.

Per i partecipanti scatta anche la sospensione della patente da uno a tre anni o la revoca della patente se c’è stato un incidente con feriti o con un decesso.

Le pene sono aumentate fino ad un anno se le manifestazioni sono organizzate a fini di lucro, ossia per consentire o raccogliere scommesse clandestine o se alla gara partecipano minorenni.

Chiunque effettua scommesse sulle gare è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno e con la multa da euro 5.000 ad euro 25.000.

Il presupposto di tali reati è la mancanza dell’autorizzazione, perché non fu chiesta o perché venne negata.

Quali sono le condotte vietate?

Abbiamo visto che la prima condotta vietata è quella di chi organizza, promuove dirige o agevola la gara clandestina.

«Organizza» chi agisce in modo da coordinare funzionalmente l’attività e da stabilirne la disciplina o da preparare e predisporre l’incremento.

«Promuove la competizione» chi se ne fa iniziatore enunciando il programma o altrimenti prepara la costituzione.

«Dirige una competizione» chi, pur senza avere qualità di promotore od organizzatore, la presiede, la amministra o ne regola altrimenti lo svolgimento.

«Agevola» chi presta, in qualsiasi modo, un’attività ausiliaria facilitando o rendendo possibile la realizzazione della competizione.

La seconda condotta vietata consiste nel solo fatto di prendere parte alla competizione e quindi nel gareggiare e non già nel guardare. Gli spettatori non rischiano nulla.

Cosa rischia il passeggero di una gara sportiva di auto?

Il codice sanziona chi «prende parte» alla competizione non autorizzata. Con questo termine sembra potersi intendere il solo “partecipante” e, cioè, il conducente direttamente impegnato nella competizione. Pertanto, il passeggero non commette reato.

Riprova ne è la lettura del comma 5 che, per identificare i soggetti passivi della sanzione della sospensione o della revoca della patente e della confisca dei veicoli, prima usa la locuzione «coloro che hanno preso parte alla competizione» e poi il termine “partecipanti”.

Scommesse clandestine su gare di auto

Come si è visto sopra, un autonomo delitto – previsto per motivi di ordine pubblico e di prevenzione della criminalità – punisce con la reclusione da 3 mesi a 1 anno e la multa da 5.000 a 25.000 euro chi effettui scommesse sulle gare non autorizzate. E questo indipendentemente dal fatto che le scommesse fossero state incentivate dagli organizzatori.

Sanzioni accessorie

In ogni caso, l’autorità amministrativa dispone l’immediato divieto di effettuare la competizione. In caso di inottemperanza, l’organo accertatore procederà a presentare denuncia per violazione dell’art. 650 del Codice penale (inosservanza dei provvedimenti dell’autorità) e a dare esecuzione coattiva allo scioglimento della competizione.

Con la sentenza di condanna è, infine, sempre disposta «la confisca dei veicoli dei partecipanti». In realtà, sembra poter riguardare al più i veicoli “impiegati” dai partecipanti.



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