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Sfida in velocità al semaforo: quali conseguenze

1 Aprile 2022
Sfida in velocità al semaforo: quali conseguenze

Gara tra due automobilisti ed eccesso di velocità: qual è la multa stradale? Si rischia il reato?

La scena è resa nota dalla filmografia americana: due automobilisti, perfetti sconosciuti, si incontrano per caso al semaforo, si scambiano uno sguardo di sfida dal finestrino della propria auto (sportiva o verosimilmente “truccata”), una rapida accelerata a folle per esaltare il roboante ruggito del proprio motore, il semaforo che diventa verde tutto d’un tratto e la sgommata delle ruote che anticipa la gara per vedere chi arriva prima al successivo semaforo. Non si tratta di una gara clandestina, ma di una sfida in velocità che si distingue dalla prima per non essere stata organizzata. Un po’ la differenza che c’è tra una manifestazione e un flash mob.

Ebbene quali sono le conseguenze per la sfida in velocità al semaforo? Cosa prevede in questi casi la legge? Si viene puniti semplicemente per l’eccesso di velocità o c’è una sanzione aggiuntiva? La questione merita un approfondimento.

La distinzione tra eccesso di velocità, sfida in velocità e gare clandestine

Non c’è solo l’auto che va veloce e viene pizzicata dall’autovelox. L’eccesso di velocità conosce altre forme. Come quella che abbiamo appena descritto, ossia la sfida in velocità. E poi c’è la partecipazione alle gare clandestine.

Si tratta di tre illeciti diversi che abbiamo così elencato in ordine di gravità crescente.

Eccesso di velocità

A regolare il comune e fin troppo inflazionato eccesso di velocità sono l’articolo 141 e 142 del Codice della strada che, come noto, prevedono sanzioni tanto più elevate tanto maggiore è lo scostamento dai limiti previsti sul tratto stradale. In particolare, se il conducente:

  • supera i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 ad euro 169;
  • supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 169 ad euro 680;
  • supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 532 ad euro 2.127; è prevista inoltre la sospensione della patente di guida da uno a tre mesi;
  • supera di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 829 ad euro 3.316; la patente viene sospesa da sei a dodici mesi.

Sfida in velocità

L’articolo 141 comma 5 del Codice della strada stabilisce espressamente che il conducente non deve gareggiare in velocità. È un caso diverso dall’eccesso di velocità che viene commesso anche da soli e senza alcuno scopo se non quello di arrivare prima a destinazione. Ed è diverso anche dalla «gara clandestina» perché quest’ultima è frutto di un’organizzazione mentre la sfida avviene senza alcun accordo preventivo: è un fatto spontaneo, come nell’esempio di partenza dei due automobilisti che si incontrano al semaforo e si sfidano.

In questo caso, la sanzione è chiaramente più grave del semplice eccesso di velocità ma meno rispetto alla gara clandestina: si rischia la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 173 a 694 euro.

Gare clandestine

Chi partecipa a gare clandestine commette invece un reato ed è pertanto punito penalmente. Rischia il carcere da uno a tre anni e la multa da euro 25.000 ad euro 100.000 e la sospensione della patente da uno a tre anni. Se però dalla gara deriva un incidente con feriti o ci scappa il morto le sanzioni aumentano.

Sfida in velocità al semaforo: quali conseguenze?

La sfida in velocità al semaforo rientra nel secondo dei tre divieti che abbiamo appena elencato. Infatti, la contesa tra conducenti sulla velocità non è da considerarsi competizione sportiva su strada, in quanto manca il requisito dell’organizzazione. La conseguenza è sostanziale: in questo caso infatti siamo nell’ambito di un semplice illecito amministrativo: non si commette cioè un reato come invece nel caso della gara clandestina. Sicché, non ci sarà alcun processo penale e il casellario giudiziale resterà immacolato.

La gara in velocità consiste in una serie di comportamenti di guida non giustificati (sorpassi azzardati, manovre di ostacolo per il sorpassante, ecc.) e atteggiamenti provocatori realizzati con manovre pericolose, che rendono manifesta la volontà del conducente di primeggiare sugli altri. Non è necessario che ci sia stato un esplicito e preventivo accordo (sfida), essendo sufficiente l’intesa (tacita) tra conducenti, che possono anche non conoscersi, sorta progressivamente nel corso della circolazione (anche solo per un breve tratto di strada) [1]. È appunto il caso dei conducenti di due vetture ferme al semaforo che, con intesa immediata, decidano di sfidarsi in velocità.

Sfida in velocità: vale anche per le biciclette?

Se il reato di partecipazione a gare non autorizzate riguarda solo i veicoli a motore, la sanzione per la sfida in velocità colpisce anche i ciclisti. In tal caso, si rischia sempre la sanzione amministrativa pecuniaria da 173 a 694 euro così come i veicoli a motore.

Quando c’è una gara organizzata?

È chiaro che definire se la sfida è frutto di una gara pre-organizzata o meno è dirimente per comprendere se si rischia il reato e quindi il carcere o una semplice, ma salata, multa stradale. In verità, l’accertamento della gara risulta di difficile riconoscimento e, conseguentemente, di difficile contestazione. Si tratta di un giudizio relativo, rimesso in prima istanza agli organi di polizia stradale – i quali dovranno citare nella comunicazione della notizia di reato, tutte le fonti di prova, le specifiche contingenze del caso concreto e le logiche deduzioni in base alle quali hanno valutato l’esistenza di una gara – e poi al giudice.

Anche l’individuazione della gara non organizzata può risultare difficile. Gli automobilisti, nel difendersi, faranno piuttosto leva sul fatto che entrambi violavano sì i limiti di velocità, ma non c’era alcuna intesa a confrontarsi a duello. Per comprendere a posteriori se sussiste l’intenzione della sfida non sarà sufficiente contestare l’eccesso di velocità, la mancata precedenza o il mancato arresto allo stop e/o al semaforo rosso ma risulterà necessario provare la coscienza e volontà dei contendenti di porre in essere una serie di condotte che denotano l’intento di imporsi nella gara. Così l’organo accertatore potrà evidenziare il reato specificando, per esempio, la posizione dei veicoli rinvenuti al momento dei rilievi, gli spazi di frenata, le tracce lasciate dallo slittamento dei pneumatici sull’asfalto che denotino il procedere affiancati per un lungo tratto, ecc.


note

[1] Cass. Pen., sez. IV, 3.7.2007, n. 37859.


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