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Dopo quanto tempo si può rinunciare all’eredità

1 Aprile 2022
Dopo quanto tempo si può rinunciare all’eredità

Termine per la rinuncia all’eredità: conseguenze e responsabilità per il familiare del defunto.  

Per non ereditare i debiti di una persona defunta e non rispondere delle obbligazioni su di questi gravanti al momento della morte non c’è altra soluzione che rinunciare all’eredità. Con la rinuncia all’eredità, infatti, i creditori del defunto non possono rivalersi nei confronti del familiare rinunciante e questi non subirà alcuna conseguenza patrimoniale: in altri termini, non potrà essere costretto a pagare alcunché neanche dagli altri coeredi che, magari, hanno dovuto affrontare spese per il funerale e le altre incombenze. Ma dopo quanto tempo si può rinunciare all’eredità? Come vedremo a breve, ci sono dei termini prestabiliti che variano a seconda che il soggetto in questione avesse o meno il possesso dei beni dell’eredità. 

Prima però di chiarire quanto tempo c’è per rinunciare all’eredità sarà bene fornire alcuni chiarimenti pratici in merito al funzionamento di tale meccanismo.

Cos’è l’accettazione dell’eredità?

L’eredità si dice «giacente» per tutto il periodo che intercorre tra la morte di una persona e l’accettazione dell’eredità da parte del chiamato. Il «chiamato» è colui che potrebbe essere erede – in base alla legge o, se esistente, in base a quanto disposto nel testamento – ma che ancora non lo è perché non ha esplicato le pratiche successorie. Per essere considerati “eredi” infatti bisogna accettare l’eredità. 

L’accettazione può essere fatta: 

  • con una dichiarazione espressa rilasciata al notaio incaricato di aprire la successione; 
  • con un comportamento tacito (è la cosiddetta «accettazione tacita dell’eredità») che evidenzi la volontà di avvalersi dei beni del defunto: ad esempio il ricevimento di denaro, il pagamento di un debito attingendo dai beni del defunto, la vendita di un bene del defunto e così via.

L’accettazione dell’eredità è irrevocabile. Chi ha accettato l’eredità non può quindi più rinunciarvi.

Entro quanto tempo si può accettare l’eredità?

Per accettare l’eredità ci sono 10 anni che iniziano a decorrere dal decesso del de cuius ossia dall’apertura della successione. 

Se invece il chiamato possiede, a qualsiasi titolo, i beni ereditari (ad esempio ha in comodato l’immobile che era del defunto oppure era con lui convivente), deve fare l’inventario entro 3 mesi dal giorno dell’apertura della successione o della notizia della devoluta eredità (prorogabili al massimo di altri 3 mesi, salvo gravi circostanze, a seguito di istanza fatta al tribunale del luogo in cui si è aperta la successione).

Chiuso l’inventario, egli ha 40 giorni per dichiarare se accetta o rinuncia all’eredità.

In caso di mancato rispetto dei termini suddetti, il chiamato si considera erede puro e semplice.

Cos’è la rinuncia all’eredità?

Con la rinuncia all’eredità, invece, il chiamato dichiara di non voler divenire erede. 

Senza l’accettazione dell’eredità:

  • non si è ancora eredi;
  • non si è tenuti a pagare i debiti del defunto;
  • non si è responsabili delle obbligazioni del defunto.

Pertanto, qualsiasi richiesta di pagamento notificata al chiamato per debiti del defunto non ha alcun valore e può ben essere contestata.

La rinuncia all’eredità, rispetto all’accettazione, è revocabile: si può cioè accettare l’eredità anche dopo avervi rinunciato purché:

  • non siano decorsi 10 anni;
  • il patrimonio del defunto non sia già stato diviso integralmente tra gli eredi.

Chi rinuncia all’eredità non perde il diritto alla pensione di reversibilità e ad eventuali polizze sulla vita sottoscritte dal defunto.

Come si fa la rinuncia all’eredità?

La rinuncia deve farsi con dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione e inserita nel registro delle successioni. Non si può rinunciare all’eredità solo parzialmente: o si rinuncia a tutta l’eredità oppure la si accetta.

Termine per rinunciare all’eredità

Il termine per rinunciare all’eredità è lo stesso di quello previsto per l’accettazione. Pertanto: 

  1. se il chiamato all’eredità non è nel possesso dei beni ereditari, il termine per rinunciare è di 10 anni dalla morte;
  2. se invece il chiamato è nel possesso anche di un solo bene dell’eredità, il termine per la rinuncia è molto più breve. Egli infatti deve, entro 30 giorni dal decesso effettuare l’inventario dei beni e, nei successivi 40 giorni, deve prestare la dichiarazione di rinuncia all’eredità.

Trascorso tale termine, il soggetto non può più rinunciare all’eredità; la rinuncia all’eredità deve intervenire, quindi, prima che siano trascorsi tre mesi dall’apertura della successione.  

Come accelerare l’accettazione dell’eredità?

Dall’apertura della successione, il chiamato all’eredità ha dieci anni di tempo per accettare o rifiutare l’eredità.

Atteso il lungo arco temporale che la legge concede all’erede, per ovviare a incertezze e dubbi il codice consente a chiunque ne abbia interesse (ad esempio, i chiamati in subordine oppure i creditori) di rivolgersi al giudice per ottenere la fissazione di un termine entro il quale l’erede deve dichiarare se intende accettare o rifiutare l’eredità. 

Trascorso questo tempo senza che si sia fatta alcuna dichiarazione, il chiamato perde il diritto di accettare e, di conseguenza, la possibilità di diventare erede a tutti gli effetti. Si parla, in tal caso, di decadenza dal diritto di accettare.



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