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Quanto costa fare un pignoramento mobiliare?

12 Agosto 2022 | Autore:
Quanto costa fare un pignoramento mobiliare?

Per ottenere ciò che gli spetta il creditore può pignorare i beni mobili del debitore, pagando le spese della procedura. Se l’esecuzione avrà esito positivo, recupererà le somme già versate.

Dopo la notifica del precetto [1], se il debitore non adempie al pagamento della somma nello stesso riportata, il creditore può iniziare l’espropriazione forzata, ad esempio pignorando i beni mobili di sua proprietà, che si trovano nella casa ove risiede. In tale ipotesi, si parla di pignoramento mobiliare presso il debitore. Quanto costa fare un pignoramento mobiliare presso il debitore?

Le relative voci di spesa consistono nel pagamento del contributo unificato per l’iscrizione a ruolo e di una marca per i diritti forfetizzati, il cui importo dipende dal valore del precetto. A queste somme bisogna aggiungere quelle relative al compenso dell’avvocato sia in relazione alla stesura dell’atto di precetto sia per quanto attiene la fase dell’esecuzione mobiliare oltre alle spese di notifica del precetto stesso e quelle, eventuali, di deposito dei beni pignorati trasportabili, da corrispondere all’Istituto vendite giudiziarie (Ivg).

Per eseguire il pignoramento mobiliare il creditore deve rivolgere un’apposita istanza all’ufficiale giudiziario territorialmente competente (ovvero quello del luogo in cui si trovano le cose da pignorare), consegnando il titolo esecutivo su cui si fonda il credito (ad esempio una sentenza o un decreto ingiuntivo in cui sia determinato l’ammontare del dovuto) e il precetto.

A differenza dell’esecuzione immobiliare e di quella presso terzi, tale tipo di pignoramento non è preceduto dalla notifica di un atto scritto al debitore per cui l’ufficiale giudiziario si reca direttamente presso il suo domicilio o presso i luoghi che gli appartengono, osservando determinati limiti di orari e giorni. Infatti, il pignoramento mobiliare non può essere effettuato nei giorni festivi né prima delle ore 7 né dopo le ore 21, salvo diversa disposizione del Presidente del tribunale. Se iniziato nelle ore prescritte, può essere eseguito sino al suo compimento.

Vediamo insieme come si procede e quanto costa il pignoramento mobiliare presso il debitore.

Procedura per il pignoramento mobiliare presso il debitore

L’ufficiale giudiziario esegue il pignoramento mobiliare presso il debitore:

  • ricercando i beni mobili da pignorare nella sua casa, negli altri luoghi che gli appartengono e anche sulla sua persona. In quest’ultima ipotesi, tuttavia, la ricerca deve rispettare le opportune cautele e non ledere il decoro di chi la subisce. La ricerca può estendersi anche in luoghi non appartenenti al debitore se vi si trovano cose determinate delle quali questi può direttamente disporre. Serve, però, l’autorizzazione del Presidente del tribunale, emessa su richiesta del creditore procedente. Se nella ricerca delle cose da pignorare l’ufficiale giudiziario ha bisogno di aprire porte o ripostigli, di tenere a bada il debitore oppure di allontanare persone che disturbano l’esecuzione del pignoramento, può richiedere l’assistenza della forza pubblica;
  • scegliendo, individuando ed apprendendo le cose da pignorare.

Di tutte le operazioni compiute l’ufficiale giudiziario redige un apposito verbale nel quale descrive le cose pignorate, lo stato e la stima del loro valore nonché riporta le disposizioni impartite per la custodia.

Per la conservazione dei beni pignorati, se il creditore ne fa richiesta, l’ufficiale giudiziario li trasporta presso un luogo di pubblico deposito oppure li affida a un custode; nei casi di urgenza, affida la custodia all’Ivg.

L’ufficiale giudiziario, quindi, consegna al creditore il processo verbale, il titolo esecutivo ed il precetto.

Nei 15 giorni dalla consegna il creditore deve iscrivere a ruolo il pignoramento presso la cancelleria del tribunale competente, depositando telematicamente la nota di iscrizione a ruolo e le copie conformi del titolo esecutivo e del precetto. Decorso il predetto termine se il creditore non iscrive a ruolo il pignoramento, questo diventa inefficace.

Altresì, ai sensi dell’articolo 497 del Codice di procedura civile, il pignoramento mobiliare presso il debitore perde efficacia se entro 45 giorni dal suo compimento non viene chiesta l’assegnazione o la vendita dei beni.

A seguito della relativa istanza il giudice fissa l’udienza per la comparizione delle parti durante la quale, se non vi sono opposizioni, dispone l’assegnazione o la vendita.

La vendita può essere:

  • senza incanto e, in tale ipotesi, l’incarico viene affidato all’Istituto vendite giudiziarie;
  • oppure all’incanto e per l’esecuzione viene incaricato il cancelliere, l’ufficiale giudiziario o un istituto autorizzato.

Sia nell’uno sia nell’altro caso, il soggetto aggiudicatario della vendita deve versare il prezzo.

La procedura esecutiva si conclude con l’attribuzione, al creditore, del ricavato della vendita o del denaro pignorato.

Quali beni si possono pignorare?

L’ufficiale giudiziario è tenuto a rispettare determinati criteri di scelta delle cose da pignorare. Innanzitutto, deve dare precedenza al pignoramento di beni di facile e pronta liquidazione, partendo dal denaro contante, dagli oggetti preziosi e dai titoli di credito. In sostanza, si tratta di cose che possono essere vendute facilmente e che presumibilmente permettono di realizzare la somma dovuta al creditore, comprensiva di tutte le spese di giustizia annesse.

Nel pignoramento mobiliare, poi, ci sono dei limiti da rispettare. Infatti, la legge indica espressamente alcuni beni mobili impignorabili in modo assoluto quali ad esempio quelli che hanno per il debitore un determinato valore religioso oppure che garantiscono il suo sostentamento e quello della propria famiglia.

Vi sono, poi, dei beni relativamente impignorabili e cose pignorabili solo in determinate circostanze di tempo e di luogo. Ad esempio, gli attrezzi per la coltivazione del fondo possono essere pignorati solo se non ci sono altri beni mobili mentre i beni strumentali, cioè necessari all’esercizio di una professione o del mestiere o dell’arte del debitore, sono pignorabili solo nei limiti di un quinto, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale giudiziario non appare sufficiente a soddisfare il credito [2].

Invece, i frutti non ancora raccolti o separati dal suolo non possono essere pignorati separatamente dall’immobile a cui accedono, se non nelle ultime sei settimane anteriori al tempo ordinario della loro maturazione, tranne che il creditore pignorante si assuma le maggiori spese della custodia [3].

Quanto costa fare un pignoramento mobiliare presso il debitore?

I costi del pignoramento mobiliare presso il debitore consistono nel pagamento:

  • del contributo unificato, il cui importo dipende dal valore del precetto. Se il precetto è per un credito del valore inferiore a 2.500,00 euro, il contributo unificato ammonta a 43,00 euro. Se il precetto ha ad oggetto un credito superiore a 2.500,00 euro, il contributo unificato è pari a 139,00 euro;
  • della marca per i diritti forfettizzati pari a 27,00 euro.

Alle predette somme vanno aggiunte le spese per la notifica del precetto, che dipendono dalla stessa modalità di notifica dell’atto (ad esempio, la notifica a mano da parte dell’ufficiale giudiziario ha un costo differente rispetto a quella a mezzo posta. Se, poi, è il legale ad occuparsi della notifica dell’atto a mezzo raccomandata a/r, il costo del precetto è di circa 8 euro).

Inoltre, vanno aggiunte le spese per il deposito presso l’Istituto vendita giudiziarie, in caso di pignoramento di beni mobili trasportabili. A tal proposito, va rilevato che ogni Ivg ha dei propri costi. In base al DM n. 109/1997 all’Ivg spetta un compenso a titolo di rimborso forfetario per spese di comunicazione e di bollo per concorso nelle spese di gestione e per ogni altra spesa ordinaria e straordinaria successiva all’incarico di vendita per la quale non sia specificamente previsto il rimborso, che è il primo versamento che viene richiesto dall’IVG nel momento in cui prende in carico il fascicolo dell’esecuzione. La relativa entità dipende dal valore dell’esecuzione stessa, come meglio specificato nella tabella allegata al decreto medesimo. Ad esempio per un valore fino a 2.528,28, il versamento forfetario è di 63,01 euro Iva compresa mentre per un valore compreso tra 2.528,28 euro e 5.165 euro, il versamento forfetario è di 75,60 euro Iva compresa.

All’Istituto spettano poi anche le spese per le operazioni di vendita e pubblicità, per l’eventuale custodia dei beni asportati, nonché una percentuale in caso di vendita dei beni (ad esempio se i beni sono stati asportati e depositati presso i locali dell’Ivg, spetta il 10% sul valore del pignoramento + le spese vive sostenute dall’Istituto medesimo) o di estinzione della procedura esecutiva (ad esempio se i beni sono stati asportati e depositati presso i locali dell’Ivg, spetta l’8% sul valore del pignoramento + le spese vive sostenute dall’Istituto).

Per quanto attiene, poi, il calcolo del compenso dell’avvocato, esistono delle specifiche tabelle professionali [4]. Per l’atto di precetto bisogna partire dal valore del credito che si richiede.

Quindi, il compenso dell’avvocato per un credito:

  • da 0 a 5.200 euro, è di 135 euro;
  • da 5.201 euro a 26.000 euro, è di 225 euro;
  • da 26.001 euro a 52.000 euro, ammonta a 315 euro, e così via dicendo.

Lo stesso discorso vale per quanto attiene la fase dell’esecuzione mobiliare, per cui esistono dei cosiddetti scaglioni dei valori che determinano la quota di spese legali da applicarsi a seconda dell’ammontare della somma da pignorare. Da ciò consegue che l’onorario del legale per la fase dello studio della controversia e per quella istruttoria e/o di trattazione è pari rispettivamente a:

  • 120 euro e di 60 euro, se il valore è fino a 1.100 euro;
  • 350 euro e a 175 euro, se il valore è compreso tra 1.101 euro e 5.200 euro;
  • 526 euro e 290 euro, se il valore va da 5.201 euro a 26.000 euro, ecc.

Al compenso del legale vanno aggiunti gli accessori di legge, ovvero l’Iva del 22% e la Cassa Previdenza Avvocati al 4%.


note

[1] Il precetto è l’atto con il quale il creditore intima al debitore il pagamento del dovuto nel termine di 10 giorni, con l’avvertimento che in caso contrario, darà inizio all’esecuzione forzata.

[2] Art. 515, cod. proc. civ.

[3] Art. 516 cod. civ.

[4] D.M. n. 55/2014.


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