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Scritte sulla facciata del condominio: conseguenze

4 Aprile 2022 | Autore:
Scritte sulla facciata del condominio: conseguenze

Deturpamento di muri e pareti condominiali: cosa deve fare l’amministratore e come procedere nei confronti del responsabile?

Spero non ti sia mai capitato, uscendo al mattino per andare al lavoro, di trovare la tua auto danneggiata da qualche delinquente che, approfittando del fatto che fosse parcheggiata in strada, ha pensato di rigarti la fiancata o di bucarti le gomme. Il senso di impotenza e di frustrazione che si prova è enorme, non tanto e non solo per il danno economico, ma per il gesto di assoluta vigliaccheria. Tanto può capitare non solo nei riguardi di un veicolo ma perfino di un immobile. Di questo parleremo nel prosieguo dell’articolo, analizzando quali sono le conseguenze delle scritte sulla facciata del condominio.

Come anticipato, i teppisti non prendono di mira solamente le auto e i veicoli lasciati in luogo pubblico, ma anche i muri degli edifici, imbrattandoli con spray colorato, con vernice e in qualsiasi altro modo dannoso. Secondo la Corte di Cassazione [1], il responsabile di scritte sulle pareti di un immobile rischia non solo di dover risarcire i danni, ma anche di essere denunciato e condannato in sede penale, soprattutto se la sua condotta è sistematica ed è rivolta nei confronti di una precisa persona. Vediamo allora quali sono le conseguenze per chi scrive sui muri del condominio.

Rimozione scritte facciata condominiale: chi decide?

Innanzitutto, davanti alle scritte sulla facciata del condominio bisogna porre rimedio, nel senso che l’imbrattamento va rimosso, così da ripristinare l’aspetto dell’edificio.

Se le scritte sono superficiali, nel senso che possono essere rimosse con un lavoro di pulitura o di ritinteggiatura minimi, allora l’amministratore può procedervi senza dover chiedere il permesso all’assemblea: trattandosi di interventi che rientrano nell’ordinaria amministrazione (e, per la precisione, negli “atti conservativi” delle parti comuni), non occorre la previa autorizzazione dei condòmini.

Insomma: quando si tratta di scritte sui muri e piccole riparazioni, l’amministratore agisce senza assemblea.

Il discorso cambia qualora occorra procedere a lavori straordinari, ad esempio perché le scritte hanno intaccato a fondo la parete oppure perché nemmeno la ritinteggiatura riesce a coprirle. In ipotesi del genere, l’amministratore dovrà convocare l’assemblea e concordare i lavori da eseguire.

Scritte facciata condominiale: quali conseguenze?

Davanti agli atti vandalici come le scritte sulla facciata condominiale, oltre a procedere alla riparazione del bene comune occorre identificare i responsabili per agire contro di loro. Ciò ovviamente non è semplice, soprattutto se il condominio non è munito di un sistema di videosorveglianza e non c’è nessuno che ha assistito al fatto.

Se, tuttavia, il responsabile delle scritte sui muri dovesse essere identificato, allora il condominio potrebbe agire contro di lui sia in sede civile che in sede penale. Vediamo quali sono le conseguenze per chi ha sporcato la facciata del condominio.

Conseguenze civili

Dal punto di vista civile, il responsabile delle scritte sulla facciata o su altre parti comuni del condominio deve pagare il risarcimento dei danni. Il risarcimento può essere di due tipi:

  • per equivalente, consistente nel pagamento di una somma di denaro che sia adeguata a riparare il danno;
  • in forma specifica, consistente nell’obbligo, per il danneggiante, di ripristinare lo stato dei luoghi così com’era prima del danno [2].

Il giudice, quindi, potrebbe anche costringere il vandalo a provvedere alla rimozione delle scritte e alla riparazione del muro. Si tratta pur sempre di un risarcimento, pertanto sarà il danneggiante a dover sopportare tutti gli oneri e le spese connessi al ripristino: o provvedendo in prima persona alla reintegrazione della situazione precedente; o corrispondendo la somma di denaro necessaria per l’intervento di ripristino.

Conseguenze penali

Le scritte sulla facciata condominiale possono integrare il reato di danneggiamento di beni esposti alla pubblica fede [3] (dovendosi intendere per tali tutti i manufatti esistenti nel perimetro condominiale direttamente accessibili a chiunque, come portoni, cancelli, muri perimetrali, ecc.) oppure quello di deturpamento dei beni altrui [4].

Secondo la sentenza della Corte di Cassazione, la differenza sta in ciò:

  • se le scritte sono indelebili e non vanno via se non con un intervento straordinario di ristrutturazione, allora si configura il più grave reato di danneggiamento;
  • se le scritte possono essere rimosse senza pregiudizio per il valore del bene, allora si integra il più lieve reato di deturpamento o imbrattamento.

Ma non solo: se le scritte sulla facciata e sui muri del condominio consistono in ingiurie e minacce rivolte nei confronti di una precisa persona, allora scatta anche il reato di stalking [5].

La Cassazione, sempre con la sentenza citata per prima, ha condannato per atti persecutori l’autore di ben 12 scritte ingiuriose nei confronti della vittima, realizzate in soli tre mesi di tempo sia sulla facciata condominiale che sulle pareti interne, e perfino sul portone di casa.

Scritte sulla facciata condominiale: come procedere?

Identificate le forme di responsabilità di chi scrive sulla facciata e sulle pareti condominiali, vediamo ora come procedere contro il colpevole per ottenere il risarcimento e/o per sporgere denuncia.

Sotto il profilo civile, contro l’autore delle scritte il condominio può intentare una causa, promossa direttamente dall’amministratore anche senza il consenso dell’assemblea. Per legge [6], infatti, l’amministratore può agire in giudizio sia contro i condòmini sia contro i terzi, nei limiti delle competenze attribuitegli dalla legge.

Secondo la giurisprudenza [7], l’amministratore ha autonoma legittimazione processuale, attiva e passiva, in ordine alle controversie in materia di risarcimento dei danni, qualora l’istanza appaia connessa o consequenziale alla conservazione delle cose comuni.

Insomma, l’amministratore può agire in difesa delle parti condominiali senza dover attendere l’autorizzazione dell’assemblea.

Sotto il profilo penale, contro il responsabile delle scritte sulla facciata può sporgere denuncia qualsiasi condomino, in quanto trattasi di reato procedibile d’ufficio. Può ovviamente procedere a tanto anche l’amministratore, senza il previo consenso dell’assemblea.

Se, al contrario, si fosse trattato di reato procedibile a querela, l’amministratore avrebbe dovuto ottenere il permesso dell’assemblea.

Per quanto riguarda lo stalking, invece, solo la vittima può sporgere querela, entro sei mesi dall’ultimo atto illecito compiuto (nel caso di specie, dall’ultima scritta realizzata sulle pareti dell’edificio).


note

[1] Cass., sent. n. 11822 del 30 marzo 2022.

[2] Art. 2058 cod. civ.

[3] Art. 635 cod. pen.

[4] Art. 639 cod. pen.

[5] Art. 612-bis cod. pen.

[6] Art. 1131 cod. civ.

[7] Cass., sent. n. 2127 del 29 gennaio 2021.

Photo by Gianandrea Villa on Unsplash


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