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Cosa succede se un avvocato sbaglia?

10 Aprile 2022
Cosa succede se un avvocato sbaglia?

Risarcimento danni per responsabilità professionale: cosa fare per agire contro un avvocato che commette un errore e fa perdere la causa al proprio cliente. 

Il compito di un avvocato non è così semplice come potrebbe apparire a prima vista. Non si tratta solo di sostenere le ragioni del proprio cliente, avvalendosi delle parole più suggestive che possano convincere il giudice, come poeticamente traspare dalla cinematografia e dalla letteratura. L’avvocato deve innanzitutto individuare le norme che si pongono a fondamento dei diritti rivendicati. Deve poi dimostrare i fatti che sono a sostegno di essi, ricercando le relative prove. Ma soprattutto deve rispettare un complesso apparato di regole di procedura che – per quanto, all’inesperto, possono sembrare formali – se violate, determinano spesso la nullità dell’intero processo. 

Da quanto visto è tutt’altro che improbabile che un avvocato commetta un errore. E, il più delle volte, gli errori, anche minimi, possono pregiudicare il successo della causa. Ed allora cosa succede se un avvocato sbaglia? 

Tanto per fare qualche esempio pratico, per perdere il processo può bastare il ritardo di un giorno nel deposito delle note istruttorie, l’errata scelta del tipo di procedura o del giudice competente, l’inesatta indicazione del tipo di azione intrapresa, una notifica effettuata in modo non corretto o al soggetto sbagliato, e così via.

Ed allora cosa succede se un avvocato sbaglia? Per una risposta precisa bisognerebbe comprendere qual è stato l’errore commesso; tuttavia, in linea generale, gli errori non sono quasi mai rimediabili. Questo perché il processo è scandito da fasi e termini: una volta scaduto il tempo per compiere una determinata attività processuale non c’è modo di ripeterla. Né è possibile rimediare in appello, visto che il secondo grado serve solo per correggere gli errori del giudice e non quelli degli avvocati. Ecco allora alcune istruzioni che potranno tornare utili in ipotesi di questo tipo.

Un errore può pregiudicare una causa?

Un errore di procedura pregiudica quasi sempre l’esito della causa. Il che significa che la parte difesa dall’avvocato maldestro perderà il processo e, verosimilmente, dovrà pagare le spese processuali all’avversario. Tuttavia, il più delle volte, l’errore di procedura dà luogo a una «sentenza sul rito», ossia che non si pronuncia sul merito delle ragioni delle parti. E siccome le sentenze sul rito “non fanno giudicato”, ossia consentono alla parte di ricominciare da capo il processo, si potrà ben rimediare con una nuova azione. Tutto da capo quindi, con raddoppio delle spese (e sempre che, nel frattempo, il diritto fatto valere non si sia prescritto).

È invece quasi ininfluente l’errore nell’individuazione degli articoli di legge violati. Se una persona rivendica la lesione del diritto all’immagine e, invece di richiamare l’articolo 10 del Codice civile, per un errore materiale parla dell’articolo 11 non c’è alcun problema: il giudice conosce il diritto e quindi non è vincolato all’indicazione fornita dalla parte. 

Se l’errore riguarda il rispetto dei termini nel deposito di note non c’è la possibilità di rimediare. Tuttavia, se alcune note sono essenziali per vincere la causa (ad esempio le note istruttorie), altre invece lo sono molto meno se non del tutto inutili (ad esempio: le comparse di replica, la precisazione delle domande introduttive, ecc.).  

Si può cambiare un avvocato che sbaglia?

In corso di causa è sempre possibile cambiare avvocato ma, una volta commesso l’errore, il successivo avvocato non potrà correggerlo atteso lo spirare dei termini per il compimento dell’attività processuale. Quindi, il nuovo difensore dovrà proseguire il processo laddove il precedente lo ha lasciato, subendo anche le conseguenze degli sbagli di quest’ultimo. 

Chi paga se un avvocato sbaglia? 

Ogni avvocato deve essere assicurato. Quindi, a risarcire il cliente sarà la relativa assicurazione. Ma il risarcimento viene riconosciuto solo a patto che l’errore dell’avvocato abbia compromesso l’esito della causa. Se, infatti, nonostante l’errore, il processo avrebbe avuto lo stesso decorso, il cliente non può rivendicare il risarcimento. In pratica deve emergere che, senza lo sbaglio, l’assistito avrebbe conseguito un risultato più vantaggioso. Non è pertanto possibile chiedere i danni a un avvocato che sbaglia una causa già persa in partenza perché la parte ha agito in assenza dei presupposti di legge, senza averne diritto o senza avere le prove del proprio diritto.

Naturalmente a fare tale valutazione sarà, in caso di contestazione tra le parti, il giudice a cui il cliente si sia rivolto per ottenere la condanna del proprio avvocato.

E se l’avvocato non è assicurato? Per quanto l’assicurazione obbligatoria sia un obbligo deontologico e di legge, l’avvocato potrebbe aver dimenticato di rinnovare l’assicurazione. In tal caso, del danno sarà responsabile l’avvocato personalmente contro il quale il cliente potrà rivalersi pignorandogli i relativi beni a seguito di una causa di risarcimento del danno. Egli potrà anche segnalare il legale al relativo ordine affinché adotti le relative sanzioni.

Un avvocato che sbaglia ha diritto al pagamento della parcella?

Il cliente deve sempre pagare la parcella a meno che non dimostri che: 

  • l’errore è dipeso dall’avvocato (non è possibile ad esempio rivalersi contro l’avvocato se l’errore nella notifica è stato commesso dall’ufficiale giudiziario o se la mancata produzione di un documento è conseguenza della dimenticanza del cliente);
  • l’errore ha pregiudicato l’esito della causa e quindi ha comportato un danno per il cliente.

Naturalmente, se le parti non si mettono d’accordo, l’avvocato potrà agire contro il cliente moroso per ottenere il pagamento della propria parcella. In quella sede, il cliente dovrà opporsi contestando l’errore dell’avvocato e fornendo le prove che abbiamo appena elencato. Solo all’esito di tale accertamento il giudice potrà valutare se l’errore dell’avvocato ha prodotto un danno ed a quanto ammonta il relativo importo. 

È vero che vincere una causa contro un avvocato è difficile?

Spesso si ritiene che, per vincere una causa contro un avvocato, ci si debba avvalere di un avvocato di un’altra città, possibilmente distante, per evitare che i rapporti di amicizia o di “buon vicinato” possano pregiudicare l’esito del giudizio. Non è infrequente infatti che un avvocato possa rifiutarsi di condurre un giudizio contro un collega dello stesso foro, proprio per via del fatto che spesso i rapporti professionali fanno sorgere rapporti di reciproca collaborazione. 

Questo però non significa che vincere una causa contro un avvocato sia difficile, sempre a patto però di dimostrare che, senza l’errore dell’avvocato, l’esito del giudizio sarebbe stato più vantaggioso, cosa non sempre facile.



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