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Radio ad alto volume: è reato?

4 Aprile 2022
Radio ad alto volume: è reato?

Disturbo alla quiete pubblica: quando si può denunciare chi lascia lo stereo alto e molesta i vicini di casa. 

C’è chi, con l’autoradio dell’auto, dà fastidio a tutto il vicinato. E chi invece aziona lo stereo in casa facendo in modo che i vicini ascoltino il frastuono della musica. Un comportamento del genere si può punire penalmente? Si può denunciare chi lascia la radio ad alto volume? Sul punto la legge è molto generica, limitandosi a dire che il reato di disturbo alla quiete pubblica scatta tutte le volte in cui, tramite schiamazzi o rumori, o abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, si disturbano le occupazioni o il riposo delle persone o gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici.

A fronte però di una definizione tanto ampia, la giurisprudenza ha fornito dei chiarimenti pratici, stabilendo quali sono i comportamenti che possono costituire reato. Si tratta delle ipotesi in cui il rumore può arrivare a un numero indeterminato di persone, ossia tanto ampio da non poter essere individuato con precisione, indipendentemente dal fatto che queste si lamentino o meno. Dunque, tenere la radio ad alto volume è reato? Tutto dipende da quanto forti sono le immissioni acustiche e fino a dove possono arrivare. Cerchiamo di fare il punto della situazione alla luce di una recente pronuncia della Cassazione [1].

Quando il rumore è reato

Fare rumore è reato quando il frastuono non giunge solo all’orecchio dei diretti “confinanti” ma quando possa essere percepito da un numero indeterminato di persone. Per esempio, laddove la radio possa essere ascoltata da tutto il condominio e/o dai residenti nel circondario siamo in presenza di un reato, passibile di denuncia. Non a caso si parla di «disturbo alla quiete pubblica»: nell’aggettivo «pubblica» si percepisce l’intento del legislatore di tutelare non già la tranquillità di una o poche persone ma della collettività.

Il reato di disturbo alla quiete pubblica è perseguibile d’ufficio, ossia indipendentemente dal numero di persone che si siano lamentate. Anche in assenza di una segnalazione da parte di privati, pertanto, la polizia potrebbe comunque agire per punire il colpevole laddove si accorga di schiamazzi particolarmente forti.

Quando il rumore non è reato

Il rumore, pur rimanendo illecito e comunque vietato, non è reato quando giunge all’orecchio di poche persone, facilmente individuabili, come ad esempio il vicino del pianerottolo o il condomino del piano inferiore. In questi casi siamo dinanzi un illecito civile che può essere perseguito non già con una denuncia bensì con un’azione dinanzi al tribunale ordinario, a cura e spese della vittima. Questa dovrà avvalersi di un avvocato affinché promuova un ricorso d’urgenza contro il molestatore e ottenga dal giudice un’intimazione di cessazione della condotta.

Se poi si riesca a dimostrare un danno effettivo e concreto alla qualità della vita (non insito e presumibile nel semplice fatto dell’illecito) si può anche chiedere il risarcimento del danno.

Quando la radio ad alto volume è reato

Alla luce di quanto abbiamo appena detto, anche la radio ad alto volume, così come lo stereo dell’auto o qualsiasi altro strumento acustico, può integrare il reato di disturbo alla quiete pubblica laddove il rumore sia percepibile da un ampio numero di persone. E difatti l’articolo 659 del Codice penale non fa distinzione di strumenti: il rumore provocato dalla voce o da un amplificatore è equiparabile a quello realizzato tramite strumenti sonori o di segnalazioni acustiche (ad esempio il clacson dell’auto).

Alla luce di quanto sopra, la Cassazione ha ritenuto sussistente il reato di disturbo alla quiete pubblica nel caso di chi usa la radio a tutto volume per disturbare i vicini.

La vicenda riguarda una condòmina condannata dal tribunale all’ammenda per il reato dell’articolo 659 Codice penale poiché aveva abusato di strumenti sonori e aveva recato con tali rumori, disturbo alla quiete e al riposo delle persone. La sentenza veniva confermata anche in Cassazione. I giudici hanno fondato la responsabilità sulla base delle prove testimoniali, dei vicini e dei vigili del fuoco giunti sul posto, i quali avevano attestato che i suoni provenienti dall’abitazione incriminata avevano superato i limiti di tollerabilità.

Qual è il volume consentito per la radio?

La legge non dice quanto debba essere alto il volume dello stereo per costituire reato. L’articolo 844 del Codice civile stabilisce solo che non possono essere vietati i rumori rientranti nella normale tollerabilità, lasciando poi al giudice individuare concretamente tale parametro. Tutto quindi si basa su una serie di elementi come: 

  • l’entità del rumore e della sua capacità di penetrare le pareti; 
  • la durata del rumore: è tollerabile un volume alto per pochi secondi; non lo è quello per un’ora; 
  • il luogo ove il rumore viene prodotto: in una zona disabitata o di campagna manca l’elemento della “pluralità di persone” per integrare il disturbo alla quiete pubblica rispetto invece a una zona del centro urbano;
  • l’orario in cui viene prodotto il rumore: durante il giorno i rumori esterni alzano la soglia della tollerabilità rispetto alla notte in cui vi è più silenzio ed è quindi facilmente percepibile qualsiasi schiamazzo.

La giurisprudenza ha elaborato un sistema pratico, stabilendo che sono da ritenere «intollerabili» i rumori che superano di 3 decibel i rumori provenienti dall’esterno dell’appartamento (i cosiddetti rumori di fondo).


note

[1] Cass. ord. n. 7306/2022.


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