Diritto e Fisco | Articoli

Articolo 136 Costituzione: spiegazione e commento

5 Aprile 2022
Articolo 136 Costituzione: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 136 sugli effetti che produce la dichiarazione di illegittimità di una norma da parte della Corte costituzionale.

Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.

La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinché, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali.

La dichiarazione di illegittimità costituzionale di una norma

L’articolo 136 della Costituzione stabilisce quali sono gli effetti che produce la dichiarazione di illegittimità di una norma o di una legge da parte della Corte costituzionale. Ma che cosa si intende per illegittimità costituzionale?

Questo concetto consiste nell’accertamento di un vizio di legge che può essere di due tipi:

  • il vizio formale, riscontrato in una norma che non ha rispettato il procedimento di formazione;
  • il vizio sostanziale, che si manifesta quando il contenuto della legge è in contrasto con una precedente norma costituzionale o quando il provvedimento è stato approvato da chi non ne aveva la competenza.

Nel dettaglio, e per quanto riguarda la sostanza, una legge può essere dichiarata illegittima per:

  • incompetenza, cioè perché viene fatta da chi non ne ha il potere, come appena detto;
  • eccesso di potere, vale a dire quando il legislatore va oltre i poteri che la Costituzione gli attribuisce o ne fa cattivo uso (ad esempio, quando la legge prevede una disparità di trattamento, un travisamento dei fatti, ecc.);
  • violazione della legge costituzionale: in questo caso, la norma contestata trasgredisce un principio stabilito dalla legge fondamentale.

Gli effetti dell’illegittimità costituzionale di una legge

La legge dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale perde subito efficacia e, pertanto, cessa di esistere dal giorno dopo la data di pubblicazione della sentenza. Tuttavia, la decisione della Consulta non produce i suoi effetti solo da quel momento in poi ma hanno anche effetto retroattivo. In questo modo, dunque, la legge incriminata non potrà essere più utilizzata nei rapporti che, pur essendo in atto prima della pronuncia della Corte, sono o possono essere oggetto di un processo (i cosiddetti rapporti pendenti). È quello che si chiama tecnicamente «efficacia erga omnes». C’è solo qualche eccezione, che riguarda i rapporti definiti da sentenze non impugnabili o soggetti a prescrizione e decadenza.

L’articolo 136 della Costituzione stabilisce anche che la decisione della Corte costituzionale circa l’illegittimità di una legge venga immediatamente comunicata agli organi legislativi competenti, cioè alle Camere o al Consiglio regionale che ha approvato il provvedimento in questione. In questo modo, Parlamento e Regioni potranno adottare gli interventi necessari in vista della pronuncia della Consulta, cioè dell’abrogazione della legge stessa o della richiesta di una sua correzione o integrazione.

È importante sottolineare che le sentenze della Corte costituzionale non rinnovano il diritto oggettivo, cioè non introducono nuove norme nel nostro ordinamento. Le pronunce della Consulta si limitano a riaffermare i princìpi ed i valori stabiliti dalla Costituzione. Pertanto, la Consulta non ha una funzione in sé legislativa ma potremmo dire «confermativa» di quello che il testo costituzionale già prevede. La Corte, di conseguenza, può determinare la necessità di bloccare un provvedimento che non rispetti, ad esempio, il diritto dei cittadini alla libertà personale, alla salute, all’istruzione, alla difesa, alla gestione imparziale dell’amministrazione della giustizia, al lavoro, ecc. I giudici costituzionali non fanno delle leggi nuove ma valutano se quelle già approvate sono coerenti con quanto scritto nella Costituzione.

Per questo motivo, la Corte costituzionale può intervenire solo quando la legge che verrà sottoposta al suo giudizio è già stata approvata dall’organo competente e non quando è ancora in discussione. In questo modo, si evitano pericolose incursioni in territori altrui che potrebbero mettere a repentaglio l’autonomia e l’indipendenza dei vari poteri.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube