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Autovelox: multa nulla anche se il verbale attesta che l’apparecchio era visibile

15 Settembre 2014
Autovelox: multa nulla anche se il verbale attesta che l’apparecchio era visibile

Non ha fede privilegiata la dichiarazione della polizia su questioni che rientrano nella “percezione sensoriale” dei pubblici ufficiali: è il Comune a dover provare che la postazione fosse evidente per i veicoli in transito.

Ecco una buona notizia per le tante vittime di autovelox collocati “a tradimento” sui margini delle strade, dietro curve a gomito o nascosti in auto civetta. Se anche il verbale attesta (falsamente) che l’apparecchio di controllo elettronico della velocità era chiaramente visibile, tale dichiarazione della volante può essere facilmente sconfessata dall’automobilista attraverso il ricorso al giudice di pace.

Addio multa, quindi, nonostante gli agenti della polizia municipale scrivano chiaro e tondo che l’accertamento è in regola e la postazione dell’autovelox sia visibile a tutti i veicoli in transito: tale affermazione contenuta nel verbale non può considerarsi inoppugnabile (per dirla in termini giuridici, “non fa piena fede fino a querela di falso”, ossia non è assistita da valenza probatoria privilegiata, come invece tutte le altre attestazioni di pubblici ufficiali).Si tratta, infatti, di valutazioni non oggettive che rientrano “percezione sensoriale” degli agenti, quindi confutabili dall’automobilista.

Lo ha detto una interessante sentenza del Giudice di Pace di Vasto (prov. Chieti) [1].

È allora l’ente che ha elevato la contravvenzione (nel caso di specie il Comune) a dover fornire la prova contraria circa, cioè, la piena visibilità dell’autovelox. Diversamente, in mancanza di tale dimostrazione, il giudice può annullare la multa.


note

[1] G.d.P. Vasto, sent. n. 246/14, dott. Notaro.


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