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Come vengono avvisati gli eredi di un testamento?

6 Aprile 2022
Come vengono avvisati gli eredi di un testamento?

Come avviene la pubblicazione del testamento e come fa il notaio ad avvisare gli eredi dell’apertura della successione ereditaria.

Come vengono avvisati gli eredi di un testamento? Chi li chiama, chi li convoca per la divisione dei beni del defunto non appena questi è passato a miglior vita? E come fanno a sapere della presenza di un patrimonio da dividere? Di tanto si occupa il nostro Codice civile che scandisce le fasi e le procedure necessarie alla lettura e pubblicazione del testamento. Ecco alcune istruzioni pratiche che potranno tornare utili.

Cosa deve fare chi ha un testamento?

L’articolo 620 del Codice civile dispone che chiunque è in possesso di un testamento olografo (quello cioè redatto dal defunto e da questi custodito personalmente o consegnato a persone di fiducia), appena avuto notizia della morte del testatore, deve presentarlo a un notaio affinché proceda alla sua pubblicazione. Con la pubblicazione vengono convocati tutti gli eredi per la lettura del testamento.

Se si ha notizia del fatto che uno degli eredi è in possesso del testamento ma si attarda a consegnarlo al notaio, è possibile presentare un ricorso al giudice affinché gli assegni un termine ultimo per portare a termine tale adempimento.

In presenza invece di un testamento pubblico, quello cioè redatto e custodito direttamente dal notaio, quest’ultimo non è tenuto a sapere della morte del testatore, a fare cioè indagini sulla sua eventuale scomparsa. Né esiste un ente pubblico (come il Comune) a comunicarglielo. Saranno gli eredi quindi a dover informare il notaio affinché proceda alla successiva pubblicazione del testamento.

Come vengono avvisati gli eredi di un testamento?

È quindi il notaio, a cui sia stato consegnato il testamento, a convocare tutti gli eredi citati nel testamento stesso. E ciò avviene, come detto, all’atto della cosiddetta “pubblicazione del testamento”. La pubblicazione del testamento, ossia la sua lettura in presenza degli eredi, è un’attività che può svolgere solo il notaio a cui gli eredi hanno consegnato l’originale del testamento.

Senza la pubblicazione del testamento è verosimile che un erede possa non venire a conoscenza dell’esistenza del testamento. Tuttavia, è possibile querelare chi occulta il testamento, essendo tale comportamento un reato.

Come avviene la pubblicazione del testamento?

Più in particolare, la pubblicazione del testamento avviene attraverso la redazione da parte del notaio, alla presenza di due testimoni, di un verbale, nel quale viene descritto lo stato del testamento, ne viene riprodotto integralmente il contenuto e si fa menzione della sua apertura, se lo stesso è stato presentato chiuso.

Il testamento olografo viene allegato in originale al verbale di pubblicazione, insieme a un estratto per riassunto di atto di morte, e vidimata in ogni mezzo foglio.

Se il testamento è stato consegnato dal testatore stesso, quando ancora era in vita, ad un notaio in via fiduciaria, sarà quest’ultimo a dover procedere alla sua pubblicazione: pubblicazione che avverrà necessariamente presso il suo studio, essendo vietato per legge spostare il testamento in altro luogo.

La legge prevede che, avvenuta la pubblicazione, il testamento olografo ha esecuzione: concretamente, questo significa che il patrimonio dovrà essere devoluto agli eredi e ai legatari secondo le indicazioni date dal testatore.

Il notaio deve procedere alla trascrizione dei legati che abbiano a oggetto immobili, nonché dell’accettazione di eredità che comporti l’acquisto dei diritti stessi.

Per poter disporre dei beni ereditari, occorre aver pubblicato il testamento e aver presentato la “Dichiarazione di Successione” all’Agenzia delle Entrate, adempimento ulteriore questo per il quale c’è il termine di un anno dalla data del decesso.

Si può fare a meno di pubblicare un testamento?

Non è necessario consegnare il testamento al notaio per la pubblicazione se tutti gli eredi sono d’accordo e intendono dividere bonariamente i beni del defunto secondo la volontà di quest’ultimo. Se nel patrimonio sono presenti immobili, è necessario procedere alla voltura presso il Catasto.

Tuttavia, proprio in presenza di immobili, l’attività del notaio è, prima o poi, necessaria. Difatti, in un primo momento, il passaggio di proprietà al Catasto consente all’erede di utilizzare il bene. Ma, nel momento in cui questi dovesse decidere di venderlo o donarlo, dovrà recarsi dal notaio il quale, prima di trascrivere tale cessione, procederà a effettuare la trascrizione del precedente passaggio di proprietà avvenuto con la successione (ossia dal defunto all’erede). Senza sanare tale mancanza, infatti, non è possibile intestare il bene ad altri soggetti. Questo perché qualsiasi cessione richiede che sia stato previamente trascritto il precedente passaggio di proprietà del bene, per garantire la continuità delle trascrizioni di tutti i trasferimenti del bene.



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