Cronaca | News

La minaccia cinese: Pechino chiede lo stop alle sanzioni economiche

7 Aprile 2022
La minaccia cinese: Pechino chiede lo stop alle sanzioni economiche

Forse è stata la guerra a mettere il campanello d’allarme. L’Europa e l’Italia si sono svegliati sulla minaccia cinese. È quanto emerge dall’inchiesta globale “Freedoms at Risk: The Challenge of The Century” (Libertà a rischio: la sfida del secolo), in cui viene analizzata la percezione dell’opinione pubblica delle minacce alle democrazie in 55 Paesi, realizzata dall’International Republican Institute (Usa) e dalla Fondation pour l’Innovation politique (Francia) insieme alla Community of Democracies (organizzazione intergovernativa), la Konrad-Adenauer-Stiftung (Germania), il Genron Npo (Giappone), la Fundación Nuevas Generaciones (Argentina) e la República do Amanhã (Brasile).

La pubblicazione verrà presentata per la prima volta in Italia dalla Fondazione Farefuturo, presieduta da Adolfo Urso, e dall’International Republican Institute (Iri), oggi pomeriggio alle ore 15 nella Sala capitolare del Senato. Il 65% degli Italiani crede alla minaccia cinese (+21% sul 2019).

Ucraina: Cina, ‘immagini Bucha inquietanti ma verità va verificata’

Nel frattempo, la posizione della Cina sulla guerra in Ucraina resta formalmente neutra. In merito ai massacri e ai presunti crimini di guerra commessi dai russi, di recente, Pechino ha invitato “tutte le parti a esercitare moderazione” fino a quando non saranno diffusi i risultati dell’indagine” sulle atrocità commesse a Bucha, in Ucraina: lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian, aggiungendo sulle accuse mosse da Kiev contro le truppe russe che “la verità deve essere scoperta e qualsiasi accusa deve essere basata sui fatti”. Pechino, ha aggiunto Zhao, “attribuisce grande importanza alla situazione umanitaria in Ucraina ed è estremamente preoccupata per le conseguenze sui civili. I resoconti e le immagini sulla loro morte nella città di Bucha sono molto inquietanti”.

Von der Leyen, ‘Cina non può essere neutrale, ha responsabilità per pace’

Pechino chiede agli Usa di dimostrare il proprio impegno per la soluzione della crisi revocando le misure imposte alla Russia, e dal fronte opposto il leader di Kiev Zelensky torna a mostrare insofferenza per “l’indecisione” da parte di Bruxelles che trova il “consenso” da parte di tutti i Paesi membri sul quinto pacchetto ma rinvia a domani la decisione per approfondire alcune “decisioni tecniche”.

“Alla Cina abbiamo detto che per noi è cruciale che abbia una posizione chiara contro la scelta di Putin di massacrare civili e contro i principi fondamentali dell’ordine mondiale”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dicendo che ”in quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, la Cina ha una responsabilità speciale per la pace e la sicurezza nel mondo”. Inoltre, ha aggiunto, “nessuno può essere neutrale quando ci sono aggressioni brutali contro i civili. Dobbiamo anche decidere come trattare queste violazioni nel mondo e la Cina deve prendere una posizione chiara”.

“Dopo Bucha l’Unione europea è decisa a sostenere l’Ucraina più che mai”, ha detto spiegando che “questo è il messaggio che porteremo nell’incontro con Zelensky questa settimana”.

L’Ue si è impegnata con una sua squadra “a raccogliere le prove per portare davanti alla giustizia gli autori di questi crimini, che devono pagare”, ha detto von der Leyen. “Siamo a fianco degli ucraini, di quelli che lottano per la loro terra e dei milioni che stanno fuggendo. Faremo in modo che possano tornare”, ha aggiunto.

Ue-Cina: Tajani, ‘Via della Seta progetto pericolosissimo’

“Il progetto cinese è un progetto egemonico che non possiamo accettare passivamente. Punta ad invadere anche il nostro mercato europeo e la Via della Seta è un progetto pericolosissimo, che va bloccato nei suoi aspetti più inquietanti”. Così il presidente della commissione Afco del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, critica la Belt and Road Initiative, il progetto infrastrutturale globale voluto da Xi Jinping, durante la plenaria a Strasburgo ieri sera. “Negli ultimi anni – continua – la presenza cinese in Africa e Sudamerica ha sconvolto i mercati delle materie prime, danneggiando aziende e cittadini europei. Per arginare questo fenomeno è necessario riscrivere le regole dell’Omc. Ma non basta: dobbiamo anche ripensare l’accordo Ue-Cina sugli investimenti. Serve un quadro legislativo certo per le nostre imprese e per chi opera in Europa. Dobbiamo difendere gli interessi europei con più forza”, conclude.



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