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Incidente: il passeggero ha sempre diritto al risarcimento?

7 Aprile 2022 | Autore:
Incidente: il passeggero ha sempre diritto al risarcimento?

Che succede se un terzo trasportato si fa male a causa di un sinistro provocato dalla persona con cui viaggiava? E se il conducente non aveva la patente?

Ogni veicolo in circolazione, come noto, è obbligato ad avere attiva l’assicurazione Rc auto. Grazie alla polizza sulla responsabilità civile, infatti, in caso di incidente sarà la compagnia assicurativa e non l’automobilista che ha provocato il sinistro a risarcire il danno del conducente che si trova dalla parte della ragione. Che succede, però, se a bordo dei veicoli c’erano altre persone? Quando si verifica un incidente, il passeggero ha sempre diritto al risarcimento, ammesso che abbia subìto un danno?

Le domande che si pongono, in realtà, sono due. La prima, se l’assicurazione obbligatoria, cioè la Rc auto, copre anche il danno del passeggero o solo quelli riportati dal veicolo e dal conducente con la ragione in tasca. E la seconda, se il passeggero ha diritto al risarcimento sempre e comunque, cioè anche se viaggiava a bordo della macchina che ha provocato l’incidente.

Recentemente, la Cassazione si è pronunciata di nuovo sull’argomento. Vediamo come stanno le cose.

Assicurazione Rc auto: che cosa copre?

L’assicurazione Rc auto è la polizza obbligatoria che tutti i proprietari dei veicoli a motore devono stipulare prima di mettersi in circolazione con la propria macchina. Si tratta di un contratto firmato con la compagnia assicurativa per la copertura, in cambio del pagamento di un premio, dei danni causati a terzi in un incidente stradale. Ecco perché viene chiamata polizza sulla responsabilità civile.

Significa che chi è assicurato e provoca un sinistro non deve risarcire il danno alla controparte, poiché il contratto prevede che sia l’impresa di assicurazioni a farlo.

Sono coperte dalla polizza sia l’auto che subisce il danno sia le terze persone coinvolte nell’incidente. La polizza, invece, non interviene sui soggetti non considerati «terzi», vale a dire:

  • il conducente del veicolo che ha causato l’incidente (è escluso anche il danno alla sua auto);
  • il proprietario, l’usufruttuario, l’acquirente con patto di riservato dominio e il locatario del veicolo concesso in leasing;
  • il coniuge non legalmente separato, il convivente, gli ascendenti e discendenti e i parenti e affini entro il terzo grado dei soggetti sopra indicati;
  • i soci a responsabilità limitata e, se conviventi o a loro carico, i soggetti appena indicati, nel caso in cui l’assicurato sia una società.

La polizza Rc auto è valida per un anno ed è vietato il tacito rinnovo: l’automobilista deve fare esplicita richiesta di rinnovo ed è libero di cambiare compagnia. La copertura resta attiva per i 15 giorni successivi alla data di scadenza e decorre dalle ore 24 del giorno in cui è stato pagato il premio.

Sono obbligatori gli sconti sul costo della polizza nel caso in cui:

  • vengano installati nell’auto dispositivi elettronici di sicurezza, come la scatola nera o l’alcolock;
  • il veicolo venga fatto ispezionare a spese dell’impresa;
  • l’automobilista sia virtuoso (non causi degli incidenti nel corso dell’anno) e risieda in province a maggiore tasso di sinistrosità.

Assicurazione Rc auto: il passeggero è coperto?

Abbiamo visto l’elenco dei soggetti non coperti dalla polizza Rc auto obbligatoria. Tuttavia, se uno di loro viaggia come passeggero, ha diritto al risarcimento del danno?

Per legge, il passeggero ha sempre diritto ad essere risarcito, che si tratti di un viaggiatore a pagamento (come il cliente di un taxi) o di un amico o parente del conducente. Pertanto, la compagnia di assicurazioni non può negare la copertura a chi viaggiava all’interno del veicolo e si è fatto male. Il risarcimento interessa non solo il danno fisico ma anche quelli patrimoniali o morali. Ad esempio, se nell’urto si rompe il computer del passeggero, l’assicurazione dovrà risarcire anche il valore di quel danno.

Altro punto da chiarire: non importa su quale auto viaggiasse il passeggero. Anche se si trovava a bordo del veicolo che ha causato l’incidente, ha comunque diritto al risarcimento del danno subìto. Non bisogna dimenticare, infatti, che il passeggero non ha alcuna responsabilità sulla condotta di chi si trova al volante, pertanto, non è lui a provocare direttamente il sinistro.

Tutto ciò ci dice che il trasportato ha diritto al risarcimento immediato, ancor prima che le compagnie di assicurazione stabiliscano a chi va attribuita la colpa dell’incidente.

Il passeggero va risarcito se il conducente non aveva la patente?

Che succede, invece, se una persona che non ha mai avuto la patente si mette alla guida, provoca un incidente e nell’urto si fa male la persona che viaggiava con lui? C’è la copertura della polizza Rc auto? Il passeggero ha diritto al risarcimento del danno?

Una recente sentenza della Cassazione [1] ha stabilito che non sono valide le clausole in grado di escludere il risarcimento al terzo trasportato, nemmeno se quest’ultimo è il proprietario del veicolo e chi si è messo al volante non aveva il permesso di guida.

Poniamo un esempio simile a quello di cui si è occupata la Suprema Corte. Si immagini che il proprietario della macchina si senta male a casa sua e che abbia bisogno di essere portato in ospedale. Non essendoci un’ambulanza disponibile a breve termine e non essendoci nessun altro in famiglia con la patente, il figlio decide, comunque, di caricare il padre in auto e di portarlo al pronto soccorso, memore di avere fatto con lui qualche lezione di guida.

Nel tragitto, però, sbanda e fa un incidente. Il padre, che viaggiava sul sedile del passeggero, riporta dei danni. L’assicurazione risarcisce?

Secondo la Cassazione, sì. Si legge nella sentenza: «In tema di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli a motore, la previsione di una clausola di esclusione della garanzia assicurativa per i danni cagionati dal conducente non abilitato alla guida non è idonea, di per sé, ad escludere l’operatività della polizza assicurativa in favore della vittima, trasportata a bordo del veicolo al momento dell’incidente ed assicurata per la guida di tale veicolo». La Cassazione, dunque, conferma il diritto al risarcimento del passeggero, anche qualora «l’assicurato vittima fosse consapevole del fatto che la persona che egli ha autorizzato a guidare il veicolo non era assicurata a tal fine».


note

[1] Cass. sent. n. 11246/2022 del 06.04.2022.


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