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Quante lauree si possono prendere in contemporanea?

7 Aprile 2022 | Autore:
Quante lauree si possono prendere in contemporanea?

Un Regio decreto del 1933 vietava di frequentare più di un ateneo. Ma le cose sono cambiate ed è possibile usufruire di nuove esenzioni dalle tasse.

C’è chi ci prova per anni e non ci riesce e chi, nell’arco di un quinquennio, è capace di rendere il doppio. Per quanto possa apparire un ragionamento antipatico, il mondo è sempre stato fatto così: qualcuno è particolarmente negato e qualcuno è particolarmente intelligente. Tanto da essere in grado di frequentare più corsi universitari per diventare dottore in diverse specialità. Ma la legge lo consente? Quante lauree si possono prendere in contemporanea? Esiste un limite?

Recentemente, il Senato ha approvato in via definitiva un disegno di legge che cancella una storia lunga una novantina di anni, cioè un Regio decreto del 1933 che costringeva gli studenti, anche quelli maggiormente «svegli», a iscriversi ad un corso di laurea per volta. Adesso, chi è particolarmente dotato o chi se la sente di provare, può bruciare i tempi e mettersi più di una laurea in tasca nella metà degli anni. Con enormi vantaggi sul mercato del lavoro: essere plurilaureato a 24-25 anni apre indubbiamente molte più porte.

Il divieto di iscriversi a più di una facoltà

In Italia, ce ne sono di vecchie leggi ancora in vigore. Una di queste è il Regio decreto del 1933 in virtù del quale gli studenti sono costretti a frequentare un’università per volta. Il che significa ottenere una laurea per volta.

Recitava la norma risalente agli anni ’30 dello scorso secolo: «È vietata l’iscrizione contemporanea a diverse Università e a diversi Istituti di istruzione superiore, a diverse Facoltà o Scuole della stessa Università o dello stesso Istituto e a diversi corsi di laurea o di diploma della stessa Facoltà o Scuola».

Insomma: il Regio decreto non solo vietava di iscriversi a due facoltà della stessa università ma anche a due atenei diversi. L’ipotesi di conseguire più lauree in contemporanea, dunque, non era contemplata.

Tale divieto era tutto italiano: in altri Paesi, infatti, nulla impedisce di puntare ad ottenere due lauree insieme.

La nuova norma su più lauree in contemporanea

Il Regio decreto del 1933, che ormai avrà le pagine ingiallite dal tempo, è andato definitivamente in soffitta a prendere la polvere dopo l’approvazione definitiva di un disegno di legge che consente di iscriversi contemporaneamente a due corsi di laurea.

Nel dettaglio, è possibile iscriversi a due diversi corsi di laurea, di laurea magistrale o di master, anche presso più università, scuole o istituti superiori ad ordinamento speciale. La stessa possibilità è prevista anche per due corsi di diploma accademico, di primo o di secondo livello, presso le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica. Non è, invece, consentita l’iscrizione contemporanea ai corsi appartenenti alla stessa classe.

Esenzione dai contributi universitari

Parallelamente, il disegno di legge ha ampliato l’esenzione dal contributo universitario per la seconda iscrizione quando non viene pagato nemmeno per la prima. In sostanza, chi frequenta contemporaneamente due università potrà beneficiare «degli strumenti e dei servizi a sostegno del diritto allo studio» per una sola iscrizione, eletta dallo studente, «fermo restando l’esonero, totale o parziale, dal versamento del contributo onnicomprensivo annuale, che si applica a entrambe le iscrizioni, in presenza dei requisiti previsti». Si attende, a tal proposito, un decreto del ministero dell’Università e della Ricerca sulle modalità per consentire la doppia iscrizione.

Ad oggi, sono i vari atenei a decidere se, come e quando attuare l’esonero dal pagamento delle tasse universitarie. In alcuni casi, ad esempio, sono esentati gli studenti che ottengono alla Maturità un voto di 100/100 e lode. In altre realtà, invece, chi supera l’esame di Stato alla fine del liceo con il punteggio massimo ottiene solo una riduzione dei contributi da versare.

È esonerato anche chi si iscrive al primo anno e presenta un Isee non superiore a 20.000 euro, poiché rientra nella no tax area. Chi ha un Isee al di sopra di questa soglia, può ottenere uno sconto pari a:

  • l’80% con Isee tra 20.000 e 22.000 euro;
  • il 50% con Isee tra 22.000 e 24.000 euro;
  • il 30% con Isee tra 24.000 e 26.000 euro;
  • dal 20% al 10% con Isee tra 26.000 e 30.000 euro.

Per gli anni successivi al primo, l’esonero dal pagamento delle tasse universitarie è legato al merito, in base ai crediti formativi conseguiti durante l’anno:

  • non meno di 10 Cfu nel secondo anno entro il 10 agosto;
  • non meno di 25 Cfu nei 12 mesi antecedenti il 10 agosto che precede l’iscrizione per gli anni successivi al secondo.

C’è, poi, l’esenzione per invalidità di almeno il 66% e per disabilità certificata ai sensi della legge 104 senza limiti Isee. Occorrerà presentare il relativo certificato rilasciato dall’Asl.



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