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Sfratto via Pec: serve l’avviso di notifica con raccomandata

16 Settembre 2014
Sfratto via Pec: serve l’avviso di notifica con raccomandata

L’invio telematico all’account che risulta dal registro pubblico Ini-Pec non è assimilabile alla consegna a mano.

Oggi si fa tutto con la Pec (la posta elettronica certificata): si spediscono email con valore di raccomandate a.r., si notificano multe e cartelle di pagamento di Equitalia, si consegnano anche gli atti processuali. Ma non si può (almeno per ora) sfrattare l’inquilino. A dirlo è stata una recente ordinanza del Tribunale di Modena [1].

Va bene il processo civile telematico; va anche bene l’informatizzazione delle cancellerie: ma la casa è un bene prezioso e non si può rinunciare alla certezza che l’inquilino abbia preso effettiva e cosciente visione della intimazione di sfratto notificatagli dal locatore.

Pertanto, lo sfratto non può essere annunciato via Pec, anche se l’indirizzo di posta certificata risulti ufficialmente dal registro pubblico Ini-Pec. La legge [2] consente all’ufficiale giudiziario di effettuare la notifica dello sfratto solo a mezzo del servizio postale o, al massimo, a mani proprie dell’inquilino. Ma mai si possono sostituire queste forme di comunicazioni con altre equipollenti. Non bisogna infatti dimenticare gli effetti che la mancata presenza del conduttore all’udienza di convalida dello sfratto potrebbe comportare: il giudice, infatti, sarebbe tenuto a convalidare lo sfratto, autorizzando il padrone di casa a procedere in via esecutiva.

È vero. Se l’avvocato del locatore sbaglia e, non conoscendo la norma, notifica lo sfratto con Pec, tutto ciò che può succedere è che il giudice disponga la rinnovazione della notifica: il che, in pratica, non significa vincere la causa di sfratto, ma semplicemente guadagnare qualche settimana (o mese).

L’adempimento dell’avviso da parte dell’ufficiale giudiziario, per volere del legislatore, deve essere compiuto in tutte le altre ipotesi, compreso il caso in cui l’intimazione arriva per posta elettronica certificata: la Pec è sì email con valore legale, ma non può risultare paragonabile alla consegna “sue proprie mani”. Non resta che procedere alla rinnovazione.


note

[1] Trib. Modena, ord. del 23.07.2014.

[2] Art. 660 cod. proc. civ.


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