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Orrore a Bucha: madri si offrono ai soldati al posto dei figli

7 Aprile 2022 | Autore:
Orrore a Bucha: madri si offrono ai soldati al posto dei figli

Le donne raggiungono i luoghi in cui i militari tengono i bambini per provare a salvare i piccoli. Ma un testimone racconta: «Tutti stuprati».

L’orrore di Bucha che ha indignato il mondo intero nasconde altri drammi invisibili, rimasti nei covi in cui i soldati russi nascondono i bambini, laddove le telecamere non arrivano ma tutto resta celato tra le mura degli edifici bucati dalle bombe e dai proiettili della guerra. Le madri della città ucraina diventata uno dei simboli del conflitto hanno provato a salvare i loro bambini, le loro bambine. Sono andate «nella scuola dove si nascondevano i bambini e le ragazzine e si sono offerte ai soldati russi, ai ceceni, al posto delle ragazzine». Per salvarle.

Vano tentativo: «Purtroppo non è servito, purtroppo sono state stuprate le madri e i loro bambini, le loro bambine”. Lo denuncia ad Adnkronos Taras Lazer, professore di lingua e letteratura italiana presso la facoltà di filologia della Borys Grinchenko Kyiv University, andato a Bucha dopo il ritiro delle truppe russe. «Ho pianto insieme alla gente di Bucha, non riuscivo a capire come fosse possibile tutto questo», racconta, parlando di «case distrutte completamente o colpite parzialmente».

Tra queste case anche «la casa di mia sorella, ho rivisto la sua finestra ma non ci hanno fatto entrare, i russi hanno minato le strade e le case». La sorella dell’accademico e sceneggiatore «è rimasta nascosta nei rifugi a Bucha, ma ora è in Europa».

E «le persone che ho incontrato – continua il professore – erano tutti anziani, donne e uomini, che hanno deciso di rimanere. Dopo essere uscite dai rifugi hanno baciato i soldati ucraini, hanno baciato il pane». A loro, in queste settimane, era rimasto ben poco da magiare. «Dalle loro case i russi e ceceni hanno rubato di tutto. Dalla televisione alla vodka», racconta.

Lazer, a Bucha, ha rivissuto i suoi luoghi, «le mie strade preferite». Il parco dove portava la figlia Anna, ora al sicuro a Berlino insieme alla moglie. «Bucha è una zona molto tranquilla con tante famiglie giovani e progressiste, dove ci sono tante scuole e asili nido, case nuove in cui è spettacolare vivere», dice usando il presente e ricordando la sua casa, vicino al parco. «Mi hanno raccontato che i russi e i ceceni sono rimasti sorpresi a vedere quelle case tutte nuove, i supermercati, hanno rubato di tutto».



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