Cronaca | News

Come si vince una guerra con le emozioni e le immagini

8 Aprile 2022
Come si vince una guerra con le emozioni e le immagini

Ucraina: psichiatri, ‘guerre si vincono su emozioni e immagini sublimano crimini’. Di Giannantonio (Sip), ‘manipolarle in un teatro della comunicazione è l’insulto più grande’.

Le immagini di Bucha, della strage di civili, della scia di morte che rimane alle spalle di un esercito che lascia un territorio. Sono scene che suscitano terrore e che mettono sotto gli occhi del mondo le atrocità della guerra. Ma quanto pesa la psicologia del terrore nei conflitti? “La guerra è la cosa più drammatica che possa accadere al genere umano, perché è la realizzazione e la costruzione della morte”, analizza Massimo di Giannantonio, presidente della Società italiana di psichiatria (Sip).

“Tutta l’attività vitale, tutte le attività sociali, tutte le attività creative e costruttive sono delle gigantesche medicine per combattere la morte. Una guerra – spiega l’esperto all’Adnkronos Salute – è invece l’attività che si mette in atto per portare a termine l’obiettivo più drammatico che è la distruzione, l’annichilimento, la completa cancellazione della vita. E allora questo esercizio delle immagini, che sono a scopo propagandistico e che sono a scopo distruttivo, diventa la sublimazione di quello che il Santo Padre ha definito un crimine senza giustificazione e un crimine senza possibilità di perdono”.

“Siccome le guerre si vincono lavorando sul tono emotivo, tanto degli eserciti quanto delle popolazioni civili – prosegue lo psichiatra – questo utilizzo manipolato delle emozioni attraverso le immagini serve ad arrivare a due obiettivi contrapposti: da una parte fiaccare e distruggere il morale delle popolazioni che devono contrastare l’occupazione, e dall’altro invece stimolare attraverso il sadismo, la violenza e l’aggressività il morale delle truppe. Ci troviamo di fronte – conclude Di Giannantonio – ad un teatro della comunicazione che è l’insulto più grave al rispetto della vita, alla salvezza degli esseri umani, al contrario della civiltà”.



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