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Differenza tra pignoramento e sequestro

8 Aprile 2022
Differenza tra pignoramento e sequestro

Cos’è il sequestro conservativo e quali sono le differenze con il pignoramento dei beni del debitore: la funzione, la procedura, l’organo che decide tali misure. 

Non tutti conoscono la differenza tra pignoramento e sequestro e, in particolare, con il sequestro conservativo. Anche se, a volte, le due discipline possono apparire simili, se non altro in merito agli effetti (lo spossessamento del bene dal suo titolare), si tratta comunque di due istituti giuridici con funzioni completamente diverse. Basti pensare che il sequestro si inserisce nell’ambito di un procedimento penale mentre il pignoramento può derivare anche da una responsabilità civile. 

È bene sapere, prima ancora di addentrarci nel discorso sulla differenza tra pignoramento e sequestro, che se del sequestro esistono ben tre forme con obiettivi differenti, il pignoramento è uno soltanto (benché possa avere ad oggetto beni di natura diversa). 

La forma di sequestro che prenderemo maggiormente in considerazione, per distinguerla dal pignoramento, è quella del sequestro conservativo perché ad esso più simile. Ma procediamo con ordine.

Cos’è il pignoramento?

Il pignoramento è un procedimento volto ad aggredire i beni di una persona che, pur avendo un debito, non ha inteso pagarlo nonostante l’ordine del giudice, un assegno o una cambiale protestata oppure un contratto di mutuo firmato dinanzi al notaio.

Scopo del pignoramento è prelevare (non per forza materialmente) i beni dalla disponibilità del debitore per poi venderli coattivamente attraverso l’asta giudiziaria. L’asta è un procedimento che avviene sotto il controllo del giudice dell’esecuzione presso il tribunale civile: il magistrato stabilisce il prezzo di vendita del bene, verifica le offerte e poi aggiudica il bene al miglior offerente. Chiaramente, se il pignoramento ha ad oggetto somme di denaro, non è necessaria la fase della vendita: le somme, dopo essere state apprese, vengono direttamente versate al creditore.

Il pignoramento ha quindi lo scopo di espropriare il debitore dalla proprietà dei beni pignorati per rivenderli e consegnare poi il ricavato al creditore affinché questi possa soddisfare le proprie pretese economiche.

Il pignoramento può essere di tre forme a seconda dei beni del debitore che vengono aggrediti:

  • pignoramento mobiliare (le cose mobili che si trovano a casa: denaro contante, gioielli, mobilia, oggetti di valore, ecc.);
  • pignoramento immobiliare (terreni, edifici, case, appartamenti);
  • pignoramento presso terzi ossia dei crediti che il debitore vanta nei confronti di altri soggetti (pignoramento del conto corrente, della pensione, dello stipendio, dei canoni di locazione).

Ciascuna di queste forme di pignoramento avviene con procedure differenti.

Cos’è il sequestro? 

Il sequestro può essere di tre tipi.

C’è innanzitutto il sequestro conservativo. Il sequestro conservativo ha ad oggetto i beni mobili o immobili dell’imputato o delle somme o cose a lui dovute se vi è fondata ragione di ritenere che manchino o si disperdano:

  • le garanzie per il pagamento della pena pecuniaria, delle spese di procedimento e di ogni altra somma dovuta all’Erario dello Stato;
  • le garanzie delle obbligazioni civili derivanti dal reato.

Il sequestro conservativo è ammesso nei limiti in cui la legge ne consente il pignoramento.

Esso può avvenire solo se viene esercitata l’azione penale. Lo dispone il giudice su richiesta del pubblico ministero o della parte civile.

Esiste poi il sequestro preventivo che ha ad oggetto:

  • una cosa pertinente al reato, la cui libera disponibilità può aggravare o protrarre le conseguenze del reato stesso oppure agevolare la commissione di altri reati;
  • le cose di cui è consentita la confisca.

Può essere disposto in ogni fase del procedimento penale, anche durante le indagini. Lo può decidere il giudice su richiesta del pm (pubblico ministero) oppure direttamente il pm o la polizia giudiziaria nei casi d’urgenza.

Infine, c’è il sequestro probatorio che riguarda il corpo del reato e delle cose pertinenti al reato necessarie per l’accertamento dei fatti. Anch’esso può essere disposto in qualsiasi fase del procedimento.

Cos’è il sequestro conservativo?

Il sequestro conservativo consiste in un provvedimento diretto a garantire il soddisfacimento delle pretese dell’Erario e delle obbligazioni civili.

Esso può essere disposto quando vi è fondato motivo di ritenere che manchino o si disperdano le garanzie per il pagamento della pena pecuniaria, delle spese del procedimento e di ogni altra somma dovuta all’Erario dello Stato o le garanzie per le obbligazioni civili derivanti da un reato.

Presupposti del sequestro conservativo sono due:

  • fumus boni iuris ossia la sussistenza di un diritto facilmente accertabile. È sufficiente, a tal fine, l’accertamento della pendenza del processo penale, non richiedendosi anche la probabilità della condanna dell’imputato;
  • periculum in mora ossia il timore di insufficienza delle risorse patrimoniali sulle quali soddisfare le obbligazioni nascenti dal reato e di un possibile depauperamento del patrimonio nelle more del giudizio penale. 

Oggetto del sequestro conservativo

Oggetto di sequestro conservativo possono essere tutti i beni mobili e immobili dell’imputato e, quando esso è disposto a garanzia delle obbligazioni civili, anche dei beni mobili e immobili del responsabile civile.

Possono essere sequestrati solo i beni che possono essere oggetto di pignoramento. Quindi, ad esempio, non può essere pignorata la fede nuziale, il tavolo da pranzo, vestiti, biancheria e tutti gli altri beni impignorabili. 

Ai fini dell’appartenenza dei beni all’imputato, non rileva la loro formale intestazione, ma la circostanza che l’imputato ne abbia la disponibilità concreta, come se fosse il proprietario, indipendentemente dalla titolarità in capo a terzi.

Come avviene il sequestro conservativo?

Il sequestro conservativo è disposto dal giudice che procede con ordinanza su richiesta del pubblico ministero o della parte civile.

La competenza in ordine all’emissione del provvedimento di sequestro conservativo permane in capo al giudice per le indagini preliminari, anche dopo il provvedimento che dispone il giudizio, finché gli atti non siano trasmessi al giudice competente, in ragione del carattere di urgenza inerente alla misura.

È eseguito dall’ufficiale giudiziario con le forme prescritte dal Codice di procedura civile per l’esecuzione del sequestro conservativo sui beni mobili o immobili. Ed è proprio questa caratteristica che spesso porta il cittadino a confondere il sequestro conservativo con il pignoramento.

Quando termina il sequestro conservativo?

Il sequestro conservativo perde efficacia quando la sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere non è più soggetta a impugnazione.

Prima di tale momento, la revoca della misura può essere disposta dal giudice, in ogni stato e grado del giudizio, solo nel caso di offerta di un’idonea cauzione.

L’imputato o il responsabile civile hanno la possibilità di offrire una cauzione idonea a garantire i crediti oggetto del sequestro. La cauzione consiste nel pagamento di una somma di denaro a scopo di garanzia.

In tal caso:

  • se la cauzione è offerta prima dell’esecuzione del sequestro: il giudice dispone con decreto che non si faccia luogo al sequestro conservativo e stabilisce le modalità con cui la cauzione deve essere prestata;
  • se la cauzione è proposta con la richiesta di riesame o durante il processo di merito: il giudice revoca il sequestro.

Conversione del sequestro in pignoramento

Il sequestro conservativo si converte in pignoramento quando diventa irrevocabile la sentenza di condanna al pagamento di una pena pecuniaria o quando diventa esecutiva la sentenza che condanna l’imputato o il responsabile civile al risarcimento del danno in favore della parte civile.

L’esecuzione forzata sui beni sequestrati ha luogo nelle forme prescritte per il pignoramento. 

Sul prezzo ricavato dalla vendita di tali beni e sulle somme depositate a titolo di cauzione e non devolute alla cassa delle ammende, sono pagate, nell’ordine, le somme dovute alla parte civile a titolo di risarcimento del danno e di spese processuali, le pene pecuniarie, le spese di procedimento e ogni altra somma dovuta all’Erario dello Stato.

 



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