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In cosa consiste il pignoramento?

8 Aprile 2022
In cosa consiste il pignoramento?

Come avviene il pignoramento, quali beni possono essere espropriati e cosa fare per bloccarlo.

Si sente spesso parlare del pignoramento dei beni del debitore: un effetto che consegue a chi non paga i propri debiti e che subisce pertanto l’azione esecutiva del creditore. Ma, esattamente, in cosa consiste il pignoramento? Chi è poco esperto di legge potrebbe non conoscere il significato di questa parola. Ed è normale allora chiedersi come avviene il pignoramento, come evitarlo, quali beni possono essere pignorati e quali invece sono impignorabili.

Per rispondere a tutte queste domande bisognerebbe consultare un avvocato o conoscere il Codice di procedura civile (perché è proprio lì che è contenuta la disciplina del pignoramento). In realtà, con una spiegazione pratica e semplice, è facile comprendere in cosa consiste il pignoramento. Proveremo a farlo qui di seguito.

Cos’è il pignoramento?

Il pignoramento è una procedura che ha lo scopo di apprendere i beni del debitore per poi venderli all’asta giudiziaria. L’asta giudiziaria avviene sotto la supervisione del tribunale in modo da garantire l’imparzialità e tutelare tanto le ragioni del creditore quanto quelle del debitore.

Il pignoramento è quindi conseguenza dell’inadempimento a un’obbligazione. Obbligazione che può essere di natura civile (ad esempio il mancato pagamento di una fattura), penale (ad esempio, il danno conseguente a un reato) o amministrativa (ad esempio l’omesso versamento delle tasse).

Quando si può fare un pignoramento?

Il pignoramento non può avvenire solo perché non è stato pagato un debito. Prima il creditore deve procurarsi ciò che tecnicamente si chiama titolo esecutivo ossia un documento che riconosca ufficialmente il proprio diritto. Il titolo esecutivo può essere:

  • una sentenza anche non definitiva (ad esempio una sentenza di primo grado);
  • un decreto ingiuntivo, purché non opposto e divenuto pertanto esecutivo;
  • una cambiale o un assegno protestato;
  • un contratto di mutuo stipulato dinanzi a un notaio;
  • una cartella esattoriale (che può emettere solo l’Agente per la riscossione esattoriale);
  • l’attestato di credito della Siae per crediti derivanti dalla violazione del diritto d’autore.

Non si può quindi fare un pignoramento se prima il creditore non è in possesso di uno di tali documenti. Quindi, è impossibile pignorare i beni del debitore solo perché questi non ha pagato una fattura o una bolletta: il creditore dovrà prima ricorrere al giudice e procurarsi quantomeno un decreto ingiuntivo.

Cosa succede prima del pignoramento?

Prima del pignoramento il debitore viene messo nella condizione di sapere ciò che sta per succedergli. Pertanto, il creditore ha l’obbligo di notificargli:

  • il titolo esecutivo (la sentenza o il decreto ingiuntivo);
  • il precetto.

Il precetto è un ultimo avvertimento a pagare entro massimo 10 giorni con avviso che, in difetto, si procederà al pignoramento dei beni. Se il pignoramento però non avviene entro 90 giorni dalla notifica del precetto, esso è inefficace. Il creditore allora dovrà notificare un nuovo atto di precetto.

Il precetto non anticipa quale bene il creditore andrà a pignorare. 

Come avviene il pignoramento?

Il pignoramento segue una procedura diversa a seconda del tipo di bene che viene pignorato. In particolare, esistono tre diverse forme di pignoramento:

  • pignoramento mobiliare: serve ad aggredire i beni mobili che si trovano nei luoghi di proprietà del debitore (arredi, elettrodomestici, oggetti di valore, denaro contante, gioielli, ecc.);
  • pignoramento immobiliare: ha ad oggetto terreni, edifici, ville, appartamenti o anche semplici quote di essi;
  • pignoramento presso terzi: si rivolge ai crediti che il debitore vanta nei confronti di terzi (che a loro volta sono quindi suoi debitori). Può avvenire nelle forme del pignoramento del conto corrente, della pensione, dello stipendio, dei canoni di affitto, del pagamento di fatture, ecc.

In cosa consiste il pignoramento?

Il pignoramento è una forma di esecuzione forzata: serve cioè a imporre al debitore un comportamento che, “con le buone”, non vuol compiere. In questo caso si tratta dell’obbligo di pagare il creditore. Così, quest’ultimo individua i beni del debitore da sottoporre a pignoramento e promuove una procedura rivolta a vendere tali beni, sotto controllo del giudice, per poi soddisfarsi sul ricavato derivante dalla vendita stessa. Alla vendita forzata non può partecipare il debitore ma potrebbe farlo il coniuge.

Il pignoramento è un’operazione che svolge l’ufficiale giudiziario e che consiste nella sottrazione, al debitore, della disponibilità materiale e giuridica del bene. Il debitore in pratica non può più utilizzare il bene oggetto di pignoramento (salvo si tratti della casa, in cui gli è consentito di continuare ad abitare fino alla vendita).

Il debitore non può neanche vendere o donare il bene una volta pignorato. Nel caso in cui il pignoramento abbia ad oggetto il conto corrente, la banca impedisce al debitore di prelevare le somme pignorate che, pertanto, non risultano più presenti nell’estratto conto.

Chiaramente, quando il pignoramento ha ad oggetto il denaro non c’è bisogno della vendita: le somme vengono direttamente accreditate al creditore. 

Come avviene il pignoramento mobiliare?

Il pignoramento mobiliare non viene preceduto da alcun avviso successivo al precetto. L’ufficiale giudiziario si presenta a casa del debitore, eventualmente accompagnato dall’avvocato del creditore, e sceglie le cose che possono essere più facilmente vendibili. Esiste un lungo elenco di beni che non si possono pignorare perché essenziali alla sopravvivenza o collegati a ricordi ed affetti. Leggi Beni che non possono essere pignorati.

I beni, di solito, vengono poi portati presso l’Istituto Vendite Giudiziarie e lì venduti. Le vendite non sempre riescono. In tal caso, i beni vengono restituiti al debitore previo pagamento delle spese per il deposito.

Come avviene il pignoramento immobiliare?

Il pignoramento immobiliare è una procedura più lunga e complessa. Dopo il precetto, il debitore riceve la notifica di un ulteriore atto, l’atto di pignoramento vero e proprio che individua il bene pignorato. Dopodiché, inizia una procedura che può protrarsi per diversi anni, rivolta a individuare l’offerente sulla base del prezzo d’asta fissato dal giudice e soggetto a ribassi del 25% in caso di mancata vendita.

Esiste una norma che stabilisce che, dopo il quarto tentativo d’asta, il giudice può interrompere la procedura se il bene non viene venduto. Ma è una valutazione discrezionale poco spesso applicata. 

Durante la procedura il debitore può sempre trovare un accordo col creditore per chiudere la vertenza bonariamente.

È anche possibile fare ricorso alla legge sul sovraindebitamento quando si dimostra che il debitore, al di là della casa, non ha fonti di reddito per vivere: in tal caso, il giudice cancella il debito o lo riduce in quota percentuale secondo le garanzie offerte dal debitore. Leggi Come non pagare debiti legalmente.

Fino all’aggiudicazione del bene, il debitore può continuare a vivere nella casa purché non contrasti le operazioni di vendita. 

Il divieto di pignoramento della prima casa vale solo quando il creditore è l’Agente per la Riscossione esattoriale. È necessario però che sussistano alcuni requisiti per ottenere tale agevolazione:

  • il debitore non deve essere proprietario di altri beni immobili, neanche per quote;
  • la casa non deve essere di lusso (A/1, A/8 o A/9);
  • la casa deve essere adibita a civile dimora;
  • la casa deve essere il luogo di residenza.

Come avviene il pignoramento presso terzi?

Il pignoramento di crediti come stipendi, pensioni e conti correnti avviene previa notifica dell’atto di pignoramento tanto al debitore quanto al terzo detentore delle somme (banca, poste, datore di lavoro, Inps). Esistono dei limiti per il pignoramento dello stipendio o della pensione per garantire il sostentamento del debitore. Leggi Beni che non possono essere pignorati.

Quanto dura il pignoramento?

In linea teorica, il pignoramento dura finché la procedura non viene portata a compimento, ossia il bene venduto. 

Se il conto corrente è vuoto o insufficiente, il giudice chiude il pignoramento a meno che su tale conto non viene accreditato lo stipendio o la pensione: in tali casi, il pignoramento si protrae fino ad estinzione del debito. 

Se il pignoramento ha ad oggetto il quinto dello stipendio o della pensione, esso dura fino ad estinzione del debito o fino a licenziamento o dimissioni.

Se il pignoramento ha ad oggetto un immobile, esso si chiude con l’aggiudicazione del bene o quando il giudice ritiene che, a seguito dei numerosi ribassi, l’eventuale ricavato dalla vendita è insufficiente a soddisfare le ragioni del creditore e comporta un eccessivo sacrificio per il debitore. Leggi Come bloccare il pignoramento immobiliare.



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