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Lavoro: rientro anticipato dalla malattia. L’Inps chiarisce

16 Settembre 2014
Lavoro: rientro anticipato dalla malattia. L’Inps chiarisce

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Settembre 2014



Pubblico impiego e rientro anticipato del dipendente sul posto di lavoro per guarigione anticipata: cosa è necessario fare.

Dolce far niente”. Ma non quando lo stop è causato da una malattia. In quel caso è comprensibile la voglia di “tornare a fare”. Così, è ben possibile che il dipendente, assente dal lavoro per malattia, qualora guarisca anticipatamente rispetto alla prognosi formulata dal medico curante, voglia far ritorno subito sul posto di lavoro. Agli zelanti, dunque, che intendono riprendere anticipatamente l’occupazione, l’Inps dedica un apposito messaggio a chiarimento sulla prassi da seguire [1].

Il diretto interessato, pubblico dipendente – chiarisce l’Istituto di Previdenza – potrà essere riammesso in servizio solo in presenza di un certificato di rettifica dell’originaria prognosi.

Gli adempimenti del medico

La legge [2] prevede che l’assenza per malattia dei dipendenti pubblici sia attestata mediante certificato medico inoltrato per via telematica; i medici preposti effettuano le operazioni di preparazione dei certificati entro le successive 24 ore e li inviano al datore di lavoro tramite il Sistema di Accoglienza Centrale (SAC), reso disponibile dal MEF.

Gli stessi medici possono inviare, durante tutto il periodo di prognosi, certificati che annullano i precedenti o li rettificano. Tale eventualità si verifica nell’ipotesi in cui i dottori abbiano modo di riscontrare nel paziente un decorso più favorevole della malattia.

Rispettare i canoni della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro

Il datore di lavoro, nella prassi, dispone soltanto dell’attestato di malattia,in quanto non è legittimato a raccogliere certificati recanti l’indicazione della diagnosi oltre a quella dei giorni di assenza accordati dal medico. Pertanto, non potendo conoscere l’effettivo contenuto incapacitante della malattia, lo stesso datore non è in grado di valutare se e in che misura il dipendente abbia effettivamente recuperato le proprie energie psicofisiche tali da garantire se stesso e l’ambiente di lavoro da qualsivoglia evento nocivo. Ne deriverebbe, diversamente, l’impossibilità di fatto per il datore di lavoro di assolvere agli obblighi imposti dalle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Pertanto, per tali ragioni, ogni dipendente assente per malattia che, considerandosi guarito, intenda riprendere anticipatamente il lavoro rispetto alla prognosi formulata dal proprio medico curante, potrà essere riammesso in servizio solo in presenza di un certificato medico di rettifica dell’originaria prognosi.

note

[1] Inps, messaggio n. 6973/2014.

[2] Art. 55-septies d.lgs. n. 165/2001.

Autore immagine: 123rf com


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