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Domeniche a piedi e nuovi limiti di velocità: le misure per staccarci dalla Russia

9 Aprile 2022
Domeniche a piedi e nuovi limiti di velocità: le misure per staccarci dalla Russia

Gas russo, condizionatori, termosifoni, limiti di velocità, lampioni spenti: le misure per ridurre i consumi

L’Unione Europea vuole ampliare le sanzioni contro la Russia e staccarsi del tutto dal gas e dall’energia che quest’ultima ha venduto sino ad oggi. Il tutto per colpire più duramente Mosca. Ma anche l’Europa. 

Che cosa succederà in uno scenario che non prevede più il gas e il petrolio russi? Il Governo italiano è impegnato a trovare altri Paesi da cui importare le materie prime energetiche e infatti il premier Mario Draghi ed il Ceo di Eni sono al lavoro con l’Algeria. Ma i tempi non sono immediati e soprattutto i miliardi di metri cubi di gas russo che usiamo ogni anno non sono facilmente sostituibili. Infatti, secondo le ultime previsioni fatte da Bankitalia e pubblicate nel Bollettino economico dell’8 aprile, l’eventuale interruzione dei flussi di gas russo potrebbe essere compensata per circa due quinti (quindi solo per il 40%) entro la fine del 2022. 

Nel frattempo, servono misure urgenti. E l’Italia si sta già preparando a una austerity: una drastica riduzione dei consumi. Il dado dell’austerity è stato tratto da Mario Draghi quando il 6 aprile ha pronunciato una frase diventata subito famosa: «Preferiamo la pace o il condizionatore acceso?».

Le iniziative spontanee e non imposte per legge si sono già viste: amministrazioni che spengono le luci dei monumenti o dei palazzi pubblici, anticipo dello spegnimento del riscaldamento in alcune città. Ma ora si ipotizza un piano del governo a livello nazionale. Ecco, secondo il Corriere della Sera, quali altri segnali di austerity sono arrivati dal Governo e che cosa ci si prospetta, posto che finora l’unica certezza rimangono le misure sulla temperatura negli uffici pubblici.

Termosifoni e condizionatori: i limiti

La prima misura concreta che il Governo potrebbe introdurre già dal primo maggio è la regolazione per legge della temperatura negli uffici pubblici. Un emendamento del M5S al decreto Bollette approvato il 7 aprile in commissione Ambiente e Attività produttive alla Camera prevede una stretta all’utilizzo di termosifoni e condizionatori. Dovremo abbassare di due gradi la temperatura dei termosifoni in casa. Nel dettaglio, si prevede che dal 1° maggio 2022 al 31 marzo 2023, la media ponderata della temperatura degli edifici pubblici non dovrà superare i 19 gradi centigradi più 2 gradi di tolleranza e non dovrà essere minore dei 27 gradi meno due gradi di tolleranza. 

Luci e lampioni spenti

Dovremo usare meno elettricità. Se il Governo deciderà di mettere una norma, i sindaci potrebbero essere costretti a ridurre il numero dei lampioni accesi e le ore di illuminazione, così come nei condomini si potrebbe ritardare l’accensione della luce nelle parti comuni.  

Auto, nuovi limiti di velocità e domeniche in bici

Per ridurre il consumo di carburanti (anche se su questo fronte siamo meno dipendenti dalla Russia) la prospettiva di un razionamento in Europa è considerata un fatto concreto da molti esperti. Inoltre, va ricordato che la raffineria di petrolio più grande in Italia è quella di Priolo (Siracusa) di proprietà della russa Lukoil da cui esce un settimo della benzina e del gasolio che utilizziamo in Italia. Se dovessimo avere l’embargo o il prezzo dovesse schizzare ulteriormente, potrebbero essere stabilite misure quali auto ferme per esempio la domenica o la riduzione dei limiti di velocità. Misure che ricordano quanto già avvenuto nel 1973.  



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1 Commento

  1. Perché invece non spegniamo gli stadi.
    Più niente partite la sera, devono essere giocate quando c’è la luce solare.
    Ed ogni altra manifestazione sportiva o ludica come i concerti che avvengono in notturna con uno spreco di energia pauroso con sanzioni salate e tasse se non vengono attuate.
    Spegniamo le piste da sci ed ogni altra attività notturna
    Niente GP di notte, Doha è stato un ceffone a tutti i movimenti ambientalisti, anche se loro se lo possono permettere è ugualmente una vergogna.
    Limitiamo al massimo il pendolarismo lavorativo in modo particolare nel pubblico impiego ma anche nel privato con sanzioni salate e tasse se non vengono attuate misure per prevenirlo.

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